i primi passi sul ghiaccio erano incerti.. ma dopo qualche giro i pattini andavano lisci.. è stato come tornare ragazzina.. quando il sabato sera si andava alle ‘ice-disco’.. – bellissimo vederli tutti sorridenti.. ho riso tantissimo io.. anche mentre stavo col sedere a terra (pensavo che la piroetta continuando all’indietro mi sarebbe riuscita alla prima volta.. pensavo) ..ottima la compagnia.. tante le chiacchiere.. domattina magari porterò i segni.. poco importa perchè alla fine.. cene natalizie aziendali ‘can be real fun’ (e dire che avevo poca voglia di andarci)..
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i quadri ai muri
ne ho qualcuno.. ma stanno tutti appoggiati a terra (tranne uno).. proprio non riesco ad appenderli.. – forse per quel senso di ‘definitivo’.. forse per paura che potrebbero stancarmi vedendoli sempre.. non so.. ma faccio tanta fatica.. – oggi però ho preso martello e chiodi.. solo che anzichè appendere l’ultima tela che ho fatto ho appeso questa.. non in casa però.. sta fuori davanti all’entrata.. lì ce la vedo bene.. – febbraio duemilaedue.. avevo appena iniziato a dipingere..
siamo alla frutta but the show must go on
ottocentoquarantanove post e duemiladueccentoedue commenti in cinque anni.. – ho iniziato l’operazione ‘custodiscimi’.. non so ancora come si chiamerà il mio nuovo piccolo mondo (anche perchè i 3cento60gradi nello spazio del worldwideweb sono già occupati) e oggi proverò a far vagare la mia mente.. anima.. e quant’altro per arrivare ad un nome che sia io.. – grazie al cielo ho il sostegno morale ma soprattutto pratico di un piccolo angelo corso in aiuto (grazie ale.. fin da sempre e fin da ora).. – spero che questo non sia l’ultimo post (ovviamente lo ‘spero’ si riferisce al fatto che spero di non fare danni) e che questo posto resti ancora leggibile finchè non avrò poi sistemato la mia nuova dimora.. potendo.. a chi passa da quì regolarmente.. periodicamente.. ou quoi que ça soit.. lasciare il nuovo recapito.. – ammetto che sono un pò preoccupata.. ma sorrido.. perchè gioisco come una bambina per quanto sta per nascere :o)
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buon sabato mondobello
tra le righe
di una mail..
"cara monia.. voi donne se non ci foste.. la vita sarebbe troppo triste.." ..- e poi mi ha raccontato una storia che non conoscevo.. lasciandomi il sapore di una leggenda.. di una favola.. mi è piaciuta.. tanto che ora la riporto.. "sai che le befane erano bellissime giovani che volavano sui campi per portare fecondità all’inizio del nuovo ciclo vitale.. nelle campagne la gente anche secoli dopo l’arrivo del cristianesimo le festeggiava e venerava. la chiesa ha pensato bene di trasformare queste figure in vecchie brutte che venivano bruciate con il passato, invece di rappresentare il nuovo che arrivava.." – bellissime giovani.. bruciate al rogo.. – quante cose che non so..
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di una canzone..
l'ho trovato nella buca lettere il cd.. me lo aveva lasciato li sapendo che mi sarebbe servito questa sera in radio.. – lo sto scoprendo piano piano.. ma quasi con violenza mi trovo catapultata e legata nei testi.. nelle melodie di una piccola orchestra.. – è bello..
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"ho incontrato il tuo sorriso dolce, con questa neve bianca adesso mi sconvolge, la neve cade e cade pure il mondo anche se non è freddo adesso quello che sento e ricordati, ricordami: tutto questo coraggio non è neve. e non si scioglie mai, neanche se deve. non darsi modo di star bene senza eccezione, crollare davanti a tutti e poi sorridere. amare non è un privilegio, è solo abilità, è ridere di ogni problema.. mentre chi odia trema. il tuo sorriso dolce è così trasparente che dopo non c'è niente, è così semplice, così profondo che azzera tutto il resto e fa finire il mondo.. e mi ricorda che il coraggio non è come questa neve.."
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con la trasmissione in radio è finita la mia giornata degli impegni.. mentre ora sta finendo anche novembre..
