insegnandomi imparerai

e poi vorresti poterlo dire.. chiamarlo per nome.. lo scriveresti sui muri per non dimenticarlo.. ma non ha voce.. – è nome, è aggettivo e avverbio ma non sta in alcun dizionario.. – non è inventato ne scontato.. sulla bocca di nessuno.. piccologrande.. – tu sai cos’è.. ed il segreto sta proprio li.. perchè non tutto sta scritto..

p.s. e se quelli cantavano ’cause it takes a fool to remain sane’.. bhe un motivo ci sarà o no? ;o)

volando

da bambina mi sdraiavo per terra.. guardavo il soffitto ed immaginavo come sarebbe stato ‘figo’ poter camminare dall’altra parte.. ma non a testa in giù.. tutto sottosopra.. dovendo varcare le soglie per passare da una stanza all’altra.. lo facevo spesso.. – contemplo questa rosa.. penso che sarebbe meraviglioso poter scivolare trai suoi petali.. – da bambina avevo una fantasia molto accesa.. colorata e viva – non sono cresciuta.. e forse mai crescerò.. anzi, lo spero :o)

DSC05032.jpg picture by unpodime
p.s. questa l’ho fatta io.. bella vero?

scorci d’infanzia

perchè ne parlavamo l’altra sera.. perchè è bello ricordare e perchè tuttoggi, mi chiedo tante cose.. – io da bambina ero una gran fifona (non è che oggi sia cambiato molto.. ma oggi le cose che mi fanno paura sono altre..) – ho appena chiamato mia mamma.. oraora.. non ricordavo quanti anni avevo quando caddi giù per la scala.. – ne avevo tre.. avevo appena tre anni quando rotolai giù una scala di cemento.. lunga.. – di quel giorno ho pochi ricordi.. giocavo con la bambola.. e poi mi sono ritrovata seduta sullo sgabello.. mi pulivano il viso.. sangue.. la lingua morsa a metà… il mento che sanguinava.. ricordo che ridevo mentre intorno erano tutti preoccupati ed agitati.. povera tata.. era terrorrizata.. – non ricordo il dottore, non ricordo come mi ci abbiano portata.. non ricordo i punti.. – oggi ho un segno sulla lingua ed una cicatrice sul mento.. – mia mamma dice che subbii uno scioc.. che da quel giorno iniziai a bagnare il letto.. in una notte anche tre letti.. addirittura i materassi nuovi di pacca dei nonni.. avevo paura.. paura di alzarmi.. paura di aprire gli occhi.. tiravo giù il pigiama, facevo.. lo ritiravo su.. poi chiamavo.. in lacrime.. finchè qualcuno non arrivava.. – ricordo un cartone animato.. una strega.. candele.. le vite.. che pian piano si spegnevano.. morivano.. e la strega sui loro letti.. per portar via l’anima.. quel cartone animato mi segnò.. io questo lo so per certo.. (ma come si fa a produrre una tale cosa e chiamarla cartone animato.. per bambini.. come?).. poi son cresciuta.. poco a poco.. sgomitando tra le mie paure.. (erano tante).. fino all’età di dodici-tredici anni.. li qualcosa cambiò.. solo che non ho un diretto nesso.. da li non ce n’era più per nessuno.. non sono cambiata in male, nono.. ma cresciuta.. tanto e velocemente.. piccola e ribelle „tu dici che la sai? allora io la so più di te“.. – ecco, io la so più di te.. – e ora mi sono persa.. trai ricordi e tra queste parole.. sono in sovrapensiero.. – perchè scrivo questo post?.. forse perchè so che non devo aver paura ora.. io so.. e ce la farò

quando una parola è poca e due sono troppe

..decidi di non dire niente di tuo.. lasci giusto un copia-incolla di quanto invece dice rob brezny della bilancia in questi giorni..

"vedere quello che abbiamo davanti al naso spesso richiede continuo impegno", scriveva george orwell. mentre questo è vero per la maggior parte di noi, scommetto che la prossima settimana tu sarai l’eccezione alla regola. ti accorgerai che è più facile del solito sfuggire dal trance della routine quotidiana. di conseguenza, dei segreti ovvi che finora non riuscivi a vedere ti batteranno delicatamente sulla fronte e ti diranno: "guardami!". dopo lo stupore iniziale sentirai un sollievo da una tensione che non percepivi neanche portarti addosso, seguito da una calda e soffice esplosione di speranza.

stanno scritte li

nei testi delle canzoni.. di un cd che hai tirato fuori alla cieca perchè volevi ‘cambiare pensiero’.. ed invece no.. stanno li che ti cantano.. con ogni parola.. ad ogni ritornello..ed io per trenta minuti me le sono ascoltate.. avanti e indietro.. c’ero io in quelle canzoni.. io ora.. – non è un caso che io abbia messo proprio quel cd.. io non credo ai casi..

per un non so quale motivo splinder non mi permette più di postare i brani.. sorrido.. forse meglio.. altrimenti questo blog diventerebbe un unica colonna sonora.. quella della mia vita..