lungo le stradine bagnate oggi si guidava con cautela.. curva dopo curva su di un asfalto coperto di foglie.. è autunno.. si sono colorati gli alberi.. e si è riempita anche la palestra.. un sorriso.. buona notte mondo..
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great women dress alike
una volta era così.. una volta, noi, eravamo così.. – per piacere di mamma.. lei adorava vestirci uguali.. monì e nadì.. – non siamo gemelle, sono più grande io.. di poco.. eppure a mamma piaceva.. eravamo un tutt’uno.. in tante foto.. in tante occasioni.. – da bambina non ci fai caso.. magari lo trovavi anche divertente.. la gente tendeva anche a scambiarci.. e questo.. insieme a tanti indumenti che oggi riempiono i nostri armadi.. è rimasto nel tempo.. "oggi ti hanno vista ed han pensato fossi io" mi dice spesso.. sorrido.. mi piace pensare che con mia sorella ci si assomigli in modo tale da non lasciare dubbio.. – ..sono arrivata da loro per il consueto caffè domenicale.. c’erano amici che non conoscevo ancora "suppongo che lei sia appunto, tua sorella".. avevano parlato di me.. di noi.. – mio cognato ad anni di distanza s’è rassegnato "ma che c’avrete sempre da dirvi voi due?" – perchè questo post?.. forse perchè stamane mi sono ricapitate in mano un pò di foto.. forse perchè tra non molto parto ed anche se starò via poco.. sarò molto lontana.. dall’altra parte di questo globo.. – my best friend una volta mi disse "io a te un giorno ti farò una statua".. (sorrido ad ogni volta che ci penso.. mi dispiace mica l’idea.. in qualche parco.. dove passeggiano le persone e giocano i bambini.. grandi prati.. uccelli e farfalle.. alberi e fiori.. e li un immagine di me.. magari sdraiata per terra, con gli occhi al cielo.. le mani dietro la testa ed in bocca un filo d’erba.. non un personaggio storico.. ma semplicemente io.. dove magari uno passa e pensa ‘chi sarà stata questa monia’.. già..) ..ma quello che volevo dire.. tornando al discorso di prima.. ecco, io una statua la farei a lei.. in senso metaforico.. perchè infondo.. sul piedistallo io ce la metto.. e pure spesso..


mary poppins
perchè se aggiungi un poco di zucchero, la pillola va giù.. – solo che quello è un film.. mentre poi.. in realtà c’è chi.. puntuale ti ricorda che la pillola infondo è amara.. – e tu che fai? la mandi giù comunque.. e passa la paura
vorrei raccontare della festa per i sette anni della nini.. – vorrei dire che sono tornata a lavorare a tempo pieno (per scelta mia).. e di come la sto vivendo e come loro vivono me.. – vorrei parlare del legame che c’è tra me e la mia chitarra che di questi tempi mi guarda.. in silenzio.. – vorrei lasciare i sorrisi di una serata tra amici che parlava di complicità.. – vorrei parlare di un intervista radiofonica alle porte nata da un pizzico di simpatia – vorrei parlare di parigi che ci vedrà nelle sue strade e vicoli a poco.. ma anche del cile che ancora non è confermato mentre si parla già di nairobi e del kenia.. – vorrei poter scriverne di cose.. di sensazioni.. intuizioni ed emozioni.. – ma forse sono così tante.. che una mente per pensarle.. e due mani per scriverle.. son poche..
serena notte mondo

brividi
stavo suonando.. per non scordarmi fin da subito (io ci riesco eh) quanto gery mi ha insegnato oggi.. fischiavo per accompagnare l’arpeggio.. sorridendo.. a tratti anche no.. – poi l’ho messa via.. – mi sono fermata alla finestra.. ascoltavo le prime gocce di pioggia venire giù.. quasi non volessero far’ rumore.. quasi non volessero spezzare l’armonia che si era creata..
è iniziato l’autunno.. con settembre arriva anche lui.. i trenta gradi di oggi sembrano avergli voluto dire ‘non ancora.. aspetta un pò.. solo un altro pò’.. – ho visto un lampo che per un attimo ha illuminato tutto.. ma il tuono è seguito molto dopo.. è ancora lontano.. e chi sa.. forse non passerà da quì.. – sta iniziando una stagione a me cara.. e spero che possa essere mite.. con tanto sole e tanti colori..
c’è qualcosa nell’aria.. è da stamane che lo penso
perchè se guardi al cielo
vedrai sempre una stella che splende più delle altre.. una sola..

