tempo di..

ieri su punte di piedi ho appoggiato due sacchettini vicino alla loro porta.. ci ho lasciato un bigliettino.. ricordandole di essere buone.. ho suonato con la campanella.. mi sono nascosta nel buoio della notte.. osservando da dietro al vetro le corse frenetiche ed il felice spaccettare in casa.. – ho aspettato.. dopo ho bussato alla porta "bimbe, non ci crederete, ho appena visto passare babbo natale!" "ziiiaaaa è stato quì, ci ha lasciato i doni.. ci ha scritto che deve ancora andare da tanti bimbi e che passa l’anno prossimo.. zia guarda che ci ha portato, che bravo che è!".. sorridevo.. complice mia sorella e mio cognato.. – le piccole.. loro non sapranno.. bello lasciarle credere.. ancora un pò.. perchè son’ belle le favole..

stamane invece altra consegna.. colorata.. di auguri e di baci.. perchè mia sorella è una vera santa clause.. oggi spegne una candelina in più.. ho letto la sua felicità.. ho letto la sua gratitudine.. – e se è felice lei.. allora lo sono pure io..

e ora.. ora è tempo per me.. tempo di me.. lascio questo post e mi dedicherò alle note di una chitarra.. alle parole di un libro.. serena domenica mondo..

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di libri.. di poesie.. di radio.. e ..di meditazione

stavo ascoltando delle poesie lette da fabio volo.. tante le conoscevo dalle sue dirette radio.. – domani dovrei ricevere una chiamata.. forse venerdì.. ho fatto mettere da parte il suo nuovo libro "il tempo che vorrei".. e come una bambina che aspetta il proprio compleanno per scartare i regali.. io aspetto questo libro.. è da un anno e mezzo che lo aspetto.. praticamente.. da quando in radio.. ha iniziato a dire che lo stava scrivendo..

una piccola parentesi parlando di radio.. – oggi in studio ci hanno intervistati.. un servizio giornalistico.. foto.. e son’ proprio curiosa.. anche perchè, non sapevo mica niente..

sabato finalmente il corso di meditazione.. otto ore suddivise fra teoria e pratica.. il mio omeopata dice "se ti ci guidano, chiunque può raggiungere uno stato di profonda meditazione".. sorrido.. che storia.. ooommmhh..

nardo goes chile

il sole amici il sole.. che disegna le lontananze.. che accarezza uomini e cose.."

ho finito.. dodici chili, senza sacco a pelo (che fa cinquecentosessanta grammi per l’esattezza) e la borraccia swissmade che ancora non ha trovato posto.. ma quella vorrei venisse con me.. ha un significato affettivo e quindi domani cercherò di farci stare pure quella.. – l’ho pesato più volte perchè stentavo a credere fosse così leggero (che in spalla poi è un altra storia).. ho ancora l’impressione di aver messo troppi indumenti.. troppo di tutto.. eppure sono al minimo indispensabile.. il necessario diciamo.. (e si strizzano le cellule..).. – sbadiglio.. tra un attimo crollo.. ho corso a destra e manca tutto il giorno.. da un meeting all’altro.. sbrigato tutto.. e anche domani che non lavoro ho la sveglia prestissimo.. infondo un bene.. di sicuro riuscirò a dormire in volo.. (mi si stava bloccando la mascella.. mi tengo breve)..

che altro lasciar scritto.. ho parlato così tanto di questo viaggio nei miei post.. che ora è arrivato il momento di viverlo..

"e porto gli stracci con onore.. e c’ho sorrisi da regalare.. per viandanti d’oltremare.. per viandanti da salutare.. à chaque virage un peu d’amour.. à chaque virage un peu d’amour.."

