g

come ‘guarda un pò qual’è il mio accordo preferito’.. – ho il polso indolensito ed i polpastrelli rigati.. – oggi avevo tempo.. oggi ho ripassato (perchè dire suonato mi sembra esagerato..) adoro il suono del g.. è morbido.. lo suono e mi vengono in mente le canzoni (se vi dicessi che quella che rimbomba di più è ‘il paradiso’ di patty pravo ci credereste?).. con un solo accordo.. – ho scelto i tre accordi preferiti (per forza di cose, visto che gli altri due ancora mi complicano la vita.. o meglio, le dita).. sono g, e ed a.. domani forse su quel foglio bianco mi ci disegnerà quello della f e della b che ancora mancano.. così come mancano le ore ed ore di esercizio.. – al momento non le trovo, nemmeno se me le inventassi.. al momento.. è così..

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il paradiso tu vivrai..
se tu scopri quel che hai..
non ti accorgi che io amo già te..

trans atlantico

oggi sono stata in agenzia a prendere qualche catalogo sul cile.. pochi mesi alla data prefissata.. e l’ultima notizia è che molto probabilmente avrò un compagno di viaggio.. (una lei, ma compagna di viaggio suona male.. no?) – la sis tirerà un sospiro di sollievo sapendomi in compagnia.. papà me lo immagino contento vedendo sua figlia partire alla scoperta di un nuovo continente.. e mamma, bhe.. mamma credo sarà la prima a chiamarmi non appena avrò messo piede in america latina, anzi, credo mi chiamerà al primo scalo.. europeo) ..sto pensando a quando qualche sera fa glie l’ho accennato.. ‘sai ma’, forse parto per il cile..’ – silenzio – ‘come per il cile, e che ci devi andare a fare in cile?’.. sorrido.. mia mamma non è mai stata una grande amante dei viaggi lunghi.. e so che non viveva bene le mie partenze.. tornavo dopo giorni.. settimane.. ma anche dopo mesi.. – l’ultimo viaggio oltre oceano ormai dista sei anni.. dopo di che mi sono spostata tra le mura europee – sento che è tempo di recuperare.. e credo che questa volta dovrò prepararmi trentamila recapiti prima di partire.. o magari un cellulare usa e getta?

p.s. questo autunno mi regalerò la primavera :o)

temporale.. e si scatena il cielo

da piccolina ti dicono ‘non devi aver paura, sono gli angeli che fanno baldoria’.. poi cresci e ti senti dire ‘sai, s’è arrabbiato il cielo..’ – da adulta poi.. conosci il nesso.. ma resta pur sempre quanto ti dicevano da bambina.. e allora che fai? saranno gli angeli e gli abitanti del cielo? e se così fosse, perchè si scatenano? rabbia o baldoria? magari è un modo per ricordarci che ci sono.. quello meno ovvio.. quello più semplice per chi, come me, da bambina credeva alle favole.. così come mi piace più credere alla magia dell’arcobaleno e del suo tesoro anzichè pensare che infondo c’è una spiegazione anche ad esso.. – proprio ieri mia nipote mi ha raccontato di aver visto l’arcobaleno.. io le ho chiesto ‘fabi, quanti colori hai contato?’, ‘cinque zia’, ‘la prossima volta ricontali.. sono sette amore mio.. sette.. così come sette sono tante altre cose che crescendo ti spiegherò’.. è piccola la nini.. ma molto sveglia.. e so, che se non glie le racconterò, sarà lei a ricordarmene.. – credo che la festa sia finita.. o la furia.. non si sente più niente.. shhhhhh..

addendum delle ventidueequaranta:  annusavo l’aria prima.. dopo la pioggia sa di buono..

volando

da bambina mi sdraiavo per terra.. guardavo il soffitto ed immaginavo come sarebbe stato ‘figo’ poter camminare dall’altra parte.. ma non a testa in giù.. tutto sottosopra.. dovendo varcare le soglie per passare da una stanza all’altra.. lo facevo spesso.. – contemplo questa rosa.. penso che sarebbe meraviglioso poter scivolare trai suoi petali.. – da bambina avevo una fantasia molto accesa.. colorata e viva – non sono cresciuta.. e forse mai crescerò.. anzi, lo spero :o)

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p.s. questa l’ho fatta io.. bella vero?

deciditi, se no facciamo tardi amor deciditi

lo canticchiava adriano celentano al telfono ad ornella muti.. un vecchio film.. mentre il mio di film è di ieri.. – l’ho trovata.. lei.. quella bellabella e meno costosa.. me lo sentivo che l’avrei trovata li, in quel negozio, in quella piccola piazza soleggiata al numero otto.. ‘vengo da lontano io’ (gli dissi quando mi chiese dove vivo).. – iniziò col farmene vedere due ‘vuoi che ti suoni qualcosa?’.. avevo i brividi.. – le guardavo, prima una, poi l’altra, poi ancora.. – erano da sessantatre.. fu claudia a chiedergli di mostrarmi quella da sessantacinque.. provammo ed era perfetta.. ‘potresti farmi ascoltare qualcosa su questa?’ ..dopo mi guardò, io sorridevo..

