eleven e eighteen.. i tre numeri che non riusciva a ricordarsi.. – che bello che era fare i compiti d’inglese con la piccola.. – sis e cognato alla serata informativa per genitori ed io a casa con le girls.. – quand’ero piccola io (bhe.. mica poi tanto..) con l’inglese si iniziava alle medie.. ora invece in terza classe… come cambiano i tempi.. – sis e cognato stavano tardando.. e andare a letto in orario quando c’è zia non è la stessa cosa.. – ale fuori con lo skateboard, fabi sul divano con l’ipad.. sono uscita anche io.. le prime stelle in cielo.. “guarda zia, con questo piede riesco, m’insegni con l’altro?” ..mentre lei si esercitava io la interrogavo.. “ale, come si dice tredici?” “uffa zia”.. ridevo.. – me la sono comunque cavata senza grandi ribellioni.. quando sono rientrati le girls erano in pigiama, avevano lavato i denti.. e ale sapeva dirmi i numeri da uno a venti… well done zia..
sono le nove.. stasera corso di meditazione.. ci farà vedere una cosa nuova.. ha a che fare con energie.. sono davvero molto curiosa..
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dove finisci tu inizio io
emozionante.. guidare nelle prime ore del mattino.. lungo un autostrada trafficata con di fronte un enorme luna piena nel cielo azzurro.. e poi.. accorgersi dei raggi del sole nello specchietto retrovisore.. – bellissimo.. mentre noi piccoletti quì sulla terra siamo già indaffarati e presi da tante cose.. loro due sembrava si parlassero.. complici.. nello spazio infinito.. signor sole e signora luna..
e come diceve calimero
“è un ingiustizia però”.. il doma cafè ha traslocato.. (tu pensa la notorietà acquisita negli ultimi anni.. se lo cerchi su google ti esce subito.. piccolo bar, punto di ritrovo di tanti italiani grazie alla foto in copertina del libro.. -> fu’.. e dire che me l’ero anche segnato, 17 perry street, west village.. in un altro posto è tutta un altra cosa.. pazienza.. niente di perso.. – credo mi farò prestare la valigia dalla vicina (stasera parlando dei tanti ‘places to go’ mi ha offerto di prestarmi la sua valigia.. per lo più per motivi di sicurezza) ..avrei comunque portato una valigia più grande questa volta, l’avrei presa dalla sis.. si perchè la mia è piccolina e mi sa tanto (ma tanto tanto) che ho bisogno di una un pò più grande.. non per le cose che mi porto io da quì.. ma per quelle che mi porterò da lì.. (avevo mai detto che in famiglia siamo dei converse-fan?)
mami e papi
“sai monì.. papà aveva il motorino dal meccanico e allora tua cugina ci ha accompagnati in posta. volendo rientrare abbiamo perso la corriera e allora siamo dovuti tornare a piedi, alle due del pomeriggio! però a metà strada ci siamo fermati da paolo per un rinfresco.”
“e come è andata mamma? ce l’hai fatta a camminare?”
“si si, ma non ti dico i vestiti una volta arrivati a casa, li potevi strizzare.”
“bene mammi, dovreste camminare un pò di più tu e papà.. vi farebbe bene.”
“quando farà meno caldo si ragionerà anche meglio.. abbiamo detto che andremo a fare la spesa a piedi. anche le gambe sono meno gonfie.. il piede sinistro si è sgonfiato e la crema ora la metto solo ancora la sera.”
mi sorrideva il cuore sentire mamma che raccontava.. nella sua voce un pizzico di felicità ed orgoglio.. – quando ero giù avrei tanto desiderato che venisse a passeggiare con me lungo il mare.. mi sarei alzata anche all’alba quando ancora l’aria era respirabile.. pur di farla camminare un pò.. un pò di più.. – poi vedi la vita.. che per forza di cause maggiori ti porta a fare le cose giuste.. mi rasserena il suo racconto di ieri.. – io desidero che loro stiano bene.. oggi, domani ed in futuro.. – sorrido come una figlia può sorridere ai propri genitori.. sorrido come una mamma può sorridere ai propri figli.. mami e papi.. i miei eroi..
martedì venti agosto.. alzarsi la mattina per venire al lavoro quì.. sta diventando una prova di coraggio.
per la serie
“una nostra domenica diversa da altre”.. – un pò di fiatone all’inizio (alcuni punti dell’ascesa erano davvero ripidi).. ripagato poi però dalla veduta mozzafiato..
ventuno e ventisette.. mi è volato via un finesettimana.. troppo veloce.. – fuori dalla finestra splende una luna enorme.. mercoledì la piena.. – stanotte mi sa dormirò bene..

tanti giri
e tanti discorsi.. – mezzanotte e mezza.. sono rientrata da poco.. poco come anche il sonno.. allora scarico due foto dal telefonino.. scarabocchio qualche pensiero quì.. e magari digerisco anche la cena.. – belle le seratine così.. grigliando sulla terrazza di lilly e perdersi in foto e racconti fino a tarda ora.. – mercoledì sera riprendo in mano la fotocamera.. piccolo shooting lungo il fiume “questa volta mi dici quanto vuoi”.. non ce la faccio a chiederle soldi.. “mi offrirai una pizza e va bene così”.. – abbiamo deciso di iscriverci ad un corso di photoshop.. lunedì vedo se riesco a trovare qualcosa di abbordabile..
