semplicemente sei.. sostanza dei giorni miei.. sostanza dei giorni mei. una volta una persona disse.. “se c’è una cosa che ho imparato sulla vita.. è che va avanti” – avevo letto sulla pagina di jovanotti che lui non è un amante dei bilanci.. per cui non ne avrebbe fatti.. “si va avanti, tutto da fare, ogni passo è un primo passo, palla al centro!” – per l’anno che è appena passato non voglio fare bilanci ne resoconti neppure io. ho visto e vissuto così tante cose.. tante belle.. alcune meno.. sono cresciuta in questo duemilaetredici.. un anno che sicuramente mi ha segnata.. mi ha insegnato.. ed io ho imparato (e forse per l’una o l’altra ci sarà da ripassare). ho riso ed ho pianto.. tanto. il mondo gira.. questo mio mondobello.. tanto vasto e colorato.. quanto maestro severo. ieri un piccione è sbattuto contro un vetro di casa.. pensavo fosse qualcuno alla porta.. solo dopo.. vedendo delle macchie sul vetro.. mi sono accorta di lui.. di un colore non visto prima.. bianco con un disegno nero sulle ali.. si era fatto male.. mi osservava con la coda dell’occhio.. zoppicava. avevo deciso che avrei chiamato qualcuno.. qualcuno che avrebbe potuto aiutare.. mi sono seduta per un pò.. pensavo.. aspettavo.. e lui dopo.. è volato via. dicono che le colombe siano un segno di pace.. non era una colomba.. ma voglio pensare che non è sbattuto contro il vetro per caso. e mentre sto scrivendo.. forse ho anche trovato il nesso.. forse.. o forse no. che bello sarebbe poter capire i segni. – caro duemilaetredici.. che vuoi che ti dica? forse ci starebbe un grazie.. sicuramente.. anche.. ecco, ci sta anche. a te caro duemilaequattordici invece dico che voglio continuare così.. così come ho finito.. offrendo un bicchiere di spumante ad uno sconosciuto allo scoccare della mezzanotte.. in una piazza piena di gente che faceva il conto alla rovescia.. non c’era nessuno con lui.. “ho visto che è solo, questo è per lei, auguri e buon anno nuovo”.. poi sono tornata dalla mia gente. ecco, voglio continuare così.. guardando per vedere.. vivendo per emozionarmi.. lottando per ciò in cui credo.. amando.. perchè io sono. – ho preso un bel respiro.. benvenuto anno nuovo!

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thank you.. from the heart..
perchè alla fine.. quando vai via.. ciò che ti porti sono i bei momenti.. – mi hanno fatto una festa che era stu-pen-da.. anche un film che farebbe concorrenza alla universal (ho provato a ritagliarne alcuni pezzi).. – ed io? ma quanto ho pianto io? infiniti abbracci sinceri… baci.. ed un applauso finale quando sono andata via.. mi hanno davvero spezzato il cuore.. (riguardare il filmino ora.. rileggere dediche.. guardare fotoricordo che mi hanno incollato in un libricino.. è davvero uguale a farsi male..) – sospiro.. ora posso staccare.. accarezzare le mie emozioni.. rimettere a posto il cuoricino.. ho tempo per farlo.. – è tardi.. sono ’emotivamente’ stanca.. domani sveglia alle cinque.. – sogni d’oro e d’argento mondobello.. – inutile.. la vita è bella!

ultime ore…
devo solo ancora mettere via due tre cose.. dare l’acqua alle mie piante (poi se ne occuperà qualcun’altro).. fare la mia bella figura (emotiva) all’apertivo delle tre (siamo in due ad avere l’ultimo giorno di lavoro oggi).. mandare una mail per salutare tutti.. ma proprio tutti.. e poi..

