temporale.. e si scatena il cielo

da piccolina ti dicono ‘non devi aver paura, sono gli angeli che fanno baldoria’.. poi cresci e ti senti dire ‘sai, s’è arrabbiato il cielo..’ – da adulta poi.. conosci il nesso.. ma resta pur sempre quanto ti dicevano da bambina.. e allora che fai? saranno gli angeli e gli abitanti del cielo? e se così fosse, perchè si scatenano? rabbia o baldoria? magari è un modo per ricordarci che ci sono.. quello meno ovvio.. quello più semplice per chi, come me, da bambina credeva alle favole.. così come mi piace più credere alla magia dell’arcobaleno e del suo tesoro anzichè pensare che infondo c’è una spiegazione anche ad esso.. – proprio ieri mia nipote mi ha raccontato di aver visto l’arcobaleno.. io le ho chiesto ‘fabi, quanti colori hai contato?’, ‘cinque zia’, ‘la prossima volta ricontali.. sono sette amore mio.. sette.. così come sette sono tante altre cose che crescendo ti spiegherò’.. è piccola la nini.. ma molto sveglia.. e so, che se non glie le racconterò, sarà lei a ricordarmene.. – credo che la festa sia finita.. o la furia.. non si sente più niente.. shhhhhh..

addendum delle ventidueequaranta:  annusavo l’aria prima.. dopo la pioggia sa di buono..

volando

da bambina mi sdraiavo per terra.. guardavo il soffitto ed immaginavo come sarebbe stato ‘figo’ poter camminare dall’altra parte.. ma non a testa in giù.. tutto sottosopra.. dovendo varcare le soglie per passare da una stanza all’altra.. lo facevo spesso.. – contemplo questa rosa.. penso che sarebbe meraviglioso poter scivolare trai suoi petali.. – da bambina avevo una fantasia molto accesa.. colorata e viva – non sono cresciuta.. e forse mai crescerò.. anzi, lo spero :o)

DSC05032.jpg picture by unpodime
p.s. questa l’ho fatta io.. bella vero?

a pelle

lascio qualche pensiero che svolazza nell’aria.. – ecco come me.. o come il mio angelo.. che ora vedo.. nero su bianco.. su di me, sulla mia pelle.. – sono al terzo giorno di pelleconvalescenza (lo so che non si dice.. ma ci sta).. ho un nuovo tatuaggio.. che amo.. adoro.. coccolo.. insomma.. stravedo per lui :o)

stamane ancora sveglia di buonora.. sembra io abbia appuntamento con l’alba.. anche nei festivi.. (però son belli i colori dell’alba.. preferisco quasi l’alba al tramonto..) – stamane ho pulito i vetri.. lo so.. sono stata educata anche io nel senso di ‘il venerdì santo non si fanno grandi pulizie, niente rumori, sii rispettosa’ ecc ecc.. – infatti.. avevo su l’ipod e pulivo a persiane chiuse :o)  ..e non credo, ma nemmeno minimamente, di aver mancato di rispetto a qualcuno..

domani un altro grande giorno.. domani compro lei.. già mi vedo sommersa in una marea di chitarre.. già mi vedo a dover scegliere tra la bellabella e costosissima e quella meno costosa ma anche meno bella.. ma se invece ci fosse proprio lei? si lei, quella chitarra meno costosa e bellabella? io lo spero.. perchè già la immagino..

per domenica mi sono disinvitata dal pranzo.. e mentre tutti saranno riuniti intorno a delle grandi tavole.. (ma anche no).. beh, io domenica ho un programmino tutto mio.. no stress, no orari, no ‘vestiti bene’ per l’occasione.. insomma.. niente ranghi.. sorrido

martedì ero in banca.. ho parlato di piani di risparmio, anzi, il mio consulente me ne parlava.. perchè non è che ci siano poi sti gran’ risparmi.. – martedì ho parlato di un utopia.. – l’ho chiamata per nome.. davanti ad un estraneo.. è se poi il sogno non inizi a viverlo..? forse non è un caso che io sia andata in banca per una banalità.. forse è il caso che io incominci a pensarci seriamente.. perchè icasinonesistono, punto

forse dovrei iniziare a prendere appunti..

