eh.. nel weekend di tutto.. un sabato indaffaratissimo.. tra consolato e caccia al bikini nuovo (che ovviamente non ho trovato) e durante un attacco di senso del dovere ho anche pulito tutti i vetri di casa.. complice la radio a palla ho poi sistemato anche cose rimaste in sospeso da fin troppo tempo.. – fare le pulizie aiuta a distrarsi.. lo riconfermo.. – poi però c’erano anche grigliate per strada.. un raclette notturno in terrazza in pieno luglio (c’è sempre una prima volta, anche quella del formaggio fuso in estate).. ed un buffet di dolci che non finiva mai.. – oggi ho riassaporato il gusto dell’ozio.. gambe distese sulla sedia.. all’ombra del giardino.. con un leggero venticello trai capelli.. la pace dei sensi.. – osservavo i giochi d’acqua delle nini.. me ne sono stata talmente pacifica che non ho nemmeno preso in mano il libro che mi ero portata.. ho preferito riempire i palloncini d’acqua.. mangiare il gelato.. preparare dei caffè ogni qual tanto.. (il primo della stagione in ghiaccio).. – è passato un altro weekend.. altri due alle vacanze.. mm..
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come formiche
la città è la regina.. lei chiama alla festa.. ed il popolo.. le lavoratrici.. affluiscono.. – che poi non è che ‘quante più ne sono, tante più ne conosci’.. perchè sono così tante che solo giorni dopo “ah ma c’eri anche te?!”.. – fatto giri.. salutato e parlicchiato con conoscenti ed amici.. resta sempre bello rivederne alcuni che magari trovi solo in occassioni del genere.. (trovi per modo di dire.. che se non era che mi sentivo chiamare.. io mica li vedevo – monianelpaesedellemeraviglie..) – ..mangiare lo spiedo tipico della serata era d’obbligo, farlo senza sporcarsi, un successo! un drink, uno solo (per motivi di bisogni femminili in momenti poco appropriati.. ed ovviamente perchè di più non reggo.. – una sola margarita ed ero flashiata).. sono rientrata che in testa avevo un concerto heavy metal ed alzarsi stamane.. una tortura.. – ora eccomi quì.. seduta a questa scrivania.. aspettando che si facciano le cinque (sono solo le otto.. luuuunga la storia)

musical-mente
arrivare dal medico con mezzora di anticipo (e il traffico stamane dov’era?)… scendere dalla macchina e sentire jovanotti che dagli altoparlanti canta “la terra degli uomini”… non ha prezzo.. – ore sette e trenta.. sono seduta in macchina in un silo sotterraneo.. ora aggiorno… mentre i negramaro cantano “tra nuvole e lenzuola” (ma che radio ascoltano in questo centro?)… credo andrò ad annusare quest’aria di pioggia fresca…
in una sera di luglio..
tranquilla-mente..
e mentre scrivo.. in mente battisti (in questi giorni chiodo fisso…) “io lavoro e penso a te.. torno a casa e penso a te.. io telefono e intanto penso a teeee…” ..vabè.. penso che andrò a letto.. ventidue e ventidue.. manco a farla apposta.. :o)

in bilico
infondo lo dico da quando sono venuta ad abitare quì.. mi manca tanto un balcone.. potermi sedere fuori.. stare all’aria aperta stando a casa mia.. – durante gli ultimi mesi la situazione mi è pesata davvero tanto.. così tanto che spesso studiavo in giardino dalla sis.. anche col cattivo tempo.. pur di non stare chiusa in casa.. – fatto sta che stanno costruendo proprio a duecento metri da quì.. ho visto la piantina degli appartamenti.. stupendi.. con balcone.. eccetera eccetera.. – ho chiamato per informarmi.. – inutile.. se sei single.. e non guadagni ottomila franchi al mese, certi appartamenti non te li puoi permettere.. bisogna essere in due.. – io magari ci starei anche a pagare un tale affitto.. e non per lo stipendio.. ma perchè crescendo ho imparato a fare a meno di tanti lussi delle tante mode del momento.. meno posseggo e più mi sento leggera e libera.. – ma fatto sta che poi.. forse.. (anzi, sicuramnte) non potrei più concerdermi le piccole cose inaspettate.. per me.. per i miei cuori.. – non lo so.. davvero non lo so.. ci penso su ancora un pò.. (e magari mi faccio due conti in tasca.. vedi mai che poi mi tornano?) – mi andrebbe di richiamarlo il tipo.. e chiedergli “senta, non è che avete agevolazioni per single?”
