human rights

ero uscita di casa di corsa.. mi avrebbe aspettata una giornata intensa.. un corso tecnico in radio che sarebbe durato fino a sera.. poi però.. è andata diversamente..
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"c'è una manifestazione a berna, potremmo andare li" mi proponeva davanti a brioches e cappuccio.. ascoltavo.. non era deciso.. "in tutte le città le persone oggi si stanno mobilitando.. quì no, quì nessuno fa qualcosa".. lo guardavo.. "va bene, se vuoi fare qualcosa quì ti aiuto".. – da li a poco ci siamo ritrovati a casa sua a riscrivere testi.. correre in radio per stampare volantini.. prendere registratore e mic.. – "michele, io spero una cosa sola.. anzi.. ora la dico ad alta voce così magari vengo ascoltata.. io spero che le persone saranno tranquille.. niente affermazioni razziste.. niente discussioni accese.. ecco, io spero questo.." ..lui sorrideva.. ormai eravamo in centro città..  ci siamo divisi i volantini e via.. – ammetto.. ero tesa.. io la politica la seguo poco.. pochissimo.. sono al corrente sui temi attuali.. ma non conosco i dettagli.. come avrei potuto affrontare un discorso con uno "buongiorno, le posso lasciare un volantino sull'iniziativa" e quello magari mi avrebbe risposto in modo brusco "tutti fuori quei criminali, fuori!" ..osservavo le persone.. quasi volessi scegliere trai tanti quelli sereni.. quelli un pò verdi.. quelli un pò meno radicali.. incontro degli amici "monia ciao.. che hai.. sei così seria".. raggiungo michele "dimmi, ho un espressione seria?" si mette a ridere.. mi conosce "tu quando sei concentrata e riflessiva.. bhe.. lo si vede".. non andava bene.. coraggio monia.. stai soltanto distribuendo dei volantini e le persone sono buone.. mica dei mostri che stanno aspettando giusto te per dare sfogo alle loro frustrazioni.. ora sorridevo.. mi avvicinavo ai passanti con un sorriso acceso.. prendevano tutti il volantino.. nessuno che lo ributtava via più avanti.. si allontanavano leggendo le scritte grandi.. ero di nuovo felice.. – felice davanti al caffè caldo che spezzava i vari giri per il centro.. in mezzo alla gente.. felice ascoltando il discorso di michele con un testimone di geova.. che, anche loro.. per una causa diversa.. si trovavano li in città.. lo stesso testimone che poi guardandomi gli fa "la sua collega non dice niente".. parlavano delle religioni.. del perchè e per come.. mi aveva chiamata in causa quel signore.. l'ho guardato.. gli ho messo la mano sul cuore ed ho detto "c'è una sola verità.. una sola legge.. e sta proprio quì.. la fede".. non ho aggiunto altro.. serena ma un pò stranita dal mio proprio gesto.. infondo.. avevo detto tutto.. e poi.. come di politica, io anche delle varie religioni e dei loro credo.. ne so pochino.. e forse.. un bel giorno.. la leggerò la bibbia.. un bel giorno..
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feels like home

quando una città l'hai vissuta per tredici anni.. nelle mattine presto.. fermandoti a prendere il 'coffee on the go' prima di andare in ufficio.. durante i pranzi nei parchi.. lungo il fiume o sul lago.. con le tue anime fedeli oppure da sola a contemplare il grande via vai della busy city.. ma anche le sere.. aspettando il treno sui binari affollati.. in una città.. una grande.. come di grandi ce ne sono tante.. but this is zurich.. and to me.. at every time.. it feels a bit like home.. – primo novembre.. è stata una giornata stupenda.. col sole complice e le persone giuste.. una alla volta.. avvolgendo spensieratamente due spaghi intorno alle forchette.. racconti e risate in un ristorantino che sapeva tanto di vita.. leggendo i contenuti delle varie cremine antirughe nella profumeria, dove una volta uscite, la commessa mi è corsa dietro perchè avevo dimenticato la carta bancomat ancora nell'aggeggio lettore (ultimamente sono molto distratta.. molto) ..e nella distrazione ora non ricordo bene cosa volessi dire.. comunque parlavo di piccoli personaggi.. di una grande città.. e di emozioni.. questo resta.. questo conta.. – buona notte mondo.. vado a mettermi in diagonale.. presto.. perchè una cosa non l'avevo ancora detta.. il traffico oggi mi ha messa k.o.
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è ancora presto..