quando la felicità fa male

lo so, suona strano.. mi è capitato oggi.. giornata piena di colori.. ho lavorato tanto.. eppure.. ho trovato anche il tempo per leggere delle note su giovanna d’arco e poi parlarne con le ragazze intorno.. che stranite mi hanno chiesto ‘ma da dove t’è venuta ora questa cosa’.. ecco, cosa rispondi in tali circostanze senza squilibrarle o far passare te per una squilibrata? ho inventato la risposta più comoda e meno complessa che in quel momento potevo trovare ‘ne stanno parlando alla radio’.. (ma quando mai..) poi, ho trovato spazio per isolarmi dal frastuono di un ufficio che oggi sembrava in festa.. con su le cuffie e nelle orecchie un fabio volo che dice che domani sarà a zurigo ed io che non sono riuscita a sapere.. a scoprire.. in che vesti sarà quì.. dove.. per quanto tempo.. niente.. (sospiro).. – (questo post non avrà un senso logico, già lo so.. ma non importa.. )  ..poi c’è che la vita spesso ti lascia dei piccoli segni.. altre invece te li sbatte in faccia.. ‘tò, tieni e fanne ciò che ritieni opportuno’.. fabio oggi in radio ha parlato di due libri di fromm ‘l’arte di amare’ e ‘l’arte di vivere’.. diceva che bisognava prima leggere il primo, dopo l’altro.. – niente di anomalo fin quì, due libri.. se non fosse che io questa sera ero a cena da una persona che finora conoscevo solo attraverso il telefono.. se non fosse che io avevo parlato a michele di questi libri.. ed è stato proprio michele, a casa della nostra ospitante, ad indicarmi un libro che giaceva li.. su di uno scaffale.. era ‘l’arte di amare’.. – ora, io non credo ai casi.. mai fatto.. credo ai segni.. e credo.. che dovrei leggere quel libro.. non so perchè.. ma è così.. – il titolo, giusto (tanto per recuperare quel filo rosso che ormai s’è autoproclamato disperso).. la felicità che fa male.. ed ecco che torna il magone.. ma per cosa poi? oggi ho conosciuto delle persone che stringendomi la mano mi hanno riscaldato il cuore ‘che bello conoscere finalmente la ragazza che si nasconde dietro a quella voce’..  ho percepito la loro gioia.. e anche gratitudine.. era li.. tutta.. (il segreto sta nelle piccole cose.. quelle che facciamo inconsciamente..) – e poi mi fa strano.. strano il fatto di conoscere persone che un pò ti conoscono già e che ti accolgono con quel ‘eccola’.. perchè loro sanno chi sei.. perchè ti ascoltano.. perchè condividi con il loro figlio.. con il loro nipote.. – la mamma di michi era in pigiama.. ‘trank michi, ti aspetto quì, tu fai pure’.. poi me lo vedo arrivare.. sua mamma mi mandava i saluti.. era affacciata li.. sono andata a stringerle la mano.. che bel sorriso che mi ha regalato.. – e enza.. che scrivo io ora quì di quella piccola donna colta che con me condivide la passione per la musica? ci ha invitati a cena.. così.. chiamandoci in diretta.. e davanti alla pasta fumante era tutto un ‘sai quel pezzo che fa..’ (e noi a canticchiare).. ‘e poi gli emigranti di una volta’.., ‘si ma la politica oggi’.. – non poteva essere diversamente enza.. quegl’occhi di un blu angelico.. i ricci.. la pelle candida.. – ho raccolto tante cose belle oggi.. così belle che fa quasi male..