son’ tre sere che ti ammiro.. come se mi avessi chiamata.. ‘guardami’.. ‘sono quì, tu guardami’.. – ti ho guardata.. contemplata.. mentre forse.. anche tu.. guardavi me.. si è accesa una stella accanto a te questa sera.. forse venere.. una cometa.. o semplicemente.. la stella mia..
(sono su questo post da troppo tempo.. non riesco a metter giù le parole.. mi perdo coi pensieri.. girovagando.. pubblicherò.. così.. senza aggiungere altro.. che poi.. sinceramente.. non va aggiunto niente.. sta tutto li.. in quel cielo..)
ssshhhhh
un fascino quasi mistico.. – a volte le guardo e mi ci disegno intorno le storie.. – storie fatte di persone.. piccole.. giovani.. anziane.. – quella di un bambino in gita scolastica.. che euforico va ad occupare il posto per lui ed i suoi amichetti.. che da li a poco avrebbero mangiato i panini che le loro mamme gli avevano preparato.. – o magari quella di un vecchietto che girovagando per i sentieri, a passo lento ma sicuro.. vi si è riposato, appaggiando un braccio sul suo bastone.. guardandosi intorno, spettatore consapevole.. – ma poi ci sarebbe anche quella di due giovani ragazzi.. che vi si sono fermati durante una passeggiata spensierata.. mentre lui le raccontava una storia.. fatta di altre storie.. e lei lo ascoltava affascinata.. gli occhi accesi.. loro due, mano nella mano.. – ..quanta vita seduta ed appoggiata delicatamente sulle gambe di una panchina.. – si potrebbe scriverne un libro.. magari di favole.. per bimbi.. o per i grandi.. quelli che dentro.. saranno sempre bambini..
c’è un tempo per tutto
‘zia, cosa stai facendo?’
‘sto dipingendo amore mio..’
‘e ti sei colorata le mani?’
‘si ale.. zia si è colorata le mani..’
.. e lei ride :o)

‘giorno
stavo leggendo una cosa prima che mi ha fatto ricordare uno di quei discorsi che ti ritrovi a fare svariate volte nella vita.. con amici.. al lavoro.. con te stessa (si lo so è presto ed io già ‘stavo leggendo una cosa’.. la solita mattina di ‘ai, m’han buttata giù dal letto’).. sto parlando del "ma te.. se ti ritrovassi diciamo cento milioni.. che ne faresti?" – ricordo una volta che dissi ad un signore in pensione "ma sai che ti dico, io non li vorrei nemmeno tutti quei soldi.. credo farei difficoltà a gestirli".. e lui, quasi dandomi della povera scema, mi rispose "ma he tu disci..ma dalli a me dalli, he saprei io home gestirli" (già.. un toshano… sorrido).. – ci ripensavo prima.. oggi ho le idee più chiare.. io i cento milioni li prenderei pure.. saprei che farne (tante cosine belle) e forse.. dico forse.. non basterebbero nemmeno.. eppure chi sa.. per comprare un bel casolare in una campagna toscana, di quelli vecchi ben tenuti.. con le finestre alte con le persiane, col giardino alberato, tanti fiori e vista sui vigneti.. uno di quelli che la cucina è immensa, con in centro un tavolo luuuungo lungo ed il pavimento in pietra.. uno di quelli stile i film ‘french kiss’ oppure ‘a good year’.. ecco.. dicevo.. per comprare uno di quelli.. mica ti servono cento milioni no? ..io mi ci vedrei.. ma tanto.. – che poi, dovessi un giorno vincere tanti soldini (cosa poco probabile, visto che non compro nemmeno i gratta e vinci, figuriamoci giocare al lotto se poi mi scordo pure di controllare i numeri..) ..bhe.. io farei contenta tanta gente, (che in pensiero la sto pronunciando in toshano.. riiido).. inclusa me.. ovviamente.. vabè va.. terra chiama monia..