p.s. quanto mi piace la pub della tinsemal.. “grazie mamma”.. mi fa tenerezza.. – stasera ho riacceso la tv.. dopo non so quanto.. e stasera ho anche cucinato la cena.. (cose normalissime per chiunque.. non per me.. da tanto tempo.. piano piano.. torno alla normalità.. – che poi, cos’è la normalità?).. vabè.. meglio spegnere.. sorrido.. ho davvero ritrovato tempo.. – tempo.. quanto mi sei mancato.. – mm…
ventisette ore
al primo esame.. ieri ancora mi tremavano le mani.. oggi va meglio.. pare che domani anche il tempo sarà dalla mia (che tra un esame e l’altro ho quasi due ore.. e di fronte all’hotel c’è un piccolo parco.. ottimo :o) ) .. – buongiorno mondobello.. ciao solemio :o)
ero ad avellino
stanotte in sogno.. con me c’era la mia famiglia.. – non ricordo molto.. eravamo in centro città.. una torre.. baciata dal sole.. che dovendola descrivere così a pelle direi che era un incrocio tra la torre di babele ed un capolavoro di gaudi.. non ricordo ora se siamo saliti.. ma credo di no.. – la si vedeva da ovunque.. anche dalla spiaggia.. – ero su una duna.. guardavo la spiaggia.. contemplavo il mare.. acqua limpida dai colori turchesi e verdi.. pensavo che era simile al mare di gallipoli.. – rido.. lo so che avellino non sta sul mare.. ma nei sogni tutto è possibile.. – al risveglio stamane mi sono ritrovata in diagonale.. girata di novanta gradi.. – erano le quattro e ventidue.. già.. che io.. anche se vado a letto presto.. mica dormo di più.. – venerdì ventuno.. gli uccelli cantano e le macchine già sfrecciano.. . tutto regolare :o)
sognando
stavo per uscire da una palazzina.. apro il portone e fuori un immagine surreale.. il giallo del sole nell’aria… un prato verde.. farfalle.. e tanti unicorni.. neri.. in mezzo a loro un toro.. nero, enorme.. pascolavano tutti.. non erano degli unicordni grandi.. ed il loro corno non era diritto.. uno di questi nel vedermi si è avvicinato.. non aveva un aria ‘amica’.. e mi ha fatto capire che dovevo rientrare.. ho percepito un senso di pericolo per me.. l’animale non mi era amico.. – ero nell’ingresso della palazzina.. cellulare in mano “non posso venire.. sono bloccata…” – poi è arrivato qualcuno.. un signore con il suo bambino.. abitavano lì.. ho riaperto il portone per controllare.. – non c’era più il prato verde.. via gli unicorni.. via il toro.. via quell’atmosfera quasi magica.. – poi la sveglia.. che darei per riuscire a capirli i miei sogni.. – giovedì venti giugno.. l’aria si è rinfrescata un pò.. si respira..
quando meno te lo aspetti
pausa pranzo, seduta tra un piano e l’altro sulla scala antincendio.. io ed i miei appunti.. – questa volta non sono andata lungo il fiume.. tanto caldo li e poca ombra.. – rientrando una collega “non ti ho subito riconosciuta, sembri così giovane”.. – l’avrei abbracciata all’istante!
pochi giorni ancora.. pochi davvero.. sono sullo sprint finale.. non ho mai detto che sarebbe stata facile.. ma non pensavo sarebbe stata così.. (che anche mia sorella dice che non vede l’ora che sia tutto passato.. e questo vuol dire qualcosa :o) )
ma perchè..
da qualche mese a questa parte mi ritrovo sempre a dover combattere per qualcosa?.. la storia del divano si dilunga.. dovrò far valere i miei diritti perchè per loro il ‘caso’ è chiuso.. e stamane il rappresentate mi dice “a me dispiace per lei, davvero”.. e mi ha dato dei consigli sul come procedere.. (o gli sto simpatica.. oppure gli devo fare una gran pena..) – e allora procedo.. le battaglie perse sono quelle che non si affrontano.. disse una volta uno.. – respiro..