caro babbo natale…

stamane alla radio parlavano di te sai.. dei tanti doni che avrai da consegnare stanotte e domani.. e allora pensavo “io cosa potrei chiederti?”..io che cambio la password al pc in base ai sogni ed ai miei vorrei.. perchè poi.. a furia di scriverla.. vedi mai che qualche volta qualcosa si avvera.. – caro babbo natale.. non portarmi niente.. (ti sto accorciando il giro eh..) – stanotte ti lascerò aperta la mia porta del cuore.. entra pure.. ti lascio fare un giro nel mondo dei miei desideri e delle mie speranze.. poi vedi tu.. se vuoi.. se puoi.. e se non ci stai coi tempi.. magari lascia detto al gesù bambino.. – stai ridendo vero? bhe sorrido anch’io :o)

nostalgica-mente

oggi mi sono cullata in vecchi ricordi.. i tempi di gloria.. quelli dei tanti sorrisi.. degli animi leggeri.. scrivevamo l’anno duemilaeotto.. era di giugno.. una grigliata dopo il lavoro.. (mi ricordo ancora.. arnaud ed io eravamo giusto rientrati da un viaggio in macchina da marsilia, dove eravamo andati per lavoro.. stanchi morti).. – quelli erano i tempi, nei quali a lavorare si andava con gioia.. erano i tempi della condivisione, quanto li ho amati (e anche le persone, che oggi sono tutte altrove) – tempi passati – e come mi scriveva lea in un whatsapp questa sera “noi andiamo avanti”. lunedì sera la rivedo.. e forse per quest’estate chiamiamo in vita un revival party.. proprio come quella sera li.. perchè i tempi belli.. è giusto riviverli.. anche se solo per una sera… (ultime tre settimane..yes!)
good old times

e ora? parte seconda

ci ho pensato tanto.. ne ho anche parlato.. chiesto consigli.. ma ci fosse stata una sola persona a dirmi “se non te la senti, non ci andare”.. tutti invece hanno detto “io ci andrei”.. – una ragazza, una sola mi fa “si ma anche loro però…” – certo, i motivi per i quali sarebbe ‘giusto’ andarci non sono pochi (figuriamoci poi del ‘doveroso’)..  – ho passato gli ultimi giorni in guerra con me stessa.. disegnando situazioni per aria.. valutando i pro ed i contro.. le varie e le eventuali.. dando delle motivazioni ma anche delle ‘scusanti’ a me stessa (freud ora mi parlerebbe della dissonanza cognitiva) – fatto sta che io non devo niente a nessuno.. basta torturarmi l’animo.. – non ci andrò – perchè se ci vogliono le palle per andarci.. bhe.. ci vogliono anche per disdire.. voilà.

quindici e trenta.. questa giornata proprio non mi passa..

e ora?

stasera tra le varie carte e bollette nella buca lettere ho trovato un invito.. – quello della cena natalizia (anche se sarà a gennaio) della mia futura ditta.. – la cena è di sabato sera con tanto di deejay e varie (dresscode: elegante). questo in data ‘due giorni prima che io inizi a lavorare li’.. – e ora che faccio?.. mica ci posso andare (non andandoci mi eviterei scene e disagi del genere ‘merce ordinata e non ritirata’.. no dai.. non si può.. (o si?).. – fare la festa una settimana dopo no eh?

ebbene si…

zia

p.s. ci siamo.. sui campi e sugli alberi si è steso un manto bianco..
ben arrivata cara neve.. possibilmente.. se puoi.. non far troppo casino.. pensa agli automobilisti imbranati.. ma anche ai pedoni ed agli eccetera.. sei bella si.. ed illumini i nostri giorni.. tanto farai parlare di te comunque.. se poi magari decidi di addobbare solo le montagne.. a me non dispiacerà.. con affetto.. la sottoscritta.