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p.s. ho smaltito barcellona.. ma non riesco a smaltire i chilii di troppo :o(
p.p.s. vivaldi e mozart sono ottimi compagni di lavoro 'sotto pressione' :o)
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si no hablas español no es un problema
perchè a barcellona sono in tanti a masticare l'italiano.. tanti ma non tutti.. come per esempio il signore anziano che ci ha venduto delle cosine molto chic per le piccole "con migo solo en catalán o en español" mi aveva detto.. bene.. che spagnolo sia (infondo è bastato rispolverare quanto appreso in poche lezioni cinque anni fa, un pizzico di simpatia ed un sorriso per far si che ci s'intendesse a meraviglia :o) ) ..di barcellona mi porto il non-senso d'orientamento (mai stata in una città dove orientarmi mi è stato così difficile.. proprio non ce la facevo).. mi porto le vie strette ed affollate del barrio gótico con i suoi negozi e locali.. le sue mostre d'arte ed i profumi tipici.. – mi porto gaudí.. del quale ascoltavo la storia narrata durante il percorso turistico in bus.. lui dell'architettura singolare.. del parco güell e della sagrada familia.. ma anche della casa batllo, che emane un aura stupenda.. gaudí che dai barcellonesi viene soprannominato "l'architetto di dio".. – mi porto lo stadio del fcb.. che m'interessava poco ma per far contente le altre donnine sono andata a visitare.. – mi porto i chilometri fatti a piedi e le spalle dolenti la sera.. – mi porto uno shopping di quelli che ricordo dei tempi dei miei vent'anni.. – mi porto le nostre risate.. quelle di chi ha bevuto un bicchiere di sangría di più.. le guance arrossite.. le pance piene.. – e ora.. bhe.. ora mi porto ancora il sonno.. quello perso nelle due notti spagnole.. (che a vent'anni queste cose le facevi giocando.. oggi il 'recovery time' è più lungo).. – detto questo.. sono le nove e qualcosa.. magari oggi ce la faccio ad andare a letto un pò prima.. – sogni d'oro ed argento mio caro mondo..
estoy de vuelta
bene ma tanto tanto stanca.. finisco di fare il bucato e..
buona notte mondo..
p.s. para el cuento voy a volver.. esta noche no es cosa :o)
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così tanto.. in un piccolo scorcio di testo
un conto è volere vedere le stelle, un conto è farsi guidare..
un conto è saperle là in alto e lasciarle un pò fare..
un conto è la vita che imposta il suo gioco..
un conto è averlo capito..
per la serie ‘forza di volontà e varie’
si può correre a casa, cambiarsi, ripartire di fretta e.. una volta arrivati sotto la palestra fare dietro front? altro che.. e mi sto addirittura specializzando :-/
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tra le varie ci metterei che.. anche se splinder chiude io non mi perdo.. tornerò.. – non so ancora che abiti vestirò.. ma saranno colorati ed avranno il mio profumo :o) ..ora sto cercando di capire come meglio fare per trasferire il blog senza perdere cinque anni di.. – sospiro.. speriamo bene.. – de toute façon (perchè accedere a splinder sta diventando molto faticoso) questa piattaforma darà la possibilità del redirect.. quindi.. presto o tardi (non troppo però).. al mio nuovo indirizzo ci si arriverà (vedi mai che non faccia in tempo a lasciare quì il nuovo recapito ;o) )..
