un metro sotto al cielo

ed infinita gratitudine – ha organizzato tutto lui.. io dovevo solo portarmi due litri d’acqua “perchè ne avrai bisogno” mi aveva detto e qualcosa da mangiare. l’arrampicata è stata faticosa a tratti.. pendii da togliere il fiato (ed io soffro di vertigini.. ed ho una paura non da niente delle alture) ma ne è valsa la pena, tutta. sto ridendo.. dopo quindici minuti, al primo localino, lui già senza fiato “ecco, questo è il fronalpstock, bello eh?”.. ho riso per mezzora.. con le lacrime.. (ed io che mi ero preoccupata di non farcela.. io). quanti racconti.. tre ore seduti a metà.. in mezzo al niente.. mi ha aperto il cuore “gli uomini non piangono” diceva.. ed io sapevo che avrebbe voluto farlo.. l’ho ascoltato.. per tre ore.. “io non posso aiutarti.. posso raccontarti di me.. posso dirti io cosa farei.. ma quì devi passarci te.. da solo.. e ce la farai.. sappi solo che tutto passa.. anche il male al cuore.” – poi abbiamo proseguito.. siamo arrivati in cima fradici ma felici. eravamo ad oltre duemila metri.. ci siamo stesi sull’erba e siamo rimasti in silenzio.. così.. ad osservare il volo delle taccole.. contemplando l’allineamento di quei colossi difronte ai nostri occhi.. – quanto siamo piccoli noi esseri umani.. – siamo rientrati sull’imbrunire.. “dai, entra che ti faccio un caffè”.. – sorrido.. aaahhh la vie.. comme elle est belle..

tra una cosa e l’altra

c’era da optare tra un post sulla vacanzina toscana con tante belle foto che vien voglia di tornarci subitissimo.. oppure uno scambio mail che ho avuto oggi con l’amicone mio.. – vada per le mail, che le fotine le ho pubblicate altrove.. e do subito spunto a questo post.. – i social media signore e signori.

io: sai, credo che la dinamica dei “like” non la capirò mai.. la gente tende a mettere sempre meno like ma nel frattempo si fa sempre più i cassi tuoi. cioè, io ho più visualizzazioni delle storie su ig che like in quattro post messi insieme

lui: mo, dimmi tu, quanta gente conosci che agisce ancora d’impulso? la maggiorparte ormai è opaca, piatta, priva di emozioni. non è che le abbiano perse.. ma non le trovano perchè sono individui intasati da tutto il resto che li circonda e non hanno il coraggio di riconoscerlo.

io: okay fino ad un certo punto.. ma conosco anche persone che non lasciano traccia alcuna proprio per principio. fantasmi.. poi ti ritrovi a parlare con loro e ti senti dire “giusto, avevo visto che hai pubblicato tale cosa.. detto quell’altra”.. triste.. trovo sia triste ecco. zero interessi? zero impulso? toc toc.. c’è nessuno? sai quante volte mi sono addirittura trattenuta nel rispondere ad uno stato su uozzap od ad una ig storia? proprio per lo scrupolo del “altri non lo fanno”.. poi però macchisenefrega.. scusa, pubblichi una cosa.. a me suscita qualcosa, perchè non dovrei dirtelo? posso anche solo limitarmi ad un sorriso.. mandarlo ecco.. perchè mi ha fatto sorridere. io non voglio diventare piatta e non voglio nemmeno iniziare a sentirmi patetica.. perchè se è vero che ci si scambia sempre meno.. proprio per via (causa?!) dei social, perchè non cogliere l’occasione ed interagire? stanno li per quello le storie.. gli stati w.a. no?

lui: eeeh amica mia.. tu sei come me, vai controcorrente.. perchè la freschezza dentro svanisce.. ai pesci che vanno con la corrente.. quanto mi manca filosofare con te..

io: manca anche a me.. – ci prendiamo un pomeriggio libero e ce ne andiamo a passeggiare lungo il lago? solo tu ed io.. come ai vecchi tempi..