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hasta luego cari bloggers e non.. ci si rilegge più in là.. siate buoni :o)

tic tac tic tac

alla fine ci ho messo meno di quanto pensassi.. non ho finito.. ma il più l’ho preparato..

ho selezionato ed abbinato magliette a cannottiera, a maniche corte ed a maniche lunghe.. un pò ‘tecnica cipolla’.. perchè la primavera cilena è così.. fatta di mattini freschi intorno ai dieci gradi.. arrivando a massime intorno ai venticinque-ventisei gradi.. (dovendo pensare.. on top..a qualche indumento caldo per il deserto)

ho preparato il beauty.. (quello è veramente impegnativo.. e non perchè sono una donnina che in borsa porta centomila cose per ritoccarsi il trucco.. ‘can’t be bothered’ direbberò gli inglesi.. cioè, nu me ne pò fregà de meno.. – solo che quì si parla di ben altro.. posso mica portarmi l’armadietto del mio bagno con tutte le mie cosine.. ed ora non sto ad elencarle.. ma sono appunto.. un pò di cosine (medicinali inclusi).. – per alcune ho rimediato con minicontenitori.. altre già le vendono in miniformato.. e altre ancora.. non me le porto e mi risolvo il problema.. ma, resta comunque impegnativo.. e alla fine, l’ultima cosa che metterò nello zaino)..

ho cambiato la memory card alla fotocamera.. quella da otto gb dovrebbe bastare per almeno mille foto in risoluzione grande più filmini.. la batteria è in carica..

ho tirato fuori il mio porta monete da viaggio, tolto gli euro e messo i pesos cileni..

ho aggiornato e sincronizato l’ipod (non che sia asociale nono.. "birg’ senti, ma tu te la porti la musica?" – "ho pensato di si" – "infatti, pure io.. sono comunque diciasette e tante ore di volo.. bene, portiamoli") e messo da parte un libro.. stesso motivo.. tante ore di volo.. che poi.. se funziono come solitamente funziono in aereo.. dopo poco tempo in aria m’addormento comunque.. (e menomale)..

..lo sto ancora guardando.. infondo è piccolo.. ha una capacità di sessanta litri.. non sto portando molta roba.. eppure credo che una volta li penserò di averne portata troppa.. i calzini sono nelle scarpe ed i vestiti tutti arrotolati.. è proprio vero che così occupano meno spazio..

manca poco.. manca veramente poco.. ho aspettato e visionato questo viaggio per così tanto.. sorrido.. mi sento come se mi fosse passato sopra un trattore.. ma sto bene.. bella la vita.. e non mi stancherò mai di dirlo.. notte d’oro mondo

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siamo nati da incendiari e moriremo da pompieri

"e tu monia, visto che sei italiana, e parli lo svizzero meglio di me, potresti spiegare al pubblico cosa significa?"

si era ricordato il mio nome fin dall’inizio del concerto :o)  dire che sprizzavo gioia da tutti pori sarebbe poco.. dire che ero emozionatissima sarebbe poco.. – pippo pollina ‘solo à la carte’ – il suo concerto di questa sera portava questo titolo.. lui era il cameriere, noi gli ospiti al ristorante.. ogni canzone un numero ‘da ordinare’.. e come diceva lui "alla fine, l’ospite finisce per mangiare quello che gli dice il cameriere".. sorrido.. che gran bel concerto.. due ore e mezza fatte di racconti.. aneddoti.. canzoni.. ma sopratutto musica.. dolci note malinconiche.. ritmi frenetici dati da un tamburello suonato talmente beno che sembrava un batterista.. sapori di chi è partito.. di chi è tornato.. ricordi di un italia che fu.. di un italia che è.. emozioni di amori vissuti.. di amori mai sopiti..

"chi vuole scegliere il prossimo brano?" – alzo la mano – "come ti chiami?" – "monia" – "cosa vorresti ascoltare?" – "mi piacerebbe cantassi buona fortuna" – "bella scelta.. è un pezzo che raramente canto ai concerti, e quando lo canto sono accompagnato dalla band.. ma dimmi, perchè questo?" – "perchè mi piace molto.. e perchè verità nascoste l’hai appena cantata" – "bello, mi piace quando le persone sanno quello che vogliono, e perchè lo vogliono".. sorrido..

alla fine del concerto ho chiesto alla sis di aspettare.. che magari l’avremmo visto.. volevo salutarlo.. parlargli un attimo.. lui non si vedeva.. la sala ormai vuota.. ma la sua chitarra era ancora lì.. sul palco.. – allora ho tirato fuori un bigliettino ed ho iniziato a scriverci sopra, intenzionata a lasciargli un messaggio tra le corde della sua compagna di note.. "mo’, guarda che pippo sta al bar" – ho ributtato il bigliettino in borsa e sono corsa fuori – gli ho sorriso.. lui complice.. già sapeva "tu sei monia della radio vero?" – ho ancora il sorriso stampato in faccia e sto volando.. – c’è che ci si sentirà ancora dopo il suo tour in italia.. e c’è che io oggi mi sono fatta un piccolo regalo.. dal contenuto immenso :o)