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vabè mondobello.. magari stasera mi do alla meditazione.. che così mi hanno consigliato.. (riecco il discorso della forza di volontà).. riiiido :-D
i cattolici non sono altro che giudei moderni
sono quindici anni che sta li quel tempio.. innumerevoli volte ci sono passata accanto in macchina.. tante le volte che mi ero detta che un giorno sarei andata a vedere.. a dare un occhiata.. – oggi anzichè passare dritta ho svoltato a sinistra.. ho rallentato.. quasi non volevo fare rumore.. non volevo mi si notasse.. – c'erano tanti cinesi.. tailandesi.. portavano buste di plastica con dentro cibo.. non capivo.. ma ho parcheggiato la macchina e mi sono avvicinata.. – all'ingresso cercavo di leggere.. cercavo la parte scritta in tedesco.. ero nell'orario di visita.. quindi potevo entrare.. – ho aperto il grande cancello verde e mi sono ritrovata in un mini giardino (senza erba).. davanti a me il maestoso tempio.. una fontana piena di pesci rossi.. – non c'era nessuno.. solo due bambini piccoli che giocavano.. – "e ora che faccio?" mi sono avvicinata ai bambini ed ho chiesto se sapevano dove si entrava.. ridevano e mi dicevano di andare con loro.. arrivata di sotto ho capito subito che non dovevo andare li.. c'era un enorme comunità di persone asiatiche che si apprestava a preparae una festa.. un ricevimento.. non saprei.. ho sorriso e sono tornata fuori.. mentre tornavo alla fontana mi stava venendo incontro un signore.. decisamente europeo "mi scusi, si può visitare il tempio?", "si certo, però deve togliere le scarpe.. guardi se vuole la accompagno io e le racconto un pò di storia" (se voglio? mi ero illuminata..) "molto volentieri, se lei ha tempo" – da lì a poco mi sono ritrovata nel tempio, guida privata inclusa :o) .. – non sapevo dove guardare per primo.. avevo i brividi.. ero circondata da dipinti stupendi.. scimmie ed angeli dorati.. soldati e monaci.. tutto dipinto con cura fin nei minimi dettagli.. (un artista tailandese mi stava dicendo e che gli era voluto un anno e mezzo per compiere quell'opera.. – un pò come la cappella sistina.. ma tutta una altra storia) – tanti fiori.. c'era un profumo di fiori fortissimo.. – al centro c'era lui.. un enorme statua dorata del buddha – mentre io comtemplavo le pareti la mia 'guida' si era inginocchiata esercitando un piccolo rito di preghiera.. poi si è alzato ed ha iniziato a raccontarmi la storia di quel tempio.. del legame che la principessa della tailandia aveva con la svizzera (suo figlio studiava a losanna).. della piccola comunità monastica che vive li accanto.. delle variazioni del buddhismo (quello tailandese.. quello tibetano.. quello cinese eccetera) – raccontava con tanto trasporto.. poi mi ha raccontato di se.. di come quattordic'anni fa era vicino al suicidio.. di come un grande maestro buddhista lo aiutò.. attraverso la preghiera e la meditazione.. a ritrovare se stesso.. il senso delle cose.. della vita.. – aprì il portafoglio e tirò fuori una foto "questo sono io.. ho vissuto in un monastero buddhista in tailandia anni fa.. prima di partire avevo imparato la loro lingua.. le loro regole.. (sono più di duecento e severissime).. vede quì? mi ero rasato i capelli e le sopracciglia", "perchè i monaci si radono le sopracciglia?", "per non piacere alle donne.. le donne sono un tabù per loro.." – quante cose mi ha raccontato in quel breve spazio di tempo che ero rimasta li.. – dopo una mezzoretta ci siamo salutati.. io salita in macchina.. lui.. non lo so.. – e non so nemmeno perchè quel signore che abita ad ottanta chilometri da quel tempio, si trovava lì poprio oggi per pulire la tomba della sua ex ragazza.. – che storia la vita.. :o)
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n.b. il titolo del post.. una delle tante altre cose che mi ha detto e spiegato quel signore.. di cui.. non conosco nemmeno il nome..
perchè se non senti rumori..
vuol dire che è ancora notte.. – è luna piena.. oggi.. ed io per non venir meno alle mie abitudini sono sveglia da un bel pò.. inutile girarci attorno.. io la luna la sento e non ho la dote del 'girati dall'altro lato e riaddormentati'.. – ho preso il caffè e fatto colazione.. le notizie.. mha.. ma anche no.. ho le orecchie intasate – però ho letto altrove.. ovvero gira voce che splinder possa chiudere i battenti – mi auguro di no.. anche perchè non saprei come salvare questo mio piccolo posto.. cinque anni di pensieri e parole..
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dieci novembre.. ed ulmi ha già perso quasi tutte le sue foglie..
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addendum: qualche suggerimento su come portare al sicuro i miei trecentosessantagradi?