e niente.. ci si potrebbe scrivere un libro su questo fenomeno.. sui tanti perchè e per come.. usando aggettivi e sinonimi.. pertinenti e meno.. infondo chi lo sa.. nemmeno io. però l’ho notato.. e più passa il tempo, più si espande – io non sono così.. e mai vorrò esserlo.. io le mie emozioni non le tengo a freno.. e non voglio nemmeno iniziare ad essere calcolatrice.. signore e signori, io mi oppongo.

ci parliamo da grandi

sto quì seduta (più sdraiata) in una posizione abbastanza scomoda.. col cell in mano ed aggiorno.. già.. che il mio notebook ha tanto l’aria di non reggere un altra primavera..

ho il cuore un pò così.. un pò triste.. stavo spiegando a mia nipote la grande il perchè a volte non esulto di gioia quando mi fa vedere i suoi ottimi voti – “vedi fabi.. per rispetto di ale qualche volta ti strizzo giusto l’occhio. per lei non è semplice e suppongo anche parecchio scoraggiante, avere una sorella che a scuola va molto bene.. mentre lei.. fa fatica.. ed i voti non sono quelli ai quali ambisce.. dei quali ha bisogno. e allora.. per rispetto.. per delicatezza.. amore di zia.. io non esulto. sai che sono tanto fiera di te.. lo sono anche di ale.. e vorrei poter fare di più..” – ecco.. mi son’ trovata a spiegarle queste cose.. via uozap.. ad una teenager.. che sono sicura capisce.. ma solo fino ad un certo punto.. e poi io sono troppo sensibile.. e come ora.. mi vien da piangere.. perchè vorrei che anche la piccola potesse avere più momenti di gloria a scuola.. che potesse essere fiera di se stessa.. – io so cosa vuol dire fare fatica a studiare.. l’ho vissuta in prima persona.. so cosa significa guardarsi attorno ed avere l’impressione di essere l’unica a non capire. io a scuola mi salvavo grazie alle materie di lingue straniere.. mi tenevano a galla.. per il resto.. piangevo o mi addormentavo sui libri.. eppure.. di me qualcosa ne è diventato.. – so che non posso toglierlelo questo peso.. so che mia sorella fa un gran lavoro con lei.. io accorro sempre quando mi chiamano e cercano il mio aiuto (che mia sorella dice sempre.. “per le lingue ed il disegno chiedete a zia”).. quante notti e weekend a preparare temi e riassunti in inglese o francese.. ma anche presentazioni in tedesco.. (e che non mi si dica che non dovrei.. che dovrebbero fare da sole.. quì la scuola è durissima.. un cattivo voto ti può annientare tante fatiche e piccoli successi.. allora aiuto.. perchè in cuor mio è giusto) – vorrei poter fare le magie.. non mi è dato credo… allora lo chiedo a te caro universo.. tu che sei immenso ed infinito… che tutto puoi.. lo chiedo a te.. perchè tu sai.

caldo ne abbiamo?

weekend da oltre trenta gradi.. sentiti anche quaranta (che io le estati salentine da quarantatre le ricordo.. ma proprio).. – sono le sette e mezza di sera.. in casa si ragiona.. si sta bene (io apro le finestre la mattina prestissimo.. poi restano chiuse, tranne una) – finito di aggiornare quì vado a passeggiare.. il rituale serale.. (farò una sudata comunque.. già si sa) – intanto gironsolo su instagram e le varie applicazioni.. mi diverte.. oggi ne ho trovata un altra per fare i video con la musica nelle stories (che mica solo i vips ce l’hanno.. riiido).. – domani lavoro da casa.. evviva.. starò beata..
addendum: ho riletto.. mi sembra il mini-tema di una ragazza delle elementari che rientrando a scuola deve raccontare cosa ha fatto.. mha bho.. sarà il caldo!