p.s. eppure… ;o)
la fine all’inizio.. buona notte
sto pensando al titolo da dare a questo post.. che poi, non avevo nemmeno intenzione di scrivere.. mi terrò breve.. – avevo appena postato un commento.. solo rileggendolo ho visto l’errore.. – questa cosa l’ho notata più volte questa settimana.. – sbaglio.. scrivo e sbaglio.. scambio le lettere.. mi dimentico le parole.. negli sms.. al pc.. – sbaglio.. – l’altro giorno ho dovuto chiudere una conversazione via sms perchè dall’altra parte non mi si seguiva più.. una parola scivolata via.. una lettera al posto sbagliato.. e non mi si capiva.. – e se iniziassi a segnarmi le parole che sbaglio a scrivere? magari ne esce un messaggio celato? non lo so.. e non so nemmeno perchè ci sto dando tanta importanza .. – infondo.. è una cosa che faccio da sempre.. ma più quando scrivo a mano.. dimentico le parole.. una sola.. o una lettera.. una sola.. – ma questa settimana è diverso..
ho appena letto l’orscopo di brezsny.. alla fine chiede ‘ma cosa intendi esattamente ottenere con questo potere?’.. io so perchè la domanda.. ma dare la risposta non è la cosa più semplice a questo mondo.. non in questo momento.. che mi perdo in mille punti interrogativi pensando ad una cosa banale come scritta sopra.. – cosa dovrei fare ora? è l’ora dell’introspezione rob? sai che c’è? io direi che è l’ora di andare a letto.. e domani magari mi faccio meno seghe mentali..
jimmy
questo è il nuovo nomignolo che mi hanno affibbiato i ragazzi al lavoro.. io di hendrix non ho niente.. ma nemmeno lontanamente.. se non che mi aggiro per l’edificio con la mia chitarra in spalla.. – e come una ladra nell’ora di pausa vado a rintanarmi al quarto piano per esercitarmi un pò.. non tanto.. non molto.. quel poco che basta per capire che non sono poi tanto imbranata.. quel poco che basta per farmi sorridere e dare il ritmo con la gamba accavallata.. infondo basta poco.. – oggi mi ha insegnato una nuova cosa.. la chiamo cosa perchè non saprei come si definisce (forse me l’ha anche detto e già non lo ricordo).. – lui me lo segnava sul foglio.. due tre due zero vuoto vuoto.. tre tre due zero vuoto vuoto.. zero tre due zero vuoto vuoto.. io guradavo quel pezzo di carta come se mi avesse appena messo su dei geroglifici.. ‘non ti preoccupare’ mi diceva (si perchè si sa che un espressione dice più di tante parole).. ‘nono, non mi preoccupo.. se solo riuscissi a capire.. fammelo vedere sulle corde’.. dopo avermelo fatto vedere per l’ennesima volta ho preso io la matita ‘d’, ‘d più mignolo’ e ‘d meno medio meno mignolo’.. – ecco, fin li c’ero.. ora ho una settimana per far capire al mio dito medio che è autonomo :-/
ieri rovistavo tra le mie cartelle nella sezione ‘foto’.. già perchè una data non è che mi dica sempre cosa ci trovo dentro.. ho trovato una foto di una foto che ormai non riporta nemmeno più ciò che era una volta.. alla nascita.. alla creazione.. – la foto originale sta sempre su quel hd che andò a farsi benedire.. a me resta questa.. solo questa.. con i colori che non sembrano più i suoi (il corpo mostra sfumature di colori che sul dipinto non c’erano).. chi sa.. forse sono cambiate veramente nel frattempo.. – quella tela la regalai.. – avevo calcolato due mesi per farla.. alla fine prese forma in una notte.. e vita in un altra.. – la chiamai ‘sensualità’.. – non mi dispiace saperla con chi sta ora, da allora.. mi dispiace solo saperla in cantina.. perchè in casa non la metterà più.. – saranno contenti i topini e gli abitanti vari dei sottofondi.. – ho in mente una tela.. non l’ho ancora messa da nessuna parte.. ne su carta.. ne in colore.. ma sta li.. ad ogni volta nel mio pensiero si aggiunge un dettaglio.. – so che sarà grande.. dovrò farmela fare su misura.. intanto passo il tempo svagandomi su carta.. con i colori.. facendo disegni.. come li farebbe una bambina.. il sole.. le stagioni.. il mare.. il vento.. – ho disegnato il vento.. – ieri c’era il novilunio.. e la prossima luna piena la guarderò da un terrazzo.. un terrazzo che da sul largo di messina..
buona notte mondo.. ci vediamo.. nei miei sogni
