un samedì après-midi.. tranquille

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‘secondo te quanto tempo c’impiegherò prima di poter strimpellare
 qualcosina di decente con la chitarra?’
‘mha, per come ti conosco.. un quattro mesi per i primi due tre accordi’
‘vero? evviva, quindi dopo l’estate qualcosa saprò suonarla?’
‘quest’estate vieni da me in terrazza e suoniamo insieme’
‘e tu come stai?’
‘come dicevi tu monia, infondo sto bene’

…già, perchè infondo.. noi… stiamo bene

deciditi, se no facciamo tardi amor deciditi

lo canticchiava adriano celentano al telfono ad ornella muti.. un vecchio film.. mentre il mio di film è di ieri.. – l’ho trovata.. lei.. quella bellabella e meno costosa.. me lo sentivo che l’avrei trovata li, in quel negozio, in quella piccola piazza soleggiata al numero otto.. ‘vengo da lontano io’ (gli dissi quando mi chiese dove vivo).. – iniziò col farmene vedere due ‘vuoi che ti suoni qualcosa?’.. avevo i brividi.. – le guardavo, prima una, poi l’altra, poi ancora.. – erano da sessantatre.. fu claudia a chiedergli di mostrarmi quella da sessantacinque.. provammo ed era perfetta.. ‘potresti farmi ascoltare qualcosa su questa?’ ..dopo mi guardò, io sorridevo..

io   ‘tu quale sceglieresti?’
lui  ‘non è una decisione che io posso prendere al posto tuo’
io   ‘lo so, infatti sarò io a scegliere..’

perchè io ho sempre deciso da me.. anche se c’era chi mi diceva diversamente.. con le tante forsegiusteragioni.. io no, io seguo il cuore.. è una promessa che tanto tempo fa feci a me stessa ‘nessun rimpianto mai’.. – non sono perfetta.. ma almeno, io ci provo, accetto il rischio

serena pasqua mondo

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a pelle

lascio qualche pensiero che svolazza nell’aria.. – ecco come me.. o come il mio angelo.. che ora vedo.. nero su bianco.. su di me, sulla mia pelle.. – sono al terzo giorno di pelleconvalescenza (lo so che non si dice.. ma ci sta).. ho un nuovo tatuaggio.. che amo.. adoro.. coccolo.. insomma.. stravedo per lui :o)

stamane ancora sveglia di buonora.. sembra io abbia appuntamento con l’alba.. anche nei festivi.. (però son belli i colori dell’alba.. preferisco quasi l’alba al tramonto..) – stamane ho pulito i vetri.. lo so.. sono stata educata anche io nel senso di ‘il venerdì santo non si fanno grandi pulizie, niente rumori, sii rispettosa’ ecc ecc.. – infatti.. avevo su l’ipod e pulivo a persiane chiuse :o)  ..e non credo, ma nemmeno minimamente, di aver mancato di rispetto a qualcuno..

domani un altro grande giorno.. domani compro lei.. già mi vedo sommersa in una marea di chitarre.. già mi vedo a dover scegliere tra la bellabella e costosissima e quella meno costosa ma anche meno bella.. ma se invece ci fosse proprio lei? si lei, quella chitarra meno costosa e bellabella? io lo spero.. perchè già la immagino..

per domenica mi sono disinvitata dal pranzo.. e mentre tutti saranno riuniti intorno a delle grandi tavole.. (ma anche no).. beh, io domenica ho un programmino tutto mio.. no stress, no orari, no ‘vestiti bene’ per l’occasione.. insomma.. niente ranghi.. sorrido

martedì ero in banca.. ho parlato di piani di risparmio, anzi, il mio consulente me ne parlava.. perchè non è che ci siano poi sti gran’ risparmi.. – martedì ho parlato di un utopia.. – l’ho chiamata per nome.. davanti ad un estraneo.. è se poi il sogno non inizi a viverlo..? forse non è un caso che io sia andata in banca per una banalità.. forse è il caso che io incominci a pensarci seriamente.. perchè icasinonesistono, punto

forse dovrei iniziare a prendere appunti..

que dulce fue..

scrivevamo l’anno duemilaedue.. settembre..