reload

ecco.. io avrei bisogno di ricaricare.. mentre il mio corpo pare non ne voglia sapere.. ci vuole pazienza.. poi tornerò leggera come una nuvola.. – intanto sono le sei e zero due.. un ora fa ho aperto gli occhi.. – ho fatto colazione e mi sono controllata la posta.. dato un occhiata veloce a siti e varie.. ed aggiunto un altro appuntamento in agenda.. – siamo alle solite.. arriva dicembre.. e con dicembre i tanti “caffè con dolce o pizza e birra?”.. sorrido.. tutti vogliono vedere tutti a dicembre.. – ventuno novembre.. inizia il mio countdown lavorativo.. le ultime quattro settimane.. poi.. aria nuova.. non so ancora che profumo avrà.. ma credo che saprà di buono.. – stasera torno dal mio amico cinese.. il signor lin.. haaai.. “la sua muscolatura lì è debole”.. e dire che pensavo di avere una schiena forte.. quando riprenderò la palestra cambierò qualcosa.. intanto le do tregua.. mi do tregua.. – mi piacerebbe tornare a letto ora.. tuffarmi sotto al piumino.. stropicciare il cuscino e cadere in un sonno profondo.. sognare.. – non si può.. mi preparo..

la giornata del futuro

la chiamano così.. – oggi gli adulti, genitori, zii o parenti che siano, possono portare al lavoro i loro figli, nipoti eccetera per la giornata del futuro. viene data loro la possibilità di “vivere” un giorno lavorativo dei grandi.. da grandi. stamane affacciata alla finestra ho visto passare la macchina di mia sorella.. con lei oggi c’è anche mia nipote. prima ho mandato una mail alla sis, al lavoro.. e mi ha risposto mia nipote (che gioia :-D ).. mi hanno fatto vedere il programma che la loro azienda aveva preparato per questi figli del futuro. anche quì da noi oggi ci sono dei bambini.. – bello, davvero una buona iniziativa. trent’anni fa’ mica era così.. trent’anni fa’ a stento sarei riuscita ad immaginare cosa fanno gli adulti al lavoro. oggi è tutto diverso.. oggi il settore della mano d’opera è in diminuzione continua, ci sono i macchinari, i computer, tutto viene automatizzato.. – trent’anni fa’ alla domanda “che lavoro fanno tua mamma e tuo papà?” avrei risposto “mamma lavora come cucitrice.. e papà lavora sui tetti..” – si, era tutto diverso trent’anni fa.. le opzioni erano due.. o eri bravissimo a scuola (o senza voglia di lavorare) e potevi andare all’università oppure facevi un apprendistato (a secondo di quant’eri bravo a scuola, avevi più o meno opzioni.. più o meno scelte su quello che forse un giorno sarebbe diventato il tuo mestiere).. eccetera eccetera.. bon.. non è che oggi sia molto diverso quanto alle opzioni.. ma i genitori di oggi.. i figli di ieri.. hanno un bagaglio diverso.. mica come mamma e papà.. che negli anni sessanta come bagaglio avevano una valigia con la quale sono emigrati all’estero per cercare lavoro.. un pizzico di fortuna.. una vita migliore.. – il nostro bagaglio.. di noi figli di ieri.. è la conoscenza.. il sapere di quanto era ieri ma soprattutto conoscere quanto è oggi.. poi.. quello che sarà domani.. è tutta un altra storia. – avevo iniziato a scrivere questo post un ora fa.. tu pensa avessi potuto scriverlo tutto d’un fiato.. di getto.. sai che racconto ne sarebbe uscito..

e mi ricordo ancora..

esattamente oggi sei anni fa.. la mia prima volta dietro ai microfoni della nostra piccola emittente.. non avrei pensato che se lo fosse segnato quando glie ne parlai tempo fa’.. ma meno ancora.. che oggi si sarebbe presentato con un piccolo pensierino.. semplice.. fatto con dedizione.. dietro c’è scritto “con affetto Michele”…
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