un weekend.. dall’odore di risotto e rumore di zoccoli

ci sono ricorrenze a me care.. come quella del risotto del quartiere.. in una notte di stelle e mezzaluna.. un pentolone da boy scout e posate di plastica.. e mentre la legna alimentava il fuoco.. il vino ed il limoncello alimentavano i nostri racconti.. storie sconosciute.. discorsi nuovi..

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poi ci sono le domeniche all’ippodromo.. quelle con la folla che urla il nome del cavallo sul quale ha puntato.. e quelle in cui i fantini vengono festeggiati come delle star.. c’erano anche le bambine.. avevano appena undici anni.. una gara di rosa.. su pony e giovani cavalli.. che poi si sa.. dove c’è cavallo c’è anche cappello.. anzi tanti :o)

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e poi.. bhe.. poi ci sono io.. che oggi.. a distanza di quasi tre mesi.. per la prima volta non ho avuto mal di schiena.. grazie..

 

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mary poppins

perchè se aggiungi un poco di zucchero, la pillola va giù.. – solo che quello è un film.. mentre poi.. in realtà c’è chi.. puntuale ti ricorda che la pillola infondo è amara.. – e tu che fai? la mandi giù comunque.. e passa la paura

vorrei raccontare della festa per i sette anni della nini.. – vorrei dire che sono tornata a lavorare a tempo pieno (per scelta mia).. e di come la sto vivendo e come loro vivono me.. – vorrei parlare del legame che c’è tra me e la mia chitarra che di questi tempi mi guarda.. in silenzio.. – vorrei lasciare i sorrisi di una serata tra amici che parlava di complicità.. – vorrei parlare di un intervista radiofonica alle porte nata da un pizzico di simpatia – vorrei parlare di parigi che ci vedrà nelle sue strade e vicoli a poco.. ma anche del cile che ancora non è confermato mentre si parla già di nairobi e del kenia.. – vorrei poter scriverne di cose.. di sensazioni.. intuizioni ed emozioni.. – ma forse sono così tante.. che una mente per pensarle.. e due mani per scriverle.. son poche..

serena notte mondo

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la campana della merenda

dieci agosto, il grande giorno.. – mia sorella preparando le piccole mi fa "ale si è alzata con male al pancino".. io a ridere "e te credo, saranno due mesi che contiamo i giorni insieme a lei ripetendole del suo primo giorno d’asilo".. – oggi era un giorno di storia per le nini.. primo giorno d’asilo per la piccola, primo giorno di scuola per la grande.. – a volte lavorare mezza giornata per prescrizione medica è come un dono dal cielo.. perchè a scuola oggi ci sono andata pure io.. insieme ai tanti bambini.. mamme e papà.. – si è vero, ero l’unica zia.. ma non me lo sarei perso per niente al mondo.. e mentre la maestra salutava i genitori "salve, io sono la zia" e le ho regalato un sorriso a trentotto denti :-D .. – ero emozionata.. forse più dei piccoli che sembrava avessero imparato a memoria un copione nei due anni di asilo precedenti.. – erano tutti ai loro posti.. seduti per bene.. silenziosi.. la maestra spiegava le prime piccole cose.. e loro le facevano.. che bello che è stato.. quanti colori.. e quanta attrezzatura high-tech!

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io del mio primo giorno di scuola ricordo poco.. anzi, pochissimo.. ma di certo so che non c’erano macchine fotografiche.. video camere e cellullari super dotati.. sorrido.. – ho appena chiamato mia madre "mamma senti, ma io quando sono andata a scuola sapevo già scrivere il mio nome?" "certo ni, ve l’ho insegnato io a te e tua sorella".. ecco, non ricordavo nemmeno questo.. che cervello da colapasta.. – però una cosa la ricordo.. io a scuola sognavo.. m’imbambolavo.. avevo sempre posti vicino alla finestra e anzichè ascoltare l’insegnante io guardavo quanto succedeva fuori.. che poi non è che succedesse granchè, le finestre davano sul prato con alberi e cespugli.. ma c’erano gli uccelli.. le farfalle.. insomma.. lei parlava.. io distratta.. finchè un giorno non mi scrisse una nota nel quaderno per i miei genitori.. già.. fece venire papà a scuola.. perchè non andava bene che lei blaterasse ed io con la testa tra le nuvole.. – papà quella sera non mi disse granchè.. oddio si, mi rimproverò (perchè loro hanno sempre detto "prima la scuola, poi tutto il resto".. ma loro sapevano ed io infondo andavo bene.. – mi spostò di banco.. lontano dalle grandi vetrate.. ah povera signorina rottenmeier.. non capì che non si possono togliere i sogni e le fantasie ad un bambino facendogli cambiare banco.. – sospiro.. che bella storia la scuola.. – belli i ricordi.. se solo ne avessi di più.. ne ho molti, moltissimi.. ma tanti altri si sono persi.. crescendo.. – che poi.. uno si può mica ricordare ogni singolo giorno no? o si? e se vi dicessi che invece ricordo una cosa di quando avevo tre anni? una cosa che vidi.. in giardino.. e non ne ho mai parlato con nessuno.. – mi piacerebbe raccontarla a qualcuno che riuscisse a ‘vedere’ i miei pensieri nel racconto.. magari saprebbe dirmi cos’è che vidi..

