lo abbiamo aspettato tanto entrambe.. un finesettimana tutto nostro.. facendoci coccolare i sensi.. – è stato in assoluto il mio primo weekend benessere.. – non ne avevo mai fatti prima.. – massaggi e altre cosette beauty sisi.. ma andare via.. ritrovandosi catapultata in un mondo tutto suoni e odori.. bhe.. c'è sempre una prima volta.. (e mi chiedo se la sis non si fosse ritrovata con quel buono regalo.. se e quando lo avrei fatto.. gran bel punto interrogativo) ..ci hanno a dir poco 'viziate'.. gâtées direbbero i miei amici francesi.. – ebbene si.. dalla colazione maquantobendidioenonsocosaprendere alla cena gran galà con tanto di pianista (c'era pure il lago da far da palcoscenico ad un quasi perfetto novecento).. ci siamo concesse due trattamenti corpo intero.. con oli ed essenze profumate.. pietre calde e fredde.. – "secondo te chi ce li fa i massaggi? uomo o donna?" "aaah non lo so, ma io vorrei una donna" (la sis era un pò preoccupata davanti al fatto di ritrovarsi un massaggiatore stile big jim e stava correndo ai ripari).. si sono presentati in due.. un lui ed una lei.. scontato che io sarei andata col lui.. un lui che è risultato essere una persona super sensibile ed esperta.. mi ha spiegato e raccontato tante cose.. anche del suo amico che suona il violino.. sorrido.. adoro ritrovarmi a parlare con persone sconosciute sentendomi a mio perfetto agio.. anche sdraiata su di un lettino con giusto addosso una piccola asciugamano.. – in questi due giorni abbiamo anche passeggiato.. su e giù per il bosco innevato e lungo piccoli sentieri.. sabato è stata una giornata stupenda.. i gradi erano sotto lo zero e noi si stava bene, baciate dal sole.. in perfetta sintonia.. io con le scarpe da tennis.. la sis con i tacchi.. diverse.. ma infondo uguali.. tanto che anche in hotel ci hanno chiesto se fossimo gemelle.. – abbiamo letto e parlato.. riposato in silenzio ascoltando musica ma anche riso divertite nelle acque spumeggianti della piscina all'aria aperta.. – la sera a cena si fantasticava sui vari personaggi seduti in sala con noi.. quante storie si potrebbero disegnare intorno alla persone.. anche intorno a quel pupetto di si e no nove mesi con i due dentini bianchi, che ogni volta che mi vedeva mi faceva la festa.. sorrido.. sto ricordando.. come mi ha detto una lei mentre sorseggiavo il tè in vestaglia, aspettando che la sis finisse "io ho iniziato a fare questi beauty-weekend anni fa, oggi ne sono succube, è un regalo che mi faccio una volta l'anno".. – hmmm.. il mio prossimo massaggio di certo non lo aspetterò per un anno.. the spa-weekend.. bhe.. non so.. la sis stamane ha detto "quì ci tornerei" :o)
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Tag Archives: la mia musica
l’ho assaporato
come una bambina piccola che scuote i regali sotto l'albero per capire che c'è dentro.. stamane all'alba ho ascoltato i brani pubblicati sul sito.. pezzo per pezzo.. pochi secondi.. tanti quanti bastano per individuarne tre che mi hanno scossa in meno di niente.. apollo undici.. polvere e gabbiano.. ho ordinato il cd.. l'edizione limitata.. non l'ho trovato in negozio.. e ora.. aspetto.. non pazientemente.. perchè sinceramente.. sono tre anni che aspetto..
