cos’era che diceva neruda?

io direi che si dorme poco – papà direbbe “ti è piaciuto stare fuori fino a tardi?..” il resto non lo scrivo.. che i papà mi sa che la pensano tutti allo stesso modo .. – bhe si.. mi è piaciuto.. però non ho fatto storie stamane e al suono della sveglia sono saltata fuori dal letto.. – ma oggi è dura.. – oggi.. dove una mail di poco fa diceva “dopo ti andrebbe di aiutarmi a disegnare la vetrina?” (in altre parole “ti andrebbe di disegnarla te?”).. – in programma ci sarebbe stata la cena.. e ora ci sarà anche la digestione creativa.. ehh vabè.. cosa non si fa.. (per esempio: dormire poco).. – cinque minuti dopo altra mail “porti anche la fotocamera?”, “vuoi che ti faccia delle foto?”, “perchè no!” – capita la storia?.. – caro morfeo.. stanotte.. quando tornerò a casa.. non ti chiederò carezze e sogni belli.. per stanotte ti chiedo solo una piccola cosa.. fammi crollare in un sonno profondo.. di quelli che dormi poco ma sarà come se avessi dormito tanto.. grazie angelobello.. fin da ora..

ecco, io ora potrei scrivere anche un paio d’ore

dieci meno otto.. questa sera niente studi.. sono riuscita a finire il riassunto del modulo prima del previsto.. si perchè ora ho un piano (già.. miracles happen!).. “mi sento sotto pressione.. sento che mi manca tempo.. non ci sto dentro”, “cosa puoi fare allora?” mi aveva chiesto.. eh.. cosa posso fare.. mica ci arrivavo.. esattamente una settimana fa ero a dir poco disperata.. morale a terra. “scriviti un piano”.. un piano?.. e allora mi sono stampata un calendario.. marcato in rosso le giornata dove lo studio non ci sta.. in altri tre colori i tre moduli restanti fino a metà ottobre.. ho finito il primo.. tre giorni prima del previsto.. – posso dire che sono fiera di me? sono fiera di me, ecco! si lo sono.. per l’impegno.. la tenacia ed il ‘volore’.. – caratteristiche che io non ho mai assimilato agli studi.. (che io ora, da adulta.. ho prima dovuto “imparare come si studia”.. suona banale ma non lo è.. non è che ancora abbia trovato ‘il’ metodo.. ma più vado avanti.. più mi ci trovo.. come con dei jeans nuovi.. prendono la loro forma e comodità dopo un pò che li indossi.. ) – ..mentre scrivevo le prime parole di questo post nella mia testa rimbombava “il piano”.. mi ero promessa un ‘mai più’ anni fa.. lungi da me il solo pensiero.. avevo ventott’anni quando riconobbi che non serve a niente ‘pianificare’…… vabè.. altra storia.. lunga.. troppo impolverata.. che faccio? un gran bel soffio per vedere che c’è sotto? poi però ci sarà da tossire.. polvere o stupore? niente soffio e niente roba vecchia per aria.. – però una cosa va detta.. quanto alla scuola il piano ci sta.. ci sta con tutte le scarpe.. – il titolo al post lo metto ora.. voilà.. e ora.. dopo un giro di vanvera un giro di sogni.. ciao mondo!

ci sto pensando..

se e cosa lasciare nero su bianco di questo weekend agli sgoccioli.. ho le immagini di un muro alto più di tre metri.. una corsa in ospeale.. un gesso con la fasciatura gialla – non il mio.. – dicono che alcune cose siano inevitabili..- menomale che c’era l’erba.. meno male che c’era l’angelo.. – poi ti chiedi.. ‘avrà alemno imparato qualcosa dall’accaduto?.. lo spero tanto.. 

ma come?

“ad ogni volta che vengo per tagliare le punte mi dici ‘allora, quando li tagliamo corti corti’, ed oggi che ti dico taglia, tu mi dici ‘nooo, che peccato, sono così belli’ ” – non li ho ancora tagliati cortissimi.. intanto mi va il caschetto.. e son partiti un diciotto centimetri.. allez!

ore sette del mattino.. e ‘loro’ non ne vogliono sapere di piega ;o)

e tu ti chiami?

oggi avevamo un ospite in radio.. una lei che scrive un articolo sulla nostra radio e sull’integrazione.. aveva scelto il nostro pogramma.. – all’inizio ero tranquilla.. “tanto..” pensavo.. poi però ho visto che prendeva un sacco di appunti mentre parlavamo.. prendeva appunti sulla musica.. chiedendo il perchè ed il per come.. sui nostri gesti (si che noi si gesticola come se avessimo delle webcam puntate addosso.. ma poi che avrà scritto lei?).. chiedeva a michele di tradurre dei miei pensieri metaforici – insomma.. alla fine.. quando ti impegni a fare bene va a finire che fai male.. che faccio partire il pezzo sbagliato.. vabè, non era la prima volta.. ma che ti sbaglio la coniugazione di un verbo.. elementare watson! eeeeh vabè.. chissenefrega.. – ah.. dopo c’era anche il fotografo.. io pensavo “giusto una foto”.. avevo pensato male.. tuttaunaseriedifotoemicaspontanee “mettetevi così.. guardate me.. guardate il microfono.. ridete.. ora fate finta di parlare”.. ed io parlavo “ma quando avrà finito di scattare foto che io gnà fò più e quì dentro ci saranno oltre trenta gradi e poi in foto fatte così vengo male e deciderà lui quale pubblicare ed io non le avrò nemmeno viste prima e bla bla bla”.. tanto lui non capiva :o) – l’articolo sarà pubblicato ad ottobre.. sono curiosissima..