definiscimi il tempo

tre mesi che non aggiorno.. mai capitato in tutti gli anni da blogger (sto giusto ascoltando simonandthestars che dice che dal sei agosto a fine di tale, è un periodo favorevole per i segni d’aria perchè venere entra in bilancia.. segno mio.. ed ha anche detto che fino al dieci di luglio c’è venere in leone.. per cui va bene anche per me.. che vi ho l’ascendente.. – cavoli.. proprio ora sta parlando dell’oroscopo dell’estate – parerentesi.. adoro le sue dirette su instagram.. io simon lo adoro.. ma davvero).. – vabbè, intanto digito.. poco concentrata ma digito..
che raccontare? sai quante cose ti succedono in tre mesi di vita?.. no, non ho reinventato la ruota ed il mondo gira ancora.. per cui, tutto regolare. ripetere il fatto che sul lavoro sono presissima è come mangiare le minestre riscaldate.. ma va detto.. perchè alla fine è il motivo in primis, per il quale.. anche se riesco a ritagliarmi momenti miei.. li dedico all’essere.. passeggiando.. andando in palestra.. e quant’altro.. (dormire pochissimo da gennaio e lavorare anche dieci ore al giorno tre giorni su cinque è stancante.. spece se quelle dieci e tot ore le fai sempre di corsa.. sempre super presa.. insomma tutto sempre tanto).. – però.. (ovvio che ci sarebbe stato il però).. il mio lavoro mi piace.. mi da soddisfazione.. cambierei la mia capa se proprio potessi farne una a proprio piacere.. non è cattiva.. ma avere una capa donna vuol dire invidia se tu sei il minimo ben vista.. il minimo simpatica.. il minimo in gamba… e lei.. parecchio insicura. non mi sto vantando.. lungi da me il vantarmi e sentirmi superiore.. sto giusto chiamando per nome le cose. insomma.. io quanto a superiori negli ultimi anni di certo non ho trovato la crème de la crème..
cambiando discorso.. (ora simon parla della bilancia.. magari mi distraggo ancora un pò di più.. o magari stringo.. che volevo giusto affacciarmi un attimo).. – quattro settimane alle vacanze.. le prime da due settimane intere da quando ho iniziato a lavorare lì)..  dice simon che per l’estate per la bilancia consiglia l’ariete ed il toro (a me gli arieti garbano pochino in genere.. visto che sono il mio diretto opposto).. – parlando di abbinamenti.. la vita sentimentale.. bhe.. sereno variabile.. più sereno però.. che a dirla tutta non mi dispiace nemmeno tanto.. – sospiro.. sono tanto not on the spot.. chiudo quì.. sperando di non far passare altri tre mesi.. ti ho trascurato caro blog.. ma tanto non mi perdi.. – buona notte mondobello…

p.s. ma il cielo di queste notti lo avete guardato? con venere, luna e giove che si fanno compagnia nel più bello dei splendori?