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se io apro queste mani non so quanto tempo servirà prima di alzarmi in volo
le mie ali anche senza piume taglieranno il cielo in due
le mie braccia sono arrese mentre vivo sulla pelle mutazioni attese
la mia bocca perde i denti allungandosi farà il tuo nome ai quattro venti
mi trasformerò in gabbiano e porterò da te
i temporali di un inverno che alle porte soffia forte
e soffia il vento e l'odio che ha già dentro
io lo griderò dal becco per salvare te da quest'inverno che già c'è..
perdo carne dalle gambe come niente
restano soltanto zampe stanche a rallegrarmi se io salto
e no, non cado sopra il mondo
potrò stare in aria convincendomi a volare
mi trasformerò in gabbiano e porterò da te
i temporali di un inverno che alle porte soffia forte
e soffia il vento e l'odio che ha già dentro
io lo gridero' dal becco per salvare te da quest'inverno che già c'è..
spuntano le piume si fan spazio tra la pelle
mentre il cielo alle mie spalle si fa gonfio come un fiume
e aggrappato a questo ramo io lo sentirò arrivare poco prima di passare
sarà lui a farmi alzare dal mio ramo in volo
amore.. amore vincerò io questo temporale
ora sono quel gabbiano
e l'unico ricordo che conservo è ritornar da te..
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p.s. dire che li adoro.. forse è poco
è ancora presto..
in silenzio per udire se un qualsiasi rumore potesse inidicarmi il tempo.. niente uccellini.. c'erano i copertoni delle macchine.. quel rumore inconfondibile sull'asfalto bagnato.. sta piovendo.. – monia dormi.. è presto.. oggi non hai nessun programma.. dormi.. – mi sono risvegliata mezz'ora dopo.. inutile.. – ho fatto colazione.. preso il caffè.. moka da tre.. quella nuova comprata a como nei giorni scorsi.. è bella.. come piace a me.. (io ho un pallino anche per le moke.. mi piacciono colorate).. – ora sono le otto.. il gallo ha già cantano.. anche lui.. mica tanto convinto sul da farsi.. – allora magari racconto venezia.. oppure verona.. gardaland meno che se non fosse per le nini per me potrebbe anche star li a prendere polvere.. sirmione nemmeno.. troppi turisti anziani.. tanto da farti sentire fuori posto.. fuori mano.. fuori età.. il tempo di passeggiare mangiando un gelato.. – una volta uno disse 'vedere venezia e poi morire'.. – io invece al rientro quando ne parlavo mi sentivo di fare un torto a chi invece ne racconta con entusiasmo.. – ha il suo fascino.. con tutti quei ponti.. le calli che sussurrano agli innamorati.. i canali illuminati di notte.. il bucato steso fuori dalle finestre colorate.. i gondolieri che cantavano.. tutto molto bello.. un velo di malinconia però.. mancava la vita.. – io una città la amo se la sento pulsare.. quando mi fa sentire la gioia di vivere.. quando sembra che tutto intorno mi parli.. – trai vicoli di venezia mi sentivo di stare in silenziono.. immortalando.. quasi con rispetto.. quelle vecchie mura.. quell'acqua che ondeggiava ad ogni passaggio di una piccola imbarcazione.. – a me venezia sembrava dire 'vorrei che mi lasciassero tranquilla..' – si perchè c'erano troppi turisti.. troppe navi da crociera troppo grosse.. troppi negozi tirati su per loro.. troppi piedi e troppi flash per una piccola città galleggiante con un fascino quasi immacolato.. – io stavo bene dove i turisti non andavano.. nelle piazzette dove da padrone la facevano i gabbiani.. affacciata ai piccoli ponti riflettendomi nelle acque.. comprando la frutta fresca in un negozietto fuori mano.. nella chiesa di san barnaba a contemplare i lavori di leonardo.. – ha la sua bellezza venezia.. quella di una città che cela tanti segreti.. ora però te ne svelo uno io mia dolce cittadella sulle acque.. vorrei tanto tu tornassi a vivere..
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e di verona cosa potrei dire?.. sorrido.. anche a ripensarci sembra mi rituffi nei panni di quell'epoca.. – ricordo la delusione nel sentirmi dire.. tempo fa.. che quella di giulietta e romeo era 'solo una storia scritta' da shakespeare.. e io che sono sempre stata innamorata di quella favola.. di quella musica di nino rota.. malinconica.. tragica e straziante.. ma tanto tanto passionale.. – verona l'ho vissuta con leggerezza.. sulle orme dei due personaggi.. la bella giulietta ed il suo dolce ed amato romeo..
