dieci agosto, il grande giorno.. – mia sorella preparando le piccole mi fa "ale si è alzata con male al pancino".. io a ridere "e te credo, saranno due mesi che contiamo i giorni insieme a lei ripetendole del suo primo giorno d’asilo".. – oggi era un giorno di storia per le nini.. primo giorno d’asilo per la piccola, primo giorno di scuola per la grande.. – a volte lavorare mezza giornata per prescrizione medica è come un dono dal cielo.. perchè a scuola oggi ci sono andata pure io.. insieme ai tanti bambini.. mamme e papà.. – si è vero, ero l’unica zia.. ma non me lo sarei perso per niente al mondo.. e mentre la maestra salutava i genitori "salve, io sono la zia" e le ho regalato un sorriso a trentotto denti :-D .. – ero emozionata.. forse più dei piccoli che sembrava avessero imparato a memoria un copione nei due anni di asilo precedenti.. – erano tutti ai loro posti.. seduti per bene.. silenziosi.. la maestra spiegava le prime piccole cose.. e loro le facevano.. che bello che è stato.. quanti colori.. e quanta attrezzatura high-tech!

io del mio primo giorno di scuola ricordo poco.. anzi, pochissimo.. ma di certo so che non c’erano macchine fotografiche.. video camere e cellullari super dotati.. sorrido.. – ho appena chiamato mia madre "mamma senti, ma io quando sono andata a scuola sapevo già scrivere il mio nome?" "certo ni, ve l’ho insegnato io a te e tua sorella".. ecco, non ricordavo nemmeno questo.. che cervello da colapasta.. – però una cosa la ricordo.. io a scuola sognavo.. m’imbambolavo.. avevo sempre posti vicino alla finestra e anzichè ascoltare l’insegnante io guardavo quanto succedeva fuori.. che poi non è che succedesse granchè, le finestre davano sul prato con alberi e cespugli.. ma c’erano gli uccelli.. le farfalle.. insomma.. lei parlava.. io distratta.. finchè un giorno non mi scrisse una nota nel quaderno per i miei genitori.. già.. fece venire papà a scuola.. perchè non andava bene che lei blaterasse ed io con la testa tra le nuvole.. – papà quella sera non mi disse granchè.. oddio si, mi rimproverò (perchè loro hanno sempre detto "prima la scuola, poi tutto il resto".. ma loro sapevano ed io infondo andavo bene.. – mi spostò di banco.. lontano dalle grandi vetrate.. ah povera signorina rottenmeier.. non capì che non si possono togliere i sogni e le fantasie ad un bambino facendogli cambiare banco.. – sospiro.. che bella storia la scuola.. – belli i ricordi.. se solo ne avessi di più.. ne ho molti, moltissimi.. ma tanti altri si sono persi.. crescendo.. – che poi.. uno si può mica ricordare ogni singolo giorno no? o si? e se vi dicessi che invece ricordo una cosa di quando avevo tre anni? una cosa che vidi.. in giardino.. e non ne ho mai parlato con nessuno.. – mi piacerebbe raccontarla a qualcuno che riuscisse a ‘vedere’ i miei pensieri nel racconto.. magari saprebbe dirmi cos’è che vidi..