mi ero promessa che sarei stata forte.. che non avrei pianto.. – poi lei ha iniziato a nominarlo.. a ricordarlo.. "lui ora è quì con noi.. mi sta guidando.. mi sta aiutando'.. parlava del suo compagno.. parlava del mio omeopata.. (che io lo so perchè non prometto mai niente..) – alla fine della seduta mi rideva "che bello, è tornato il colore sul vostro volto".. gli aghi li ho sentiti poco.. niente dolore.. ma ho sentito tanto il flusso mentre lei aveva le sue mani appoggiate sulle mie spalle.. il mio corpo ondeggiava cercando di nuovo il giusto equilibrio.. tutto scorre.. tutto è in movimento.. – è iniziata la mia fase reload.. bisogno di gettare un bel pò di zavorra e tanto bisogno di fare il pieno di energie..
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p.s. ma una mosca quanto vive? di andarsene non ne vuole sapere.. ed io mi sarei anche stancata di questa convivenza forzata :-/
Tag Archives: altalene emotive
sogni celestiali
vabè.. ho appena cancellato un bel pezzo di testo.. forse meglio.. alla fine quì non ce lo voglio.. lascio giusto cosa ne è rimasto.. due frasi che mi sono arrivate via mail.. un accordo taciuto.. complicità vissuta e condivisa.. "there comes a point in life where you get tired of chasing everyone and trying to fix everything.. – but it's not giving up.. it's realising you don't need certain people and the drama they bring" – perchè sotto sotto lo so.. è sacrosanta.. per cui la traduco anche.. "arriva un momento nella vita dove sei stanco di star dietro a tutti e di cercare di aggiustare tutto.. – ma non è arrendersi.. è realizare che non hai bisogno di alcune persone ed il dramma che portano con se".. – bella eh? credo di essere a buon punto.. in alcuni casi la cosa mi si presenta veramente semplice.. poi ci sono alcuni altri.. bhe.. su quelli ci sto lavorando su.. bit by bit.. chi sa che il mio compito li.. sia proprio questo.. – i compiti vanno terminati.. come nel gioco.. per passare al prossimo livello.. devi prima superare quello attuale..
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il dulcis va in fundo.. è celeste.. azzurro.. blu cielo.. – le ho cercate per tanto tempo in questo colore.. oggi le ho finalmente comprate.. e so già.. che mi avvolgeranno di sogni stupendi..
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mi ri-invento e ti ri-dipingo
avevo un idea di come sarebbe stata questa nuova tela.. pensavo di conoscere già i suoi colori e le sue forme.. – invece ora mi sto ricredendo.. ora la sto rivivendo.. un altro modo.. altri colori.. forme nuove che andranno ad aggiungersi.. – ieri non sono riuscita a fare molto.. una parte di lavoro che non amo tanto.. il mio limite.. le lunghe pennellate.. quelle dove appoggi la punta e non sai se il colore sul pennello basterà per arrivare fino in basso.. – torno domani.. bisogno di finire quanto mi prende meno.. tanta voglia di sentire quel brivido nell'attesa per quanto ci sarà dopo.. vedo già i colori..
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"non si vede quello che volevi dipingere.."
"mhm, ma sta li.. ed è quanto basta.."
copio e incollo
l'amore mio mi chiede.. "qual'è la differenza tra me e il cielo?".. la differenza è che se tu ridi.. amore mio.. io mi dimentico il cielo.. (nizar qabbani)
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è proprio autunno..
amo questi giorni
di sole..amo l'autunno.. mi distraggo e mi distacco..
ritagliandomi piccoli momenti.. tutti miei..
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metti..
che in una sera come oggi.. ti perdi tra le vecchie pagine del tuo blog.. tornando indietro nel tempo.. sfogliando e leggendo.. per poi ritrovare storie e situazioni.. frasi e sorrisi.. tracce di bloggers.. di viandanti.. – c'è che mi viene quasi il magone.. – vabè.. lasciamo via il quasi..
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p.s. cinque anni.. quante ne ho viste e vissute.. quante trascritte.. quante taciute.. sto quì che contemplo le lettere.. this is me.. nel mio piccolo e nel mio grande.. strempre stata.. sempre sarò..
sai..
mi piacerebbe tanto sognare.. di prati verdi e del cielo azzurro.. – vorrei poter sentir' ridere spensieratamente.. udire le melodie di canti allegri.. vedere le luci brillanti dei colori.. – sai.. non mi dispiacciono i sogni strani.. come quelli che ogni tanto vengono a trovarmi.. quelli che a volte ci arrivo anche da sola a capirli.. – benvengano anche gli altri.. quelli che a raccontarli non sembra possibile la mia mente possa proiettarli.. – li prendo tutti.. davvero.. – sai.. mi piacerebbe comunque.. ogni tanto.. poter fare sogni belli.. belli belli
fuoco
e voglio pensare siano le loro carezze..
my saturday mornings
"sai, l'altra sera mi hanno chiesto quanto avrei voluto per uno dei miei disegni.." – "e tu che gli hai detto?" – "non ero preparata alla domanda.. gli ho detto che non è vendibile" – mi guarda e sorride.. – "io non so se riuscissi a vendere le mie tele.. ci sono dentro così tante emozioni che credo non riuscirei a separarmene" – "lo so, conosco.. ma è una cosa che col tempo imparerai a fare.. se vuoi"
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quando inizio una nuova tela sono sempre come una bambina euforica.. poi, man mano arriva il timore che non riesca a riportare quanto nella mia mente ho già visionato.. dipinto.. – sono allo step two, ovvero al 'man mano'.. mentre vorrei che questa tela diventasse bellissima..
non posso non scriverne
l'ho fatto quando ancora era tra noi.. in questa dimensione.. lo faccio ora.. mentre spero che sia riuscito a varcare la soglia.. perchè dove andrà.. come scriveva la sua compagna nelle righe che mi sono giunte.. sarà un uomo sano.. senza dolori.. felice e libero.. – mi si stringe il cuore.. l'ho pensato tanto in questi mesi nei quali non andavo più da lui a farmi punzecchiare l'orecchio.. – mi piace ricordarlo sorridere.. mentre mi squadrava attraverso i suoi occhialini.. come un padre premuroso.. un insegnante che controlla se hai fatto i compiti.. – gli piaceva prendermi in giro.. io ridevo divertita.. quanto ridevamo insieme – io sdraiata su quel lettino che gli raccontavo del mondo.. della vita attraverso i miei occhi.. mentre lui mi raccontava del suo di mondo.. delle sue visioni.. della natura e dei suoi credo.. – era un uomo saggio.. – mi ricordo la mia amica che mi disse "quando lo vedrai la prima volta non ti spaventare".. – sorrido.. era simpatico con i suoi capelli grigiobianchi legati a codino.. la lunga barba folta.. la figura alta ed esile.. – mi accoglieva col sorriso.. sempre.. smetteva di ridere solo quando mi rimproverava.. quando gli aghi mi facevano sobbalzare dal dolore – allora diventava serio.. si perchè lui non aveva bisogno di chiedermi come stavo.. – a dicembre l'ho visto l'ultima volta in studio.. non stava bene ed io ero preoccupata.. – poi l'ho visto credo sia stato a maggio.. al balcone di casa sua.. – è stato un attimo.. e ancora speravo.. ancora più forte.. che sarebbe guarito.. che ce l'avrebbe fatta a combattere il male.. – è andato.. il mio caro.. carissimo e dolce omeopata.. maestro di vita.. piccolo sciamano che mi ha lasciato tanti bei ricordi.. se n'è andato.. – e anche se ora piango.. io lo ricordo sorridendo..