in silenzio per udire se un qualsiasi rumore potesse inidicarmi il tempo.. niente uccellini.. c'erano i copertoni delle macchine.. quel rumore inconfondibile sull'asfalto bagnato.. sta piovendo.. – monia dormi.. è presto.. oggi non hai nessun programma.. dormi.. – mi sono risvegliata mezz'ora dopo.. inutile.. – ho fatto colazione.. preso il caffè.. moka da tre.. quella nuova comprata a como nei giorni scorsi.. è bella.. come piace a me.. (io ho un pallino anche per le moke.. mi piacciono colorate).. – ora sono le otto.. il gallo ha già cantano.. anche lui.. mica tanto convinto sul da farsi.. – allora magari racconto venezia.. oppure verona.. gardaland meno che se non fosse per le nini per me potrebbe anche star li a prendere polvere.. sirmione nemmeno.. troppi turisti anziani.. tanto da farti sentire fuori posto.. fuori mano.. fuori età.. il tempo di passeggiare mangiando un gelato.. – una volta uno disse 'vedere venezia e poi morire'.. – io invece al rientro quando ne parlavo mi sentivo di fare un torto a chi invece ne racconta con entusiasmo.. – ha il suo fascino.. con tutti quei ponti.. le calli che sussurrano agli innamorati.. i canali illuminati di notte.. il bucato steso fuori dalle finestre colorate.. i gondolieri che cantavano.. tutto molto bello.. un velo di malinconia però.. mancava la vita.. – io una città la amo se la sento pulsare.. quando mi fa sentire la gioia di vivere.. quando sembra che tutto intorno mi parli.. – trai vicoli di venezia mi sentivo di stare in silenziono.. immortalando.. quasi con rispetto.. quelle vecchie mura.. quell'acqua che ondeggiava ad ogni passaggio di una piccola imbarcazione.. – a me venezia sembrava dire 'vorrei che mi lasciassero tranquilla..' – si perchè c'erano troppi turisti.. troppe navi da crociera troppo grosse.. troppi negozi tirati su per loro.. troppi piedi e troppi flash per una piccola città galleggiante con un fascino quasi immacolato.. – io stavo bene dove i turisti non andavano.. nelle piazzette dove da padrone la facevano i gabbiani.. affacciata ai piccoli ponti riflettendomi nelle acque.. comprando la frutta fresca in un negozietto fuori mano.. nella chiesa di san barnaba a contemplare i lavori di leonardo.. – ha la sua bellezza venezia.. quella di una città che cela tanti segreti.. ora però te ne svelo uno io mia dolce cittadella sulle acque.. vorrei tanto tu tornassi a vivere..
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e di verona cosa potrei dire?.. sorrido.. anche a ripensarci sembra mi rituffi nei panni di quell'epoca.. – ricordo la delusione nel sentirmi dire.. tempo fa.. che quella di giulietta e romeo era 'solo una storia scritta' da shakespeare.. e io che sono sempre stata innamorata di quella favola.. di quella musica di nino rota.. malinconica.. tragica e straziante.. ma tanto tanto passionale.. – verona l'ho vissuta con leggerezza.. sulle orme dei due personaggi.. la bella giulietta ed il suo dolce ed amato romeo..
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chiedeva giulietta alla pallida luna:
"io amo un montecchi non è forse sfortuna?"
"dolce giulietta, di parlarti io tento.. a te non rinuncio, è un giuramento".
"se sol così mi puoi amare, il nome son pronto a rinnegare". 
complice notte.. morivan le ore, trafitti i cuori, nasceva l'amore.
un bacio ardente fu sospirato suggello per un domani ancora più bello..

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buon weekend mio caro mondo.. ed ogni giorno.. ti scopro un pò di più..

volevo scrivere in un lampo

giusto dire che sono tornata.. – poi mi è tornato in mente carboni col suo lampo di vita.. infondo è bella.. infondo.. non è poi tanto triste.. se triste non si è.. – buona notte mondo.. per i racconti torno poi..
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volevamo imparare a fregare il dolore
essere felici imparare l’amore

chissà se tu sei cambiata.. chissà dove sei finita
in questo lampo di vita.. chissà se sei stata amata
chissà se quella ferita.. chissà se poi è guarita
in questo lampo di vita.. chissà se ti sei salvata
a quel tempo eri una ragazza nascosta tra i capelli e gli occhiali
un angelo ingenuo e ribelle che provava ad aprire le ali
e chissà se hai imparato a fregare il dolore
se sei felice se hai imparato l’amore
chissà se tu sei cambiata.. chissà dove sei finita
in questo lampo di vita.. chissà se sei stata amata
chissà se la tua ferita.. chissà se poi è guarita
in questo lampo di vita.. che ci sembrava infinita

e son’ quattro

eeeh mio caro blog.. come avrei potuto non parlarne.. so che tu infondo.. un pò come me.. dei compleanni non ne fai 'sta gran storia.. perchè alla fine.. resta un giorno come tutti gli altri, il quale non ti cambia niente.. se non.. al limite.. il numero che scrivi.. e forse nemmeno quello.. visto che siamo soliti a scrivere l'anno e non gli anni.. –  io non mi festeggio e non ti festeggio.. ma ti penso.. perchè sei li.. come me.. al centro del mio universo.. e questo.. non uno.. ma tutti i giorni..
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tra le righe.. :o) questa notte parto.. vado a respirare un pò di aria diversa.. facendomi cullare dai profumi e dai suoni.. dai colori e dalle essenze.. resto poco.. tanto quanta basta.. per riaccendere tutti i sensi..
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cinquantamila pagine.. gettate al vento perchè.. eterno è il ricordo

si direbbe una canzone triste.. ma a me mette buon umore.. la canto in macchina con la radio a palla.. rituffandomi nella scena dove scamarcio se la canta e se la balla davanti allo specchio.. – sto parlando di mine vaganti.. – bello, bellissimo.. me ne sono innamorata.. forse perchè intereamente girato nella mia terra.. il salento.. nelle strade di lecce.. sul mare di gallipoli.. ma forse anche perchè il cast non è da niente (parlasi come bravura ma anche bellezza.. era chiaro no ;o) – a me piace cosiiii, che se sbaglio è lo stesso ;o)
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sono tornata giovedì notte dalla mia babyvacanza.. ho già rimesso a posto tutto.. il sapore di salsedine.. il rumore degli scooter.. i profumi della frutta e del pesce.. le musiche che suonavano forti dalle finestre.. ho chiuso la valigia e l'ho rimessa in cantina.. resta l'abbronzatura.. il rumore delle mie infradito.. le foto..
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è una bellissima giornata.. come quella di ieri.. festa nazionale quì.. poi domani.. bhe domani si torna a fare sul serio.. ma a questo.. per le prossime ore.. non ci penso :o)
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