un bacio dal cielo

passeggiavo lungo il fiume.. mi sono fermata su di un ponte.. guardavo.. poi mi sono messa a cantare.. camminando scattavo foto – questi ultimi sono giorni un pò così.. voglio chiamarli ‘intensi’.. perchè sono ancora sull’altalena.. solo che questa volta a dare il passo del dondolio non sono io.. questa volta non dipende da me.. o meglio.. non solo.. forse è un bene.. non lo so.. la prendo con filosofia (eh si cara amica mia.. perchè non ogni male viene per nuocere) e poi non sono sola.. su questo cammino.. io non sono sola..

è vero, credetemi è accaduto
di notte su di un ponte, guardando l’acqua scura
con la dannata voglia, di fare un tuffo giù
d’un tratto, qualcuno alle mie spalle
forse un angelo, vestito da passante
mi portò via dicendomi così
meraviglioso, ma come non ti accorgi
di quanto il mondo sia meraviglioso
meraviglioso,
perfino il tuo dolore
potrà guarire poi meraviglioso
ma guarda intorno a te
che doni ti hanno fatto
ti hanno inventato il mare
tu dici non ho niente
ti sembra niente il sole, la vita, l’amore

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jimmy

questo è il nuovo nomignolo che mi hanno affibbiato i ragazzi al lavoro.. io di hendrix non ho niente.. ma nemmeno lontanamente.. se non che mi aggiro per l’edificio con la mia chitarra in spalla.. – e come una ladra nell’ora di pausa vado a rintanarmi al quarto piano per esercitarmi un pò.. non tanto.. non molto.. quel poco che basta per capire che non sono poi tanto imbranata.. quel poco che basta per farmi sorridere e dare il ritmo con la gamba accavallata.. infondo basta poco.. – oggi mi ha insegnato una nuova cosa.. la chiamo cosa perchè non saprei come si definisce (forse me l’ha anche detto e già non lo ricordo).. – lui me lo segnava sul foglio.. due tre due zero vuoto vuoto.. tre tre due zero vuoto vuoto.. zero tre due zero vuoto vuoto.. io guradavo quel pezzo di carta come se mi avesse appena messo su dei geroglifici.. ‘non ti preoccupare’ mi diceva (si perchè si sa che un espressione dice più di tante parole).. ‘nono, non mi preoccupo.. se solo riuscissi a capire.. fammelo vedere sulle corde’.. dopo avermelo fatto vedere per l’ennesima volta ho preso io la matita ‘d’, ‘d più mignolo’ e ‘d meno medio meno mignolo’.. – ecco, fin li c’ero.. ora ho una settimana per far capire al mio dito medio che è autonomo :-/  

ieri rovistavo tra le mie cartelle nella sezione ‘foto’.. già perchè una data non è che mi dica sempre cosa ci trovo dentro.. ho trovato una foto di una foto che ormai non riporta nemmeno più ciò che era una volta.. alla nascita.. alla creazione.. – la foto originale sta sempre su quel hd che andò a farsi benedire.. a me resta questa.. solo questa.. con i colori che non sembrano più i suoi (il corpo mostra sfumature di colori che sul dipinto non c’erano).. chi sa.. forse sono cambiate veramente nel frattempo.. – quella tela la regalai.. – avevo calcolato due mesi per farla.. alla fine prese forma in una notte.. e vita in un altra.. – la chiamai ‘sensualità’.. – non mi dispiace saperla con chi sta ora, da allora.. mi dispiace solo saperla in cantina.. perchè in casa non la metterà più.. – saranno contenti i topini e gli abitanti vari dei sottofondi.. – ho in mente una tela.. non l’ho ancora messa da nessuna parte.. ne su carta.. ne in colore.. ma sta li.. ad ogni volta nel mio pensiero si aggiunge un dettaglio.. – so che sarà grande.. dovrò farmela fare su misura.. intanto passo il tempo svagandomi su carta.. con i colori.. facendo disegni.. come li farebbe una bambina.. il sole.. le stagioni.. il mare.. il vento.. – ho disegnato il vento.. – ieri c’era il novilunio.. e la prossima luna piena la guarderò da un terrazzo.. un terrazzo che da sul largo di messina..

buona notte mondo.. ci vediamo.. nei miei sogni

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i parcheggi in città in un sabato pomeriggio

praticamente impensabile trovarli.. eppure.. c’è chi sostiene che ‘te li puoi chiamare’.. un piccolo desiderio.. – io c’ho già provato.. qualcuna ha funzionato.. qualcun’altra no.. forse non l’ho voluto abbastaza.. o forse.. se lo avessi trovato, dopo m’avrebbero svaligiato la macchina.. (ironia o sarcasmo? stanchezza sicuramente..) cmq.. – il nesso.. giusto.. che non vorrei dover andare a ripescare filo esca e quant’altro..

