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ecco.. io avrei bisogno di ricaricare.. mentre il mio corpo pare non ne voglia sapere.. ci vuole pazienza.. poi tornerò leggera come una nuvola.. – intanto sono le sei e zero due.. un ora fa ho aperto gli occhi.. – ho fatto colazione e mi sono controllata la posta.. dato un occhiata veloce a siti e varie.. ed aggiunto un altro appuntamento in agenda.. – siamo alle solite.. arriva dicembre.. e con dicembre i tanti “caffè con dolce o pizza e birra?”.. sorrido.. tutti vogliono vedere tutti a dicembre.. – ventuno novembre.. inizia il mio countdown lavorativo.. le ultime quattro settimane.. poi.. aria nuova.. non so ancora che profumo avrà.. ma credo che saprà di buono.. – stasera torno dal mio amico cinese.. il signor lin.. haaai.. “la sua muscolatura lì è debole”.. e dire che pensavo di avere una schiena forte.. quando riprenderò la palestra cambierò qualcosa.. intanto le do tregua.. mi do tregua.. – mi piacerebbe tornare a letto ora.. tuffarmi sotto al piumino.. stropicciare il cuscino e cadere in un sonno profondo.. sognare.. – non si può.. mi preparo..

i miei top

si parlava di fare la nostra classifica.. la top10 delle nostre canzoni italiane preferite.. in assoluto eh.. – io ne avevo notate dieci.. poi cambiate.. poi aggiunte.. e poi nella mail gli ho scritto:

“secondo me.. le canzoni preferite cambiano anche con gli anni.. magari tanti anni fa di eros ne avrei detta una.. poi è arrivata favola.. – così come cresciamo noi.. crescono le emozioni.. e mutano.. ecco.. sta li il segreto.. niente finisce.. nemmeno le canzoni preferite.. ma se ne vanno ad aggiungere altre.. in base alle esperienze.. al modo nel quale ci hanno accompagnati.. accarezzati.. fatto ridere o piangere.. – ecco.. dieci canzoni son poche.. perchè poi limitarsi? e poi.. se dovessi rifarla tra qualche giorno o settimana.. ne aggiungerei altre ancora perchè in un primo momento magari non ci pensavo.. “

poi ho mandato una mail a due miei amici.. facendo loro la stessa domanda.. entrambi inizialmente in difficoltà (e poi dipende anche dallo stato d’animo del momento no?).. ma la cosa sorprendente.. anzi, non è soprendente.. avevamo tutti come minimo un pezzo di battisti.. grande lucio.. tu resti nel tempo.. come una spina che non sa andar via (come sta cantando sarcina proprio ora..)

a te che sei il mio presente.. a te la mia mente.. e come uccelli leggeri.. fuggon tutti i miei pensieri.. per lasciar solo posto al tuo viso che come un sole rosso acceso.. arde per me...”

ero arrivata a quattordici cantanti.. ventuno pezzi.. scrivevo il titolo e poi aggiungevo “ma forse anche…” – no, sulla musica non chiedetemi di limitarmi..

la giornata del futuro

la chiamano così.. – oggi gli adulti, genitori, zii o parenti che siano, possono portare al lavoro i loro figli, nipoti eccetera per la giornata del futuro. viene data loro la possibilità di “vivere” un giorno lavorativo dei grandi.. da grandi. stamane affacciata alla finestra ho visto passare la macchina di mia sorella.. con lei oggi c’è anche mia nipote. prima ho mandato una mail alla sis, al lavoro.. e mi ha risposto mia nipote (che gioia :-D ).. mi hanno fatto vedere il programma che la loro azienda aveva preparato per questi figli del futuro. anche quì da noi oggi ci sono dei bambini.. – bello, davvero una buona iniziativa. trent’anni fa’ mica era così.. trent’anni fa’ a stento sarei riuscita ad immaginare cosa fanno gli adulti al lavoro. oggi è tutto diverso.. oggi il settore della mano d’opera è in diminuzione continua, ci sono i macchinari, i computer, tutto viene automatizzato.. – trent’anni fa’ alla domanda “che lavoro fanno tua mamma e tuo papà?” avrei risposto “mamma lavora come cucitrice.. e papà lavora sui tetti..” – si, era tutto diverso trent’anni fa.. le opzioni erano due.. o eri bravissimo a scuola (o senza voglia di lavorare) e potevi andare all’università oppure facevi un apprendistato (a secondo di quant’eri bravo a scuola, avevi più o meno opzioni.. più o meno scelte su quello che forse un giorno sarebbe diventato il tuo mestiere).. eccetera eccetera.. bon.. non è che oggi sia molto diverso quanto alle opzioni.. ma i genitori di oggi.. i figli di ieri.. hanno un bagaglio diverso.. mica come mamma e papà.. che negli anni sessanta come bagaglio avevano una valigia con la quale sono emigrati all’estero per cercare lavoro.. un pizzico di fortuna.. una vita migliore.. – il nostro bagaglio.. di noi figli di ieri.. è la conoscenza.. il sapere di quanto era ieri ma soprattutto conoscere quanto è oggi.. poi.. quello che sarà domani.. è tutta un altra storia. – avevo iniziato a scrivere questo post un ora fa.. tu pensa avessi potuto scriverlo tutto d’un fiato.. di getto.. sai che racconto ne sarebbe uscito..

cambieranno un pò di cose

come anche quella di ascoltare fabio volo la mattina.. non credo potrò mettere su le cuffie ed immergermi in quel del volo del mattino.. forse inizialmente mi mancherà un pò.. magari ci penserò anche.. ma tanto.. potrò sempre ascoltare il podcast la sera.. – proprio ora stavo pensando.. che oltre alle tante riflessioni.. risate.. anche momenti emozionanti.. io in tutti questi anni col volo ho appreso tante cose.. davvero tante.. andando anche a googlare le frasi, i discorsi.. in contemporanea.. mentre lui ne parla in diretta.. come anche questa.. che ha appena citato..