p.s. lei dopo mi ha anche intervistata.. e.. mi ha lasciato un complimento.. – l’ho preso tutto e lo annaffierò ogni tanto.. così resterà raggiante.. così com’ero io in quel momento

avevo su per giù quattro anni

andavo all’asilo.. e tra l’altro facevo queste cosine quì.. su qualcuna la maestra poi ci aggiungeva il testo di canzoncine.. ero ancora piccolina per scrivere..

p.s. sapevo che mia nipote custodisse qualcosa della mia infanzia.. ma rivedere questo quaderno oggi.. emozioni.. “zia, vieni che ti voglio far vedere una cosa..”

p.p.s. che bel mondo colorato.. e l’angelo con l’abito con su i soli e le stelle.. sorrido..

addendum: quelle due bime in giallo.. a pelle direi che siamo io e la sis.. mentre il coniglio gigante.. vuoi vedere che ha a che fare con una visione che ebbi intorno ai due o tre anni? abitavamo a buchs in quel periodo.. ricordo che era un appartamento a piano terra (da un lato si poteva uscire in giardino.. l’altro era rialzato.. si perchè dall’altro una volta mia sorella cadde dalla finestra.. (come fa una bimba di un anno cadere dalla finestra?.. ehhh mia sorella già allora era un peperino).. mamma spesso ci racconta quell’episodio.. – io di quel periodo non ricordo niente.. tranne quella strana cosa che un giorno vidi in giardino.. e ricordo.. che rimasi pietrificata – papà tempo fa mi spiegò dov’era che abitavamo.. ma io non ho idea.. forse quelle case non ci sono neanche più.. non so.. magari tornandoci.. tornerebbe nitida anche quell’immagine..




ho deciso

che tanto lo sapevo da un bel pò.. – ritaglio i capelli.. – io proprio non sono una dai capelli lunghi.. per di più li lego sempre.. (poi però mi guardo allo specchio e penso “belli.. son belli.. magari non li taglio..” pensiero di corta durata.. perchè poi vedo ragazze in giro.. su copertine.. con tagli sbarazzini e penso “fooorte.. lo voglio pure io”.. – li taglio, tanto ricrescono.. ed evviva i diversivi) – appuntamento fissato :-D

p.s. ora mi viene da canticchiare questa “anna dai capelli roooossi vaaaa.. vola e va come una rondine..” – vabè.. non ho i capelli rossi.. ma il nesso c’è no? perchè al mondo voglio sorridere ;o)
p.p.s. ma quanto erano belli i cartoni animati di una volta..

sfogliando una rivista

non sono mai stata una grande cuoca e non lo nego.. ma non perchè non ne sono capace.. solo perchè cucino poco.. – avevo diciott’anni.. stefano, un mio amore estivo con la pk bianca che passeggiando rubava fiorellini per me (uno credo di averlo ancora in un vecchio diario) una sera mi disse “come baci bene, insegnami a baciare come baci tu”.. sorrido.. a scriverla quì così sembra un vanto.. vabè.. ogni uno la legga come vuole.. – dicevo di stefano.. che quando baciava sembrava un vortice.. ora rido.. ma davvero erano ‘bizzarri’ i suoi baci.. – e ora mi torna in mente anche il mio primissimo bacio.. ne ricordo la trama.. non il sapore.. ma ricordo benissimo che non mi piacque.. lo stesso ragazzo poi l’ho baciato ancora.. ancora e per tanto.. mamma quanto ci si baciava a lungo da giovani.. – i baci.. belli i baci.. intensi.. passionali.. travolgenti.. – ricordo una sera di non troppo tempo fa.. con un ragazzo a tavolino ne si parlava.. cosa per noi era più intimo.. il bacio o il rapporto in se?.. eravamo della stessa opinione.. il bacio.. – e ora mi potrei veramente dilungare sull’argomento.. fuoco.. ma io volevo parlare di quella cosa della rivista.. – prima appunto.. sfogliando una rivista ho visto un insegna.. di quelle che puoi attaccare ai muri ecc.. e mentre la guardavo mi è tornata in mente la coppia al mare della settimana scorsa.. erano in acqua abbracciati.. fin li niente di strano.. anzi.. poi lui le ha dato un bacio.. due.. lei ha risposto.. – non mi sono piaciuti i loro baci.. si perchè anche sul baciare.. questione di gusti e a me i loro non piacevano.. erano quei baci piccolini con le labbra chiuse quasi un pò a punta..  e la passione? il trasporto?.. naaaaa.. non esiste.. – allora.. dicevo della rivista.. un coso come questo sulla mia porta di casa ce lo vedrei
i-kiss-better-than-i-cook
buoni baci mondobello :*)