i giri oggi sono stati davvero tanti.. prima per il regalo di compleanno di fabi.. questa volta ha scelto lei.. e nonostante la sua indecisione (credo che in questo abbia preso dalla zia), abbiamo trovato in poco tempo.. – poi altri e tanti giri per una nuova bici ed un casco per ale.. che l’ha finalmente spuntata con lo skateboard (e anche questo ‘sa tanto di zia’..ero in quarta o quinta classe.. portai a casa lo skateboard di un compagno di classe.. lo tenni così a lungo che alla fine me lo regalò.. era verde fluo.. lo tenevo sotto al letto o in cantina.. mamma non voleva ci andassi “è da maschi e poi ti puoi fare male”.. invece ero bravissima ad andarci).. nel negozio infatti le ho fatto vedere come andarci (non la più bella delle figure ma ok “ziiiia guarda, ora riesco a fare le curve!” sorridevo..
domani si vorrebbe andare in montagna.. la meteo non porta molto bello.. io spero che le nubi proseguano il loro viaggio.. mi piacerebbe andare passeggiando tra le mhuu e le mhhhee.. – una meno cinque.. meglio andare a farmi cullare da morfeo.. – parlando di angeli.. stanotte ne ho sognato uno per certo.. aveva lunghi capelli marroni, un pò ondulati.. era al mio fianco.. mi diceva delle cose.. non le ricordo.. o forse non riuscivo a capirle nemmeno in sogno.. magari mi torna in sogno stanotte.. magari riuscirò a capire.. nottedoromondobello
incognato e non incognito
come diceva enrico brignano “tanto.. le vocali cinque sono.. non farà gran differenza dove metterle nella parola”.. – non parlo spesso di lui.. anzi.. ne parlo poco.. – prima ho notato che la sis ha cambiato la sua immagine su w.a. “beeelli na!” le avevo scritto – voglio recuperare un attimo.. dare spazio quì.. a chi.. anche se silenzioso e discreto, fa la sua parte.. importante.. ed infondo merita, mio cognato.. – taaataaa.. my brother in law.. mio fratello in legge.. (valli a capire gli inglesi).. – non ci vado sempre daccordissimo (mi pare ovvio.. sono di parte).. ma lo rispetto.. e quello che conta veramente è che ha il cuore al posto giusto.. – siamo della bilancia entrambi.. e a distanza di ventidue anni posso dire che un pò lo conosco.. – sorrido.. gli voglio bene.. e anche questo.. è quanto conta..
p.s. in questa foto è un pò sgualcito.. effetto “avvicinati che ti do un bacio” :o)
amoredizia
in terza classe i bambini iniziano ad andare a scuola in bici nei giorni nei quali hanno lezione di nuoto.. – stamane ho visto ale.. bella la mia nini.. col casco in testa pedalava dritta.. passando in macchina l’ho chiamata, attenta per non farla distrarre troppo.. mi ha salutata con la mano (io quando vedo le mie nini m’illumino).. – nei paraggi della scuola ho pensato di fermarmi, giusto per vedere se arrivano.. non arrivavano.. – allora ho fatto manovra e sono andata fino alla scuola.. – li l’ho vista.. con un gruppo di bambine stavano discutendo.. – sono scesa e corsa li per darle un bacio.. così.. “zia, ce l’hai tu un catenaccio per chiudere la bici? mamma si è dimenticata di darmelo..” (certo, la superzia va in giro attrezzata, anche di catenaccio.. sorrido).. – ho spostato la bici di dali più vicina a quella di ale e chiuso le due insieme.. le ho dato un bacio e loro sono corse in classe.. – inizio a lavorare.. col cuore pieno di gioia.. è un dono averle..
p.s. domani quì è festivo.. andrò ad ordinare la nuova poltrona.. sempre che arrivata li non cambi di nuovo idea..
una lacrima
tra una chiacchierata e l’altra s’era fatto buio “oh, oggi è la notte di san lorenzo. ci stanno le stelle cadenti.” mi sono alzata e messa al centro del giardino col naso all’insù.. dopo di me si sono alzati anche gli altri.. se qualcuno c’avesse filmato.. facevamo ridere un pò eh.. – non ho dovuto attendere tanto e l’ho vista.. era bellissima.. in cielo ha segnato una lunga scia bianca.. pelle d’oca.. un desiderio espresso.. uno solo..
prima, mentre stavo facendo delle cose.. coi pensieri spenti.. d’un tratto un nome per la testa.. caronte.. – strano.. ho guardato su wikipedia.. – non trovo il nesso con quanto sostiene la mitologia greca.. e sinceramente nemmeno con l’ anticiclone africano di luglio.. perchè quì finalmente siamo tornati a temperature simpatiche.. – buona domenica mondobello.. io oggi mi piazzo in giardino ed aggiorno il mio curriculum..
ti racconto..
attraverso i miei occhi..
ho catturato l’attimo.. bloccato il tempo e per un pò.. – conservato i colori.. il sapore.. il profumo.. – poi l’ho lasciato andare.. e lui in cambio.. mi ha regalato l’emozione.. indelebile..
“perchè con ogni tuo sorriso.. aggiungi una piuma alle mie ali..”
p.s. per fotografare mamma ci vuole arte (ovvero velocità ed astuzia..) ..ah, e quanto alla mia abbronzatura.. io sarei anche per il topless.. giusto per evitare i segni del bikini.. specie se ne hai alcuni (di modelli diversi).. ma trovo che non sia bello da vedere.. su nessuno (son’ gusti.. e poi comunque mi vergognerei.. parecchio)