“perciò vi dico: tutto quello che chiedete nella preghiera, credete di averlo già ottenuto e vi sarà concesso.” marco 11,24

e se..

ero andata a letto triste e con gli occhi gonfi.. stanotte poi un sogno.. – ero in stazione.. una signora si era sentita male.. io ero li accanto.. chiamavo aiuto.. poi ho visto accorrere mamma e zio.. suo fratello – è morto tanti anni fa lo zio.. era più grande di mamma… – quando sono arrivati li.. la signora non stava più male.. io stranita.. da quello che avevo appena vissuto – al risveglio ancora qualche immagine.. e quel senso d’incapacità.. non riuscire a capire.. a dare un significato.. sono andata a lavorare così.. – poi, durante la pausa pranzo ho chiamato mamma e papà..
“ciao pa.. come stai? .. e mamma, che sta facendo? ho fatto un sogno sai..”
“non stai lavorando? tua madre è in cucina che prepara il pranzo, aspetta che te la chiamo” – mamma e papà se li chiamo in orari al di fuori del solito s’insospettiscono. lo sentivo parlare da lontano.. “vieni a dare voce che tua figlia ti ha sognata stanotte”..
“monì, eccomi, sto bene”
“ciao ma.. che mangiate di buono oggi?”
“oggi è san martino, sto preparando il baccalà”
“non era un brutto sogno mamma, ma strano.. c’era zio e poi tu correvi”
“io corro sempre, anche se le gambe mi fanno male, non ti preoccupare”
dopo aver riattaccato sono rimasta un momento così.. credo di aver capito il sogno…

emailando

nelle prime ore del mattino..

– “buongiorno amico mio.. come stai?”

– “ieri corteo con le lanterne.. bellissima notte.. magica l’atmosfera.. tanti bimbi.. tanti genitori e le maestrine dell’asilo…..che a guardarle mi ricordavano le tipe che venivano a ballare ai party anni fa.. tutti hipster stile hippiekacke.. – ma sarà perchè ormai sembrano tutte uguali.. se guardi in giro.. si vestono tutte uguali.. tutte ascoltano la stessa musica.. tutte hanno lo stesso stile.. ..e poi ci siamo noi.. io tu e i nostri.. che escono fuori dal „cloud“
..poi stamane in treno, mentre stavo facendo ripassare le impressioni di ieri sera.. mi salta fuori sto pezzo nel mio headphone.. – mi sono scese le lacrime.. mio dio.. la musica è una figata si.. ma il testo… lo dedico a tutti quelli.. che non sono come quelli.. buondi mon peti ami de pari…”

il pezzo è ‘beyond’ dei daft punk.. è da ascoltare.. in questo venerdì otto novembre.. perchè è questa la vita.. e come dicono anche loro “remember, love’s our only mission.. this is the journey of the soul”

rägerägetröpfli.. es rägned uf mis chöpfli

una canzoncina che si cantava all’asilo quando pioveva.. – sono le quattro e cinque.. fuori ancora piove.. oggi è una di quelle giornate nelle quali vorresti startene a casa a poltrire senza avere il minimo senso del dovere.. – invece sto seduta quì in ufficio e tra le tante cose che mi passano davanti.. ci stanno anche le nuvole e la nebbia.. pesanti eh.. (la parte meno bella dell’autunno).. ieri per lo meno, ogni tanto il cielo si schiariva.. facendo spazio anche a lui.. un arcobaleno meraviglioso.. era tanto che non ne vedevo uno dai colori così accesi.. bellissimo.. – questa è la stagione delle giornate corte.. intorno alle sei fuori è già buio.. vabè.. magari mi ricompro qualche tela.. spennellare un pò.. tenere attiva la fantasia.. la creatività.. – parlando di creatività.. ieri nel bosco abbiamo raccolto dei rami.. ora stanno in garage ad asciugare.. faremo un pò di bricolage (credo che avrei dato un ottima insegnante.. forse di elementari.. ma quel treno è partito da un pò.. non lo rimpiango..).. – ora mi torna in mente una frase letta prima in una mail.. (perchè tra l’altro si parlava di pittura).. la riporto quì perchè mi ha fatto tanto ridere.. “sono stato intrattenuto ben diciotto minuti da una telefonata di una responsabile amministrativa di una ditta che mi ha spiegato la teoria per cui le donne la danno poco… è perché il loro punto g è quello in fondo alla parola shopping“.. sorrido.. che poi a me non piace nemmeno fare shopping..  venerdì per esempio, aspettando un amico, avrei avuto tanto di quel tempo per svaligiare negozi.. invece mi sono rintanata nella libreria più grande della città ed ho gironsolato incuriosita.. sono uscita con due libri per le girls..  (sto giusto pensando all’ultima volta che ho “davvero” fatto shopping.. di quelle dove due mani per tenere tutte le buste sembrano non bastare.. ma una donna si sa.. se si tratta di queste faccende, è parecchio inventiva.. giusto, era a barcellona.. ecco.. forse sta li la differenza.. nella diversità.. forse) ..intanto tra una cosa e l’altra si sono fatte le quattro e ventiqualcosa.. piove ancora mentre il mio difronte ha appena detto “oggi è una giornata monocromatica“.. – carico la foto dell’arcobaleno.. un pò di luce.. – buoni colori mondobello
arcobaleno