non sarà semplice.. gli addii.. per me.. non lo sono mai stati.. – vabè che il mondo è piccolo.. e come con tutto nella vita.. mai dire mai.. mai dire mai più.. – e come canta tiziano “vorrei che fosse in un attimo già domani.. per reiniziare per stravolgere tutti i miei piani.. perchè sarà migliore.. e io sarò migliore.. come un bel film che lascia tutti senza parole…”.. sorrido..
mi ritorni in mente..
i miei tempi gloriosi da pallavolista..
ho accompagnato la piccola al suo primo torneo oggi.. era agitata.. amore di zia.. il numero di maglietta che le è ‘capitato’ era lo stesso che indossavo io nel mio primo anno.. il numero quattro.. poi dal secondo in poi ho potuto scegliere.. indossavo la maglietta numero sette.. e l’ho indossata per sette anni.. – sospiro.. credo che quelle bimbe potrebbero fare molto meglio.. ma si sa.. una squadra è brava quanto il suo allenatore.. e quella donna.. che mi si perdoni.. non vale granchè.. – sono comunque fiera della mia piccola grande donna.. molto fiera.. ha tanta voglia di giocare.. di fare bene.. e poi, appena avrà l’età, potrà cambiare società.. perchè io vedo il suo entusiasmo.. la stessa fame che avevamo negli occhi la sis ed io negli anni della pallavolo.. quanto li abbiamo amati quegli anni li.. (mamma e papà meno.. non c’eravamo mai per la cena.. allenamento.. i pranzi il sabato saltavano per le partite.. e la domenica c’erano i tornei. ricordo le battaglie a casa.. perchè ci facessero giocare.. nonostante lo ‘stare tutti insieme a tavola’ era diventato un rito molto raro.. ci hanno fatto continuare.. papà era fiero di noi.. e qualche volta veniva a guardarci senza dirci niente..

hmm.. io mi ci vedrei anche ad allenare delle piccoline.. insieme alla sis addirittura.. “sai na, c’erano le bimbe di una squadra, molto brave.. concentrate.. avevano due coach molto presenti e attenti.. si vedeva che erano una squadra..” “infatti io non sarei potuta andare li oggi, avrei sclerato”.. – credo ci sia bisogno di un diploma per poter allenare.. dei corsi.. intanto lo tengo a mente.. ci ripenserò tra un annetto.. forse seriamente.. – sono le otto meno un quarto ora.. ho acceso le candele in casa.. e quest’anno.. dopo tanto tempo.. ho anche fatto un piccolo decoro di stagione.. ma solo piccolo.. troppo ‘natale’ in casa di una single.. a me fa strano.. vabè.. punti di vista.. – sereno essere mondobello..

nostalgica-mente
oggi mi sono cullata in vecchi ricordi.. i tempi di gloria.. quelli dei tanti sorrisi.. degli animi leggeri.. scrivevamo l’anno duemilaeotto.. era di giugno.. una grigliata dopo il lavoro.. (mi ricordo ancora.. arnaud ed io eravamo giusto rientrati da un viaggio in macchina da marsilia, dove eravamo andati per lavoro.. stanchi morti).. – quelli erano i tempi, nei quali a lavorare si andava con gioia.. erano i tempi della condivisione, quanto li ho amati (e anche le persone, che oggi sono tutte altrove) – tempi passati – e come mi scriveva lea in un whatsapp questa sera “noi andiamo avanti”. lunedì sera la rivedo.. e forse per quest’estate chiamiamo in vita un revival party.. proprio come quella sera li.. perchè i tempi belli.. è giusto riviverli.. anche se solo per una sera… (ultime tre settimane..yes!)

domenica…
è sempre domenica.. o quasi.. – ero indaffarata fin dalle prime ore.. preparare il sugo.. tagliare la mozzarella.. apparecchiare la tavola.. controllare che non manchi niente.. mentre casa si avvolge nei profumi.. è quasi pronto.. – dicono che cucinare per qualcuno sia un modo per dirgli ti voglio bene… – buona domenica mondobello..