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chiedeva giulietta alla pallida luna:
"io amo un montecchi non è forse sfortuna?"
"dolce giulietta, di parlarti io tento.. a te non rinuncio, è un giuramento".
"se sol così mi puoi amare, il nome son pronto a rinnegare".
complice notte.. morivan le ore, trafitti i cuori, nasceva l'amore.
un bacio ardente fu sospirato suggello per un domani ancora più bello..
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buon weekend mio caro mondo.. ed ogni giorno.. ti scopro un pò di più..
volevo scrivere in un lampo
giusto dire che sono tornata.. – poi mi è tornato in mente carboni col suo lampo di vita.. infondo è bella.. infondo.. non è poi tanto triste.. se triste non si è.. – buona notte mondo.. per i racconti torno poi..
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volevamo imparare a fregare il dolore
essere felici imparare l’amore
chissà se tu sei cambiata.. chissà dove sei finita
in questo lampo di vita.. chissà se sei stata amata
chissà se quella ferita.. chissà se poi è guarita
in questo lampo di vita.. chissà se ti sei salvata
a quel tempo eri una ragazza nascosta tra i capelli e gli occhiali
un angelo ingenuo e ribelle che provava ad aprire le ali
e chissà se hai imparato a fregare il dolore
se sei felice se hai imparato l’amore
chissà se tu sei cambiata.. chissà dove sei finita
in questo lampo di vita.. chissà se sei stata amata
chissà se la tua ferita.. chissà se poi è guarita
in questo lampo di vita.. che ci sembrava infinita
perchè la musica è amore
e vedere mia nipote strimpellare le prime note mi ha riempito il cuore di gioia "guarda zia, te la suono con due mani" ..
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c'è chi prende.. chi invece lascia.. – io ho lasciato la chitarra.. l'avevo accennato qualche mese fa.. una decisione che ho fatto maturare per tante settimane.. troppe.. in lacrime salutai il mio insegnante.. un piccolo dono tra le mani "you are my guitar teacher number one" avevo scritto sulla bottiglia.. (sento un morso allo stomaco ora..).. tuttoggi guardo la mia chiatarra.. "perdonami piccola mia".. non era il tempo per noi quello.. non lo è questo.. ma rimandare non è annullare.. quel sogno l'ho messo a sonnecchiare.. continuerò a viverlo quando avrò tempo.. tempo per studiare.. tempo per ripassare quanto appreso.. – niente macchie sulla coscienza per uno spiraglio di tempo non sfruttato ad esercitarmi.. "ci vuole costanza mo'" me lo ripeteva il mio amico funkytarro.. ed io me la portavo anche a lavoro.. suonavo nelle pause pranzo perchè la sera non ci stavo dentro con altri impegni.. – in punte di piedi.. ma facendo sempre più rumore, arrivò poi il momento dove lo sentii come obbligo.. non era più passione.. non unicamente.. non era più sognare di arpeggiare ad orecchio le canzoni che ti passano per la testa.. non unicamente.. – io sono fatta così.. o le faccio bene.. mettendoci l'anima.. o non le faccio proprio.. – chi sa.. forse riprenderò da dove ero rimasta.. forse inizierò anche io col pianoforte.. che dicono sia la base per poi suonare qualsiasi altro strumento.. non lo so.. non ci voglio pensare.. perchè fa ancora male.. – sta arrivando l'autunno.. e magari farò pittura.. o ballo.. chi sa.. qualsiasi cosa.. purchè si limiti al tempo della lezione.. per ora è così.. poi.. un giorno.. bhe.. chi sa.. sto sorridendo.. perchè infondo.. anche vedere rivivere le proprie passioni attraverso le piccole.. per me.. è amore..
