come le mie tasche

camminavo e parlavo ad alta voce "freddo.. freddo.. cavoli se fa freddo.." in mano la macchina fotografica.. nella borsa giusto il cell, i fazoletti e le chiavi di casa.. – fuori zero gradi.. dentro tanta voglia di tornare.. ripercorrere quei sentieri così familiari.. ritrovare l'intimità della mia infanzia.. passeggiando in quel bosco dove da piccolina in autunno raccoglievo le foglie colorate.. da ragazzina invece mi sedevo in riva al fiume.. con me il mio compagno di confidenze.. scrivevo tanto.. "caro diario.." .. e quante corse poi.. negli anni nei quali giocavo a pallavolo.. – oggi.. da bambina cresciuta.. ci torno ancora.. ritrovando sempre.. quel senso di appartenenza..
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s.p.q.r. in quaranta ore

roma croce e delizia.. di anime sante, di artisti folli..
roma, dei sette re, dei sette colli
roma come un romanzo.. piccole storie e grandi date..
roma di primi incontri e di adunate

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sempre indaffarata.. sempre in movimento..
tra un decreto legge e un sentimento
opere di bene, sogni e ambizioni.. strade di una favola infinita..
che portano tutte alla stessa meta

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roma croce e delizia.. roma, con le sue facce
gente alla buona, uomini forti
roma delle borgate e dei salotti..

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bennato cantava così.. a distanza di anni.. una canzone che quando la sento e la canto.. mi fa innamorare ancora.. ancora una volta.. di questa città.. 
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ho riso.. raccontato tanto e ascoltato ancor' di più.. – mangiato i supplì ed una pizza bianca che erano una libidine.. – ho udito i gabbiani camminando da sola lungo una via del corso deserta alle cinque e mezza del mattino.. –  ho immortalato la trinità dei monti che senza i soliti turisti ammucchiati ti ridà quell'aria di sacralità un pò persa.. – l'ho vissuta roma.. ancora una volta.. – è stato stupendo ritrovare vecchi amici e nuovi complici.. persone che mi hanno affiancata in quella che per me è stata un avventura.. una piccola prova di vita terminata con un sms inviato che diceva 'sono fiera di me stessa'.. 
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via del corso

quella che sta tra la fontana dei fiumi e la barcaccia.. quella dove in una traversa c'ho già dormito.. quella che mi ha vista cadere volendola attraversare.. proprio quella..  che settimana prossima mi ci vedrà lavorare..
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e torno dopo un anno roma mia bella.. toccata e fuga.. giusto il tempo di prendere un pò d'aria..

senza di loro..

..io mica ci sarei.. :o)
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cioè.. voglio dire.. monia così com'è.. con i lineamenti e le caratteristiche.. c'è chi dice che ho lo stesso sorriso di papà.. mentre alcune signore mi hanno già fermata per strada riconoscendomi come la figlia di mamma.. "uuuuguale uguale a tua madre sei" ..io in tutti questi anni non sono mai stata capace di dire a chi dei due assomigliassi.. credo di aver preso il meglio ed il più evidente di entrambi (la muscolatura di papà ed il naso di mamma) :o)  ..il carattere no.. mentre in questo mia sorella è tutta mamma.. io.. bhe.. direi ne uno ne l'altra.. quante volte mamma mi ha già detto "ma io vorrei sapere tu di chi hai preso".. rido.. e sorrido.. se solo sapessero quanto è il bene che gli voglio.. già.. perchè io faccio parte di quella non rara specie che a dire 'ti voglio bene' ai propri genitori.. proprio non riesce.. glie l'ho già lasciato scritto su bigliettini o su cartoline che mandavo dall'estero.. ma a dirglielo a voce.. non ci sono mai riuscita.. non ne vado fiera.. ne tantomeno me ne vergogno.. le parole non sempre servono.. e loro.. infondo lo sanno..
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quel trenta dicembre del millenovecentosettantuno fu il giorno del loro si.. da allora ne sono passati di anni e di avventure.. l'emigrazione.. l'integrazione in un paese che non li voleva.. le prime case raccappezzate alla meglio.. le serate da ballo il sabato ed i vestiti per bene la domenica.. – poi siamo arrivate noi..  ci hanno cresciute in modo molto severo ma con tanto amore.. non facendoci mai mancare niente.. rinunciando loro.. a fin troppe cose.. (ecco lo sapevo.. non volevo commuovermi.. e invece negativo) .. tiro un respiro.. io quando inizio a parlare di mamma e papà non riesco a non sentire il morso allo stomaco.. e le lacrime sparano su negli occhi.. – come quelle loro.. quando la sera prima che partissero per rientrare per sempre in italia scartarono un poster che ritraeva mia sorella e me.. una delle poche volte che ho visto papà commosso.. sono cresciuti così loro.. niente lacrime.. e siamo cresciute così anche noi.. solo che con me funziona un pò meno.. anzi.. con me non funziona proprio.. mia sorella è più brava.. e non perchè è meno sensibile.. con gli anni sto addirittura iniziando a pensare che lo sia più di me..
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mamma e papà.. i miei piccoli grandi eroi.. domani è il loro giorno.. – quello di trentanove anni fa fu magico.. perchè se non ci fosse stato.. due donnine.. non sarebbero nate.. delle quali una.. ora non starebbe quì a raccontare..
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rispolverando gli archivi

si perchè intorno alla fine dell'anno certe pulizie van' fatte.. specie quelle della casella postale elettronica.. – un pò come buttare i piatti vecchi.. – cancella o archivia.. un duro lavoro.. perchè di tante non si vede nemmeno più la scia.. figuriamoci ricordarsi il contenuto.. – poi ci sono quelle della categoria 'con allegato'.. che in genere si trovano ancora li perchè non avevi ancora deciso 'cosa farne' o semplicemente.. non avevi ancora salvato.. – sorrido.. questa è datata diciannove giugno duemilaedieci.. – ecco.. io a lavorare in un piccolo bar mi ci vedrei pure.. non sempre.. non per sempre.. ma mi ci vedrei ;o)  –  p.s. è uscito il sooooole :-D
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