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proprio non ci vado d’accordo

e poi dicono pure che gli accordi barré siano moooolto importanti.. e io che non ho delle manone.. ne tantomeno dita da ‘ho fatto diec’anni di stretching alle tendini della dita, così, per passarmi il tempo’.. quando cavolo sarò capace a suonarli? :o(  ..che poi, sulla chitarra eletricca mi vengono non solo più facili.. ma esce anche il suono.. (perchè poi ho optato per la classica io?).. "tranquilla.. tutti all’inizio hanno difficoltà con questi accordi, tu non demordere".. nono, non demordo mica -> mi deprimo, che è diverso.. – vabè.. ne riparlerò.. a tempo dovuto.. e ne dovrà ancora parecchio mi sa.. (anche se.. non lo spero..)

avvolta da un velo magico

le ho passate così le ultime ore.. forse due.. forse tre.. ascoltando i miei amici in radio.. musica chill out che ti accarezza i sensi.. avvolta dalle note e sommersa nei colori ho continuato a dipingere lui.. – lentamente le cose cambiano dimensioni.. cambiano le relazioni.. mentre mescoli i colori.. mentre guardi sfumature crearsi.. attenta a non andare oltre.. i colori mescolati non li recuperi.. io almeno no.. perchè ci gioco.. così come dipingo.. giocando con le luci e le forme.. – sto seriamente pensando di fare un corso di pittura.. potrei imparare così tante cose.. vorrei fare così tante cose.. tantissime.. che io da sola a volte mi sembra non bastarmi.. ma ho tempo.. tanto tempo.. buona notte caro universo..

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il ventidue a me è sempre piaciuto

ore undici e trenta "ciao, stasera ci sei? se possibile mi assenterei, potrei andare in vacanza un paio di giorni approfittando di un passaggio. fammi sapere." – era michele.. il mio amico di battaglia.. ovvero uno dei tre moschettieri della radio.. – "si certo, non ti preoccupare, tu divertiti" .. ero sola in studio stasera.. ma sola solo fisicamente.. – ho ancora il cuore in festa.. – perchè loro c’erano.. i miei cari.. amici.. parenti.. c’erano tutti.. hanno condiviso.. mandando sms e chiamando la diretta.. – ore diciannove e venti "mo’, gli zii sono in lacrime" (anche se a mio zio minghi non glie l’ho messo :-/ ).. questo è un periodo che ci vede tutti un pò più uniti.. e loro questa sera mi hanno ascoltata per la prima volta.. lo zio con l’orecchio attaccato alla radio portatile come si faceva una volta.. me lo immagino.. la zia commossa durante la telefonata che arrivava dal mare, le nini.. – io non so chi era in ascolto questa sera, ne da dove o in quanti erano.. la nostra è una radio nonprofit e non abbiamo dati di ascolto.. e sinceramente non importa.. non contano i dati.. ma quello che fai tu e come lo fai.. io ci ho messo il cuore e l’anima.. impappinandomi leggendo le notizie.. sbagliando un congiuntivo (e me ne sono pure accorta.. ma la gaffe.. meglio sorvolarla).. lasciando il mic aperto mentre farfugliavo trai ciddì.. sorridevo.. sorridevo e m’illuminavo ad ogni messaggio.. ad ogni chiamata.. emozionandomi, cantando e ballando con i pezzi della scaletta che avevo preparato prima della diretta.. – piccola pasticciona.. o impasticcata (come vengo anche chiamata di questi tempi).. sto quì che scrivo beata.. bello il ventidue.. proprio bello.. – domani torno in palestra.. mi è mancata.. c’è chi dice che se mi azzardo ad andarci.. bhe.. che mi farà fare fitness a furia di calci nel sedere.. – ma c’è che ho il lascia passare.. "basta che non vada incontro al dolore, poco peso ed io non le dico di no, anzi".. ecco.. e se l’uomo del monte ha detto si ed io sento veramente il bisogno di andarci.. allora direi proprio che il semaforo è passato al verde.. – mentre quì, io ora spengo tutto.. anche perchè non c’è quasi più traffico.. shhhhh.. buona notte :o)