domenica cercavo un vecchio dvd.. lo cercavo.. magari non lo avrei nemmeno guardato (io al solo pensiero di mettermi li due ore a guardare un film.. vado in paranoia..).. il dvd – ovviamente – non l’ho trovato.. invece sono andata ad aprire una piccola scatola.. piena di robetta.. fotine.. le mitiche bianco-e-nero, quelle che a scuola si facevano all’automatico e poi te le scambiavi.. ne avevo una pila e-nor-me.. e.. qualcuna l’ho pure ritrovata.. ridevo.. ho addirittura chiamato mia sorella "na’, non ci crederai.. ho tra le mani delle nostre foto che se le vedi ti vengono i crampi".. – ho aperto un altra miniscatola.. qualche bigliettino.. delle foto.. ho richiuso.. infondo io stavo ancora cercando il dvd – e poi ho visto una foto.. di un altro pezzo di vita.. non era nella scatola.. c’ero io.. e c’era lui.. anno duemilaecinque.. l’ho presa in mano.. scrutando i miei occhi.. i suoi.. – poi, l’ho messa via.. – messo via la foto e messo via il pensiero..

oggi mi è arrivata una mail.. l’ultima volta che l’ho sentito era dicembre.. – mese prossimo si sposa.. – sto sorridendo.. ho cancellato le cinque righe che avevo appena scritto.. – tornando sempre al benedetto nesso, quello che in pratica volevo dire.. è che io quella mail me la sarò chiamata.. un pò come i parcheggi no?

insegnandomi imparerai

e poi vorresti poterlo dire.. chiamarlo per nome.. lo scriveresti sui muri per non dimenticarlo.. ma non ha voce.. – è nome, è aggettivo e avverbio ma non sta in alcun dizionario.. – non è inventato ne scontato.. sulla bocca di nessuno.. piccologrande.. – tu sai cos’è.. ed il segreto sta proprio li.. perchè non tutto sta scritto..

p.s. e se quelli cantavano ’cause it takes a fool to remain sane’.. bhe un motivo ci sarà o no? ;o)

una carezza in un pugno

la mezzanotte è passata già da un pò.. mentre io sono quì che cerco di mettere assieme delle scalette ed informazioni per un nuovo programma radiofonico.. michele mi ha chiesto di co-moderare per un emittente che in occasione del christopher street day di zurigo in questo mese tratterà quanto di colorato ed interessante c’è intorno a questo argomento.. faremo due programmi ‘french kiss’ e ‘dolce vita’.. il tutto nelle rispettive lingue (sorrido.. vabè che io il francese lo parlo, ma blaterare in radio è un altra cosa..) .. – rileggo.. ed ecco che mi perdo.. quanti pensieri sparsi nell’aria.. – le prossime due settimane mi vedranno correre.. – lunedì inizio finalmente con le lezioni di chitarra (certo che rompere una corda cercando d’intonarla è un classico :-/ ) .. in settimana arriva anche papà.. resta poco.. due giorni.. poi riparte insieme alla sis e le piccole.. già mi vedo "pa’, ho fatto un nuovo tatuaggio sai, visto quant’è bello?" (non sto nemmeno a scrivere quale sarà la sua reazione, ma spero che ad anni di distanza la sua consapevolezza di avere una figlia ribelle sia mutata in comprensione.. e sorrido ancora.. infondo il mio papi è un pezzo di pane.. anche se.. abolirebbe il permesso di praticare ai tatuatori e compagnia varia.. – dopo tiziano ferro tra dieci giorni c’è anche il concerto di capossela.. sarà una toccata e fuga ed arriveremo in ritardo per eccellenza.. (chi è che una volta disse ‘l’importante è esserci?’).. dulcis infundo.. e ci sta come il sugo sulla pasta.. vado a vedere ‘tutto dante’.. erano mesi che ci masticavo sopra.. alla fine ho preso il biglietto.. perchè questa, per noi in svizzera, rientra tra le ‘once-in-a-lifetime-experience’ ed io non vedo l’ora.. – altro? mancano due settimane alle vacanze.. una settimana al mare.. perchè come canta il liga ‘chi s’accontenta gode’.. e sinceramente, meglio una che nessuna.. – sta tornando il mal di testa.. shhhh.. perchè se non fosse che io tempo fa ho mandato il mio vecchio hd a farsi benedire.. io non starei quì a quest’ora con a destra il media player ed a sinistra il blog.. ma forse.. anche si..

buona notte mondo.. unapiccolaspeakerchesognaingrande

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p.s. ho riletto.. mi sembra il tema-racconto di una ragazzina di scuola.. ‘allora bambini, raccontatemi cosa avete fatto nelle ultime due settimane’.. solo che io le ho annunciate.. vabè.. ho mica mai detto di esser’ dante.. sarà per questo che vado a vederlo ;o) ..