porqué hay cosas que no se olvidan

a distanza di un anno oggi mi vedo arrivare una mail della mia prof di spagnolo.. cuanto eres dulce ana.. pequeñita y morena.. che come una mamma mi accarezzava quando mi vedeva giù di tono.. – c’è che ana non si è dimenticata dei mitici tre.. e c’è che mese prossimo inizia un corso nel quale lei ci vedrebbe ben volentieri.. perchè chi per un motivo, chi per un altro.. smettemmo tutti un anno fa.. – io allora dovetti fare una scelta.. radio o il prossimo semestre di spagnolo.. erano entrambi la stessa sera.. non potevo.. ingiustizia.. smisi.. – caso vuole che proprio ieri sera sono uscita con la mia ex compagna di banco (sembra tornare alle medie, mentre vi racconto di un annetto fa..) – io per tre lunghi semestri ad ogni volta che c’era la lezione non m’andava di andarci.. partivo dal lavoro contro voglia.. a stento avevo fatto i compiti in pausa pranzo.. non studiavo.. non ripassavo il vocabolario.. insomma, non so nemmeno io com’è che oggi qualcosa ancora riesca a masticarla.. eppure.. a lezione finita fischiettavo come un passero.. strana la vita (strana io)..  – … – e ora.. ora sono quì che ci penso.. che penso che sia un peccato non poter proseguire.. perchè ve lo assicuro.. non ci vuol niente a dimenticare.. specie se erano appena tre semestri.. – ma penso anche che vorrei iniziare chitarra.. e poi penso che magari.. chi sa.. quel corso da barkeeper alla fine decida di farlo.. ora mi chiedo, chi è che ha dato la spinta alla prima pedina del domino?  io..? o forse qualcun’altro.. o forse.. anzi sicuramente.. come al solito.. si è fatto di nuovo tardi.. shhhh buona notte

scorci d’infanzia

perchè ne parlavamo l’altra sera.. perchè è bello ricordare e perchè tuttoggi, mi chiedo tante cose.. – io da bambina ero una gran fifona (non è che oggi sia cambiato molto.. ma oggi le cose che mi fanno paura sono altre..) – ho appena chiamato mia mamma.. oraora.. non ricordavo quanti anni avevo quando caddi giù per la scala.. – ne avevo tre.. avevo appena tre anni quando rotolai giù una scala di cemento.. lunga.. – di quel giorno ho pochi ricordi.. giocavo con la bambola.. e poi mi sono ritrovata seduta sullo sgabello.. mi pulivano il viso.. sangue.. la lingua morsa a metà… il mento che sanguinava.. ricordo che ridevo mentre intorno erano tutti preoccupati ed agitati.. povera tata.. era terrorrizata.. – non ricordo il dottore, non ricordo come mi ci abbiano portata.. non ricordo i punti.. – oggi ho un segno sulla lingua ed una cicatrice sul mento.. – mia mamma dice che subbii uno scioc.. che da quel giorno iniziai a bagnare il letto.. in una notte anche tre letti.. addirittura i materassi nuovi di pacca dei nonni.. avevo paura.. paura di alzarmi.. paura di aprire gli occhi.. tiravo giù il pigiama, facevo.. lo ritiravo su.. poi chiamavo.. in lacrime.. finchè qualcuno non arrivava.. – ricordo un cartone animato.. una strega.. candele.. le vite.. che pian piano si spegnevano.. morivano.. e la strega sui loro letti.. per portar via l’anima.. quel cartone animato mi segnò.. io questo lo so per certo.. (ma come si fa a produrre una tale cosa e chiamarla cartone animato.. per bambini.. come?).. poi son cresciuta.. poco a poco.. sgomitando tra le mie paure.. (erano tante).. fino all’età di dodici-tredici anni.. li qualcosa cambiò.. solo che non ho un diretto nesso.. da li non ce n’era più per nessuno.. non sono cambiata in male, nono.. ma cresciuta.. tanto e velocemente.. piccola e ribelle „tu dici che la sai? allora io la so più di te“.. – ecco, io la so più di te.. – e ora mi sono persa.. trai ricordi e tra queste parole.. sono in sovrapensiero.. – perchè scrivo questo post?.. forse perchè so che non devo aver paura ora.. io so.. e ce la farò