questa mattina mi sono svegliata.. come di consueto nei weekend, prestissimo.. e con la voglia di rovistare tra vecchie foto.. (dormo poco, ma s’era mai capito?).. tra tante ho trovato questa.. il mio piccolo angelo.. aveva appena qualche giorno.. lei dormiva così.. aggomitolata sul petto.. – ogni tanto glie ne parlo di quei tempi ‘sai fabi, zia ti fischiava le sinfonie classiche quando ti cambiava il pannollino’, si perchè cambiare il pannollino a quel piccolo pargoletto era un impresa ad ogni volta.. – lei già da piccolissima era sensibile alla musica.. – io glie le fischio ancora le canzoni e le melodie.. mostrandole come si fa.. lei ci prova.. si arrabbia (ha poca pazienza la nini).. e poi mi fa ‘zia, m’insegni a fischiare con le dita in bocca?’ ;o)

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quando la felicità fa male

lo so, suona strano.. mi è capitato oggi.. giornata piena di colori.. ho lavorato tanto.. eppure.. ho trovato anche il tempo per leggere delle note su giovanna d’arco e poi parlarne con le ragazze intorno.. che stranite mi hanno chiesto ‘ma da dove t’è venuta ora questa cosa’.. ecco, cosa rispondi in tali circostanze senza squilibrarle o far passare te per una squilibrata? ho inventato la risposta più comoda e meno complessa che in quel momento potevo trovare ‘ne stanno parlando alla radio’.. (ma quando mai..) poi, ho trovato spazio per isolarmi dal frastuono di un ufficio che oggi sembrava in festa.. con su le cuffie e nelle orecchie un fabio volo che dice che domani sarà a zurigo ed io che non sono riuscita a sapere.. a scoprire.. in che vesti sarà quì.. dove.. per quanto tempo.. niente.. (sospiro).. – (questo post non avrà un senso logico, già lo so.. ma non importa.. )  ..poi c’è che la vita spesso ti lascia dei piccoli segni.. altre invece te li sbatte in faccia.. ‘tò, tieni e fanne ciò che ritieni opportuno’.. fabio oggi in radio ha parlato di due libri di fromm ‘l’arte di amare’ e ‘l’arte di vivere’.. diceva che bisognava prima leggere il primo, dopo l’altro.. – niente di anomalo fin quì, due libri.. se non fosse che io questa sera ero a cena da una persona che finora conoscevo solo attraverso il telefono.. se non fosse che io avevo parlato a michele di questi libri.. ed è stato proprio michele, a casa della nostra ospitante, ad indicarmi un libro che giaceva li.. su di uno scaffale.. era ‘l’arte di amare’.. – ora, io non credo ai casi.. mai fatto.. credo ai segni.. e credo.. che dovrei leggere quel libro.. non so perchè.. ma è così.. – il titolo, giusto (tanto per recuperare quel filo rosso che ormai s’è autoproclamato disperso).. la felicità che fa male.. ed ecco che torna il magone.. ma per cosa poi? oggi ho conosciuto delle persone che stringendomi la mano mi hanno riscaldato il cuore ‘che bello conoscere finalmente la ragazza che si nasconde dietro a quella voce’..  ho percepito la loro gioia.. e anche gratitudine.. era li.. tutta.. (il segreto sta nelle piccole cose.. quelle che facciamo inconsciamente..) – e poi mi fa strano.. strano il fatto di conoscere persone che un pò ti conoscono già e che ti accolgono con quel ‘eccola’.. perchè loro sanno chi sei.. perchè ti ascoltano.. perchè condividi con il loro figlio.. con il loro nipote.. – la mamma di michi era in pigiama.. ‘trank michi, ti aspetto quì, tu fai pure’.. poi me lo vedo arrivare.. sua mamma mi mandava i saluti.. era affacciata li.. sono andata a stringerle la mano.. che bel sorriso che mi ha regalato.. – e enza.. che scrivo io ora quì di quella piccola donna colta che con me condivide la passione per la musica? ci ha invitati a cena.. così.. chiamandoci in diretta.. e davanti alla pasta fumante era tutto un ‘sai quel pezzo che fa..’ (e noi a canticchiare).. ‘e poi gli emigranti di una volta’.., ‘si ma la politica oggi’.. – non poteva essere diversamente enza.. quegl’occhi di un blu angelico.. i ricci.. la pelle candida.. – ho raccolto tante cose belle oggi.. così belle che fa quasi male..

cadere nell’amore

giulia "prof, perchè gli inglesi dicono ‘to fall in love’? 
         suona come una cosa triste, cadere nell’amore.."
prof   "to fall in love, mia cara giulia, non è triste, è bello, cadi nell’amore,
         ti ci lasci cadere, con tutta te stessa, leggera"

(tratto dal film ‘questo piccolo grande amore’)

lo dicono anche i francesi, tomber amoureuse.. io mi sono innamorata.. di questo pezzo.. angelico.. piccolo e puro.. ancora non riesco a postare le canzoni.. se hai quattro minuti.. ascoltalo quì.. e poi.. lasciati cadere..