io   ‘tu quale sceglieresti?’
lui  ‘non è una decisione che io posso prendere al posto tuo’
io   ‘lo so, infatti sarò io a scegliere..’

perchè io ho sempre deciso da me.. anche se c’era chi mi diceva diversamente.. con le tante forsegiusteragioni.. io no, io seguo il cuore.. è una promessa che tanto tempo fa feci a me stessa ‘nessun rimpianto mai’.. – non sono perfetta.. ma almeno, io ci provo, accetto il rischio

serena pasqua mondo

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a pelle

lascio qualche pensiero che svolazza nell’aria.. – ecco come me.. o come il mio angelo.. che ora vedo.. nero su bianco.. su di me, sulla mia pelle.. – sono al terzo giorno di pelleconvalescenza (lo so che non si dice.. ma ci sta).. ho un nuovo tatuaggio.. che amo.. adoro.. coccolo.. insomma.. stravedo per lui :o)

stamane ancora sveglia di buonora.. sembra io abbia appuntamento con l’alba.. anche nei festivi.. (però son belli i colori dell’alba.. preferisco quasi l’alba al tramonto..) – stamane ho pulito i vetri.. lo so.. sono stata educata anche io nel senso di ‘il venerdì santo non si fanno grandi pulizie, niente rumori, sii rispettosa’ ecc ecc.. – infatti.. avevo su l’ipod e pulivo a persiane chiuse :o)  ..e non credo, ma nemmeno minimamente, di aver mancato di rispetto a qualcuno..

domani un altro grande giorno.. domani compro lei.. già mi vedo sommersa in una marea di chitarre.. già mi vedo a dover scegliere tra la bellabella e costosissima e quella meno costosa ma anche meno bella.. ma se invece ci fosse proprio lei? si lei, quella chitarra meno costosa e bellabella? io lo spero.. perchè già la immagino..

per domenica mi sono disinvitata dal pranzo.. e mentre tutti saranno riuniti intorno a delle grandi tavole.. (ma anche no).. beh, io domenica ho un programmino tutto mio.. no stress, no orari, no ‘vestiti bene’ per l’occasione.. insomma.. niente ranghi.. sorrido

martedì ero in banca.. ho parlato di piani di risparmio, anzi, il mio consulente me ne parlava.. perchè non è che ci siano poi sti gran’ risparmi.. – martedì ho parlato di un utopia.. – l’ho chiamata per nome.. davanti ad un estraneo.. è se poi il sogno non inizi a viverlo..? forse non è un caso che io sia andata in banca per una banalità.. forse è il caso che io incominci a pensarci seriamente.. perchè icasinonesistono, punto

forse dovrei iniziare a prendere appunti..

m’ama o non m’ama

da ragazzina glie lo chiedevo spesso alle margherite.. e quando ci tenevo tanto.. ma veramente tanto.. allora lo chiedevo a più di loro.. un pò perchè magari la prima s’era sbagliata.. un pò perchè mi capitava d’impappinarmi e dover ricominciare.. ed un pò perchè non m’arrendevo dinanzi ad un non m’ama.. allora io continuavo.. affinchè una.. alla fine.. all’ultimo petalo.. mi diceva ‘ti ama’ 

erano pieni di margherite oggi i prati.. nei parchi.. lungo il fiume.. (credo di far parte di una minoranza.. perchè questa cosa piccolina che le persone passeggiando spesso calpestano.. bhe, è il mio fiore preferito) – oggi ne ho raccolta una.. una sola.. e prima di farlo c’ho pure pensato.. non ho voluto chiederle niente.. solo guardarla.. – l’ultima volta che ho raccolto le margherite è stato credo tre anni fa.. forse.. insieme a fabi per fare una colanna.. come i figli dei fiori.. son belle le margherite :o) 
felice sabato sera mondo..

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que dulce fue..

scrivevamo l’anno duemilaedue.. settembre..

questa mattina mi sono svegliata.. come di consueto nei weekend, prestissimo.. e con la voglia di rovistare tra vecchie foto.. (dormo poco, ma s’era mai capito?).. tra tante ho trovato questa.. il mio piccolo angelo.. aveva appena qualche giorno.. lei dormiva così.. aggomitolata sul petto.. – ogni tanto glie ne parlo di quei tempi ‘sai fabi, zia ti fischiava le sinfonie classiche quando ti cambiava il pannollino’, si perchè cambiare il pannollino a quel piccolo pargoletto era un impresa ad ogni volta.. – lei già da piccolissima era sensibile alla musica.. – io glie le fischio ancora le canzoni e le melodie.. mostrandole come si fa.. lei ci prova.. si arrabbia (ha poca pazienza la nini).. e poi mi fa ‘zia, m’insegni a fischiare con le dita in bocca?’ ;o)

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