passerotto non andare via
stava li che mi guardava.. l'ho visto entrando in camera e non so da quanto stesse li.. s'era infilato nella serranda.. e c'è rimasto.. guardava me.. guardava in casa, più in casa però.. immobile.. – e ora mi chiedo.. perchè da quando ho scaricato la foto canticchio 'c'era una volta una gatta che aveva una macchia nera sul muso..'? – naaaa mica perchè i gatti mangiano i topi e avvolte anche gli uccelli? no dai.. forse per la 'stellina che scendeva vicina, vicina poi mi sorrideva e se ne tornava su'.. in questo caso il passerotto.. – forse.. anzi, forse si :o)
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cinquantamila pagine.. gettate al vento perchè.. eterno è il ricordo
si direbbe una canzone triste.. ma a me mette buon umore.. la canto in macchina con la radio a palla.. rituffandomi nella scena dove scamarcio se la canta e se la balla davanti allo specchio.. – sto parlando di mine vaganti.. – bello, bellissimo.. me ne sono innamorata.. forse perchè intereamente girato nella mia terra.. il salento.. nelle strade di lecce.. sul mare di gallipoli.. ma forse anche perchè il cast non è da niente (parlasi come bravura ma anche bellezza.. era chiaro no ;o) – a me piace cosiiii, che se sbaglio è lo stesso ;o)
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sono tornata giovedì notte dalla mia babyvacanza.. ho già rimesso a posto tutto.. il sapore di salsedine.. il rumore degli scooter.. i profumi della frutta e del pesce.. le musiche che suonavano forti dalle finestre.. ho chiuso la valigia e l'ho rimessa in cantina.. resta l'abbronzatura.. il rumore delle mie infradito.. le foto..
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è una bellissima giornata.. come quella di ieri.. festa nazionale quì.. poi domani.. bhe domani si torna a fare sul serio.. ma a questo.. per le prossime ore.. non ci penso :o)
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luglio col bene che ti voglio
che poi.. stando a quanto dice fox.. sarà un mese all'insegna dello stress.. tanto.. – allora dico io.. caro saturno, che mi accompagni nel segno quest'anno.. non basta il caldo.. ti dovevi mettere pure in opposizione a giove ed urano? – e che sia chiaro -> non mi sto lamentando ;o)
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vaaaa bene.. nel frattempo io canto e rido.. perchè questa ormai non me la tolgo mica più dalla testa :-D
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corri ragazzo laggiù.. vola tra lampi di blu
corri in aiuto di tutta la gente.. dell'umanità
corri e va.. per la terra.. vola e va.. tra le stelle..
tu che puoi.. diventare jeeeeeg
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jeeg va.. cuore e acciaio
jeeg va.. cuore e acciaio
cuore di un ragazzo cheeeee.. senza paura sempre lotterà ♪
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p.s. c'è che avevo anche una telecamerina di plastica.. con dentro il cartone animato.. potevi girare in avanti.. si formava il robot.. ma funzionava anche girando la manopola in controsenso.. reeewind.. altro che playstation ;o)
perchè ner petto me ce naschi ‘n’ fiore
co' 'a schiena mia formato "m'hanno usata come pista pe' l'aerei, ma quelli grossi.." io ora vado a prende'n'boccone d'aria.. a passo leggero.. che de pesante me bastano le ore de lavoro..
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e quanno er sole scenne e more.. me sento 'n'core cantatore..
la voce è poca ma intonata.. nun serve a fà 'na serenata..
ma serve solo 'a fà in maniera.. de farme 'nsonno a prima sera..
taaaanto 'pe cantà.. perchè me sento 'n' friccico ner coooore..
taaaanto 'pe sognà.. perchè ner petto me ce naschi 'n' fiore..
ma tua guarda, sta piovendo..
e allora mi sono seduta in preda a.. in preda a che? con il tempo complice avrei voluto dormire un pò oggi.. recuperare almeno qualche piccola ora di tutte quelle che ultimamente non dormo.. niente.. (anche questo post sembra dirmi 'aho, guarda che a furia de scrive' e ricancellà stamo a fà notte').. come quella prima degli esami.. che qualche ora fa continuavo a cantare mentre truccavo mia sorella "mmmh, ma un altra canzone non la sai?" – "cantamene una tu"'..le ho risposto sorridendo – "e mi ricordo.. quattro ragazzi con la chitarra e un pianoforte sulla spalla.. come i pini di roma.. la vita non li spezza.. questa notte è ancora nostra.."