la vita è bella.. lo canta anche tricarico

giornata scivolata via così.. sotto le mie mani.. – senza fare niente ho fatto tanto.. – ho cantato durante una pausa pranzo rapidissima.. mettendo insieme la scaletta musicale per questa sera.. ho bevuto il caffè in terrazza osservando il primo fare indaffarato degli insetti.. ho cazzeggiato ed ho riso.. – la sera poi il tempo si è fermato.. per un ora c’eravamo noi.. la nostra musica.. i nostri racconti a microfoni spenti.. – una cenetta e due chiacchiere con un amica hanno messo il fiocco a questo mercoledì 18.. il mio numero.. e poi.. lo sapevate che io sono nata in un mercoledì? lo so.. non ve ne frega niente.. ma a me si ;o)  nottebella mondo.. speriamo piena di sogni

musica.. what else

con cosa inizio? magari col concerto di eros.. grrrrr.. e dire che le vendite sono iniziate oggi.. solo oggi e noi ci ritroviamo infondo allo stadio.. cioè, non so se s’è capito.. in-fon-do.. noi che eros lo vedavamo sempre da max. quindici metri.. già.. tutti i concerti.. fin da quando avevo sedic’anni.. (nel caso stiate tirando il naso in su.. sui gusti non si discute.. nemmeno io dico che la musica metallara fa schifo.. dico che son gusti).. cmq.. fatto sta che ‘for the sake of being together’ (siamo in dieci, na parola trovare i biglietti).. canteremo ancora più forte.. di più.. a squarciagola.. anche dal settore d0.. fila ventidue.. perchè il nove dicembre.. noi ci saremo..

ora vorrei parlare di lui.. perchè si sa.. a sanremo.. spesso sono le nuove proposte a stupire.. e questo ragazzo.. non solo mi ha stupita.. ma come direbbe fabio volo.. mi ha fatto lacrimare.. la serata in duetto con cocciante.. lascio il testo.. lascio il link.. (perchè ancora non riesco a postare le canzoni).. e ribadisco.. le grandi verità.. stanno nelle parole semplici.. buon pome mondo.. quì piovigina.. ma tanto.. la primavera è alle porte.. togliete la chiave :o)

a volte ti odio, e a volte ti voglio
ma spesso tu non mi basti più, e il mio desiderio è altrove
il cuore, macchina infernale che ti fa volare poi precipitare
si, il cuore, così disarmato poi così spietato, fragile aquilone
il cuore
mi sveglio, che batte, e ad ogni respiro combatte
cercando nella notte il perché si può amare anche il proprio dolore
il cuore, brivido animale, che ti fa giurare e poi rinnegare
sì, il cuore, battito feroce, grido senza voce nel nome dell’amore
il cuore, senza cuore
forse il segreto è aspettare qui seduto ai confini del mare
qualcheduno che chiami il mio nome senza domandarmi se è amore
smarrito, distratto, lo ammetto, imperfetto
il mio cuore
, sbagliato, inchiodato, nel petto
si, il cuore macchina infernale che ti mette al muro poi ti fa volare
sì, il mio cuore, che rimane muto poi riprende fiato senza spiegazione
il cuore.. senza cuore.. il mio cuore.. il cuore

cuore senza cuore – filippo perbellini

perchè a polemizare siamo bravi tutti

noi italiani per primi.. – ma quanti hanno veramente ascoltato le parole del brano di povia, quanti? quanti spento per un attimo il cervello ed ascoltato con il cuore? forse pochi, forse tanti, ma meglio andare con la massa che urla allo scandalo.. rischi meno di dare all’occhio.. meglio urlare contro povia che canta nient’altro che d’amore.. di confusione e di dolore.. che in questo mondo ci fa da padrone.. – quanti hanno urlato contro ad albano che pubblicamente ha detto che lui un figlio gay lo rinnegherebbe, quanti? praticamente non s’è sentito.. – e allora.. fatemi il piacere.. per lo meno, andatevi a leggere il testo se il titolo vi da tanto fastidio.. – e se vogliamo dirla proprio tutta.. di povia e di questa sua canzone parleranno anche tra qualche anno.. mentre oggi, io non ricordo nemmeno il titolo del pezzo di carta.. – ah, lui avrebbe vinto sanremo.. – e se state ancora leggendo.. su youtube c’è il brano della vincitrice dei giovani.. – ecco.. io a sanremo farei cantare giusto i giovani.. perchè loro di cose da dire ne hanno ancora tante.. in tutta la loro semplicità.. con tutta la loro ‘sincerità’