voglio il tuo profumo

di cose ne sono successe e continuano a succedere…
il lavoro solito.. mi piace si.. ma sempre tantissimo.. (la rigenerazione da vacanza è stata annullata dopo un solo giorno al mio rientro).. comunque vorrei parlare di altro.. che mi pare anche più interessante.. personalmente.. – i maschi signore e signori.. i maschi..
il tipo super carismatico e palestrato.. mha.. mi sa che si sta rilevando un vento tiepido.. (che a me piacciono le tempeste.. almeno all’inizio dai).. – mentre mercoledì me ne è capitata un altra.. completamente inaspettata.. mai immaginata.. e chi sa perchè mi è stata mandata questa situazione (parlasi di un lui.. ovvio). lo conoscevo.. ma non troppo.. visto tre quattro volte.. parlato per un due minute ad ogni occasione.. un semi estraneo praticamente.. molto più giovane di me.. – niente.. in sintesi… gli ho mandato una mail durante la pausa chiedendogli un informazione (che mi sembrava la persona più competente a tal riguardo).. mai mi sarei aspettata che avremmo passato la pausa pranzo a scambiarci messaggi via messenger.. alla fine gli ho dato il cell e qualche ora dopo ci siamo ritrovati a passeggiare lungo il fiume.. mercoledì è stata l’unica giornata bella della settimana.. tanto per aprire un triste siparietto sul meteo di queste ultime settimane. abbiamo parlato.. riso.. e camminato.. poi sull’imbrunire seduti in bar il discorso è cambiato.. d’un tratto cose intime.. lui più che altro.. e non vuoi che mi ha anche fatto capire, in modo molto esplicito, che lui ci starebbe? niente di serio ovviamente.. l’amico più diciamo.. quelle storie dove entrambi sono consenzienti.. ci si diverte.. la carne in poche parole. rido ancora ora.. non mi sono fatta accompagnare alla macchina “tu sei pericoloso” gli avevo detto.. “e siamo grandi abbastanza per sapere che basta un niente”.. ci stiamo ancora sentendo.. mi fa divertire.. storia intrigante.. molto.. a dire il vero stamane mi aveva proposto di riuscire questa sera.. sarò anche spontanea.. ma uscire sapendo per certo che.. bho.. stasera non me la sentivo.. vado a pancia.. e quella mi dice di non correre.. che va bene che la carne è carne.. ma io non ci perdo niente ad aspettare.. ho comunque già vinto, se non altro.. ci guadagna il mio ego.. e queste, signore e signori.. sono botte di vita.

p.s. e lo so che a darla via non si rovina (citanto un mio caro amico) ..buon weekend mondobello..

i had a date

che poi.. lasciare i bigliettini sul parabrezza della macchina di una persona.. era e sarà sempre un modo efficacissimo per rendersi “particolare”.. – ieri sera sono uscita col tipo della palestra.. quattro ore piene di storie.. sguardi.. discorsi molto interessanti.. – alle otto in punto era sotto casa mia.. e tutto il resto era talmente naturale.. niente ansie di prestazione (verbale o fisica.. quelle del “cosa mi metto, di che gli parlo..”).. mi ha riaccompagnata a casa.. “la prossima volta andiamo a prenderci un caffè in quell’altro locale che mi hai fatto vedere” – la prossima volta ha detto.. sorrido.. – thank you dear universe for being kind to me.. – sono le sei e ventidue del mattino.. ho preso il caffè ed ora vado ho da fare una lavatrice e preparare il trolley.. domani destinazione salento.. ho bisogno di dormire.. di riposo.. di farmi coccolare da mami e papi.. e poi me li spupazzo tanto pure io.. – sereno essere mondobello.

tbc

cioè.. è che mi si è avvicinato.. togliendo le cuffiette dalle orecchie “a momenti non mi accorgevo del bigliettino sul parabrezza.. l’ho trovato molto simpatico” – (parentesi, io sono una sostenitrice dei bigliettini lasciati sul parabrezza delle auto.. peccato che oggi sono in pochissimi che lo fanno.. o addirittura farebbero..) – ho sorriso.. che poi non è che ci abbia scritto chi sa cosa.. era una battuta.. ma a quanto pare, i cari vecchi metodi sono infallibili anche oggi. credo che se gli avessi scritto su il mio numero di cell, lo avrebbe usato. però non mi sembrava il caso.. che.. per quanto mi riguarda.. tipo dovrebbe essere accoppiato (giusto.. il palestrato super carismatico). abbiamo parlato un buon quarto d’ora.. e ora non ricordo più a qual proposito.. ma mi ha detto che un giorno potremmo andare a berci qualcosa.. (eeeeeh?). vabbè.. non ho abboccato.. cioè.. ha la tipa.. mica l’avevo visto fare la spesa con la sorella. comunque.. mi sa che la storia è “to be continued”.. (ora ci metterei quell’emoji di whatsapp della tipina che tira su spalle e mani.. come per dire.. (mha.. io bho..”)