loro non si spaventano.. – e chi sa.. se non fosse stato per quella signora con i suoi cani.. che incrociandomi mi ha detto “se è fortunata, più avanti vedrà dei cerbiatti”.. io la bambi-family magari non l’avrei vista.. talmente ero immersa nell’atmosfera.. nei rumori del bosco.. affascinata dal gioco della luce.. in apnea nel mio mondo.. – ora che ci penso.. ma i cerbiatti.. dinanzi a cani non tenuti alla catena.. non sarebbero dovuti scappare prima?
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papi
cuffiette alle orecchie.. lavoricchiavo.. ascoltavo l’arrangiamento di ‘lettera di un padre alla propria figlia’.. – quanto trasporto in quelle parole.. amore e delicatezza.. mi sono sparate le lacrime agli occhi.. – io so che mio papà non la scriverebbe mai una lettera del genere.. non è da tutti scrivere.. non è da tutti.. esternare. – ricordo i tanti bigliettini che ci lasciava sul tavolo della cucina.. firmandosi sempre “papi”.. – no, papà non la scriverebbe una lettera del genere.. – lui appartiene a quel gruppo di papà che non dicono ai propri figli quanto gli vogliono bene.. e non perchè poveri di parole.. no.. ma perchè non gli è mai stato insegnato.. non l’hanno vissuta loro.. loro che sono cresciuti tra la guerra e la fame.. grandi ancora piccoli.. – sto cercando di ricordare se lo abbia mai detto alle sue nipotine.. (e mi viene in mente mamma che dice “lui con loro sta recuperando tante cose che avrebbe voluto fare con voi”).. credo di si.. credo proprio di si.. – ooh papi mio.. brontolone dal cuore d’oro.. a me non sono mai mancati quei ‘ti voglio bene’ perchè non mi è mai mancato il tuo affetto.. a modo tuo ce lo hai sempre detto.. – oggi è la tua festa papà.. e anche se dici che non gli dai importanza.. so che sei contento quando ti chiamiamo.. – ooh papi mio.. gran bel compito che hai lasciato alle tue figlie.. imparare ad esternare.. anche con le parole.. – io ci sto ancora lavorando.. a volte me la cavo.. con le piccole viene facile.. – e anche in questo.. avrò preso proprio da te papà.. – io so che tu lo sai.. anche se non te lo dico mai..
non lascio il testo della lettera.. perchè questa va veramente ascoltata.. se siete passati da quì.. e vi avanzano due minuti.. ascoltatela..
una nuova galassia?
a guardarla così sembrerebbe.. – è giusto uno degli scatti di ieri sera.. mentre cercavo di immortalare attimi dello spettacolo di fuochi d’artificio più grande della svizzera.. evento che si tiene ogni tre anni a marzo.. – a me piace la storia che c’è dietro.. perchè pare venga visto come rituale per scacciare l’inverno.. sessanta minuti.. con gli occhi al cielo..
p.s. io però trovo molto più affascinante ed emozionante contemplare la congiunzione di venere e giove.. in un cielo limpido.. che all’imbrunire si veste con i colori del tramonto ..
ora ti vedo
se ne stava li così.. chi sa da quanti decenni quello è il suo posto fermo.. – forte.. anche se mutilato.. – proprio ora mentre guardo questa foto.. in quell’albero ci vedo mio nonno.. – una roccia di uomo.. anche se negli ultimi anni di vita zoppicava.. a stento camminava.. ma guai a dubitare della sua forza – …questa sera mi manchi nonno.. e vorrei tanto riuscire a trovare un pò di quella tua forza.. vorrei tornassi a dirmi.. che andrà tutto bene..
lei
dietro alle mie piccole stelle ci sta una grande donna dal cuore d’oro.. la loro mamma..
mia sorella.. and i am so proud of her..
“suona per me amore mio”
m‘incanto a vedere le sue piccole mani scivolare sulla tastiera del piano.. “questo è il pezzo che piace a te zia, vero?”..sorrido quando sbaglia e si agita “riprova.. senza fretta”.. sta diventando brava la mia piccola stella.. veramente brava.. – brucia ancora in me il desiderio d’imparare il piano.. ma questo piccolo sogno ora lo metto nel cassetto.. un anno.. un pò più.. – per un anno lascerò in sospeso un pò di cose.. un pò di creatività.. un pò di fantasia.. – e so già.. che quando sarà il momento di riaprirlo.. lo farò col cuore gonfio di gioia.. – ..nel frattempo.. ascolterò suonare te.. amore mio..
“perchè se hai un obiettivo.. troverai anche la volontà”
faccio foto
perchè mi piace farlo.. – tra dieci giorni il workshop.. finalmente qualcuno mi farà vedere i vari trucchi del mestiere.. le cose (chiamasi anche infinite rotelle e bottoni) che ‘bisogna’ sapere a cosa servono e come si chiamano (adamo ed eva?) – sono anni che faccio foto.. ma ora mi sento un pò così.. tornata agli inizii..
stasera le ho raccontato del libro che sto leggendo.. è rimasta perplessa.. uscendo dalla stanza ci siamo fermate davanti ad un quadro.. l’albero della vita.. oggi per la prima volta l’ho veramente guardato
i had a dream..
ho..
scoperto che il tabasco nell’insalata ci sta da dio-riso così tanto da sentire male agli zigomi-passato due ore in quarantena per un virus-vinto a ping-pong dopo anni che non giocavo-dormito così poco che la sveglia si rifiutava di suonare-preparato i modelli nel backstage-vestito maschile sentendomi molto femminile-riconfermato alcune mie teorie sui paraculi-scoperto che il termine ‘sei proprio un claudio’ mi sta parecchio simpatico
haaatciù
che mi stia raffreddando? – domenica di scatti.. io e la mia canon.. avevo anche deciso di affrontare il freddo, vestita come una cipolla e poi cappello, sciarpa e guanti.. – sono giornate bellissime.. il sole che illumina i campi innevati.. piccoli laghi ghiacciati.. – e allora che fai, mica resti in casa? ..no, ma un paio di guanti termici oggi mi avrebbero fatto veramente tanto comodo.. (mani gelate.. dolore.. ero in preda al monologo.. m’ero allontanata parecchio e c’era da rientrare.. tanto freddo) – sono le ottoequalcosa.. stasera mi sa che non tardo.. magari leggo qualche riga.. magari mi addormento anche..