i miei top
si parlava di fare la nostra classifica.. la top10 delle nostre canzoni italiane preferite.. in assoluto eh.. – io ne avevo notate dieci.. poi cambiate.. poi aggiunte.. e poi nella mail gli ho scritto:
“secondo me.. le canzoni preferite cambiano anche con gli anni.. magari tanti anni fa di eros ne avrei detta una.. poi è arrivata favola.. – così come cresciamo noi.. crescono le emozioni.. e mutano.. ecco.. sta li il segreto.. niente finisce.. nemmeno le canzoni preferite.. ma se ne vanno ad aggiungere altre.. in base alle esperienze.. al modo nel quale ci hanno accompagnati.. accarezzati.. fatto ridere o piangere.. – ecco.. dieci canzoni son poche.. perchè poi limitarsi? e poi.. se dovessi rifarla tra qualche giorno o settimana.. ne aggiungerei altre ancora perchè in un primo momento magari non ci pensavo.. “
poi ho mandato una mail a due miei amici.. facendo loro la stessa domanda.. entrambi inizialmente in difficoltà (e poi dipende anche dallo stato d’animo del momento no?).. ma la cosa sorprendente.. anzi, non è soprendente.. avevamo tutti come minimo un pezzo di battisti.. grande lucio.. tu resti nel tempo.. come una spina che non sa andar via (come sta cantando sarcina proprio ora..)
“a te che sei il mio presente.. a te la mia mente.. e come uccelli leggeri.. fuggon tutti i miei pensieri.. per lasciar solo posto al tuo viso che come un sole rosso acceso.. arde per me...”
ero arrivata a quattordici cantanti.. ventuno pezzi.. scrivevo il titolo e poi aggiungevo “ma forse anche…” – no, sulla musica non chiedetemi di limitarmi..
la giornata del futuro
la chiamano così.. – oggi gli adulti, genitori, zii o parenti che siano, possono portare al lavoro i loro figli, nipoti eccetera per la giornata del futuro. viene data loro la possibilità di “vivere” un giorno lavorativo dei grandi.. da grandi. stamane affacciata alla finestra ho visto passare la macchina di mia sorella.. con lei oggi c’è anche mia nipote. prima ho mandato una mail alla sis, al lavoro.. e mi ha risposto mia nipote (che gioia :-D ).. mi hanno fatto vedere il programma che la loro azienda aveva preparato per questi figli del futuro. anche quì da noi oggi ci sono dei bambini.. – bello, davvero una buona iniziativa. trent’anni fa’ mica era così.. trent’anni fa’ a stento sarei riuscita ad immaginare cosa fanno gli adulti al lavoro. oggi è tutto diverso.. oggi il settore della mano d’opera è in diminuzione continua, ci sono i macchinari, i computer, tutto viene automatizzato.. – trent’anni fa’ alla domanda “che lavoro fanno tua mamma e tuo papà?” avrei risposto “mamma lavora come cucitrice.. e papà lavora sui tetti..” – si, era tutto diverso trent’anni fa.. le opzioni erano due.. o eri bravissimo a scuola (o senza voglia di lavorare) e potevi andare all’università oppure facevi un apprendistato (a secondo di quant’eri bravo a scuola, avevi più o meno opzioni.. più o meno scelte su quello che forse un giorno sarebbe diventato il tuo mestiere).. eccetera eccetera.. bon.. non è che oggi sia molto diverso quanto alle opzioni.. ma i genitori di oggi.. i figli di ieri.. hanno un bagaglio diverso.. mica come mamma e papà.. che negli anni sessanta come bagaglio avevano una valigia con la quale sono emigrati all’estero per cercare lavoro.. un pizzico di fortuna.. una vita migliore.. – il nostro bagaglio.. di noi figli di ieri.. è la conoscenza.. il sapere di quanto era ieri ma soprattutto conoscere quanto è oggi.. poi.. quello che sarà domani.. è tutta un altra storia. – avevo iniziato a scrivere questo post un ora fa.. tu pensa avessi potuto scriverlo tutto d’un fiato.. di getto.. sai che racconto ne sarebbe uscito..
e mi ricordo ancora..
esattamente oggi sei anni fa.. la mia prima volta dietro ai microfoni della nostra piccola emittente.. non avrei pensato che se lo fosse segnato quando glie ne parlai tempo fa’.. ma meno ancora.. che oggi si sarebbe presentato con un piccolo pensierino.. semplice.. fatto con dedizione.. dietro c’è scritto “con affetto Michele”…

il mio cielo
sono le dieci e mezza.. mi ero appena affacciata per guardare il manto di stelle.. una splendeva forte.. ho aperto l’applicazione di google sky map.. sorridevo nel leggere quanto segnava il display.. giove.. in tutto il suo splendore.. e dire che da lontano sembri una stella anche tu.. caro zeus.. a destra una costellazione luminosa.. orion… emozione – ma quant’è bello il cielo ricoperto di diamanti?