sono giorni frenetici.. neanche a farla apposta.. – forse un bene.. meno tempo per pensare.. zero per scavare.. – ho provato a meditare l’altra sera.. avevo iniziato bene.. poi però d’un tratto i tuareg hanno cambiato volto.. intorno avevo tanti visi con denti enormi e storti.. sorrisi di plastica.. ambigui.. son tornata.. – magari riprovo stasera.. o magari.. dovrei soltanto dormire.. sono tesa..
p.s. e menomale che poi.. spesso basta un angolo di cielo.. per tornare a respirare.. ritrovare attimi di leggerezza… 
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dieci minuti
più o meno.. per rammassare i vestiti che mi porto a new york.. una maglietta per ogni giorno.. due top a maniche lunghe.. una giacchettina di cotone.. una anti vento e pioggia.. e due paia di jeans.. bon.. intimo ed un beauty.. nada mas.. – ho mandato una foto alla sis “na, la valigia è mezza vuota.. la roba mi ci balla dentro”… – ora mi sono distratta.. lorenzo mi canta la serenata rap.. “mi piaci perchè sei intelligente.. si vede dalle tue mani come le.. muovi.. mi provochi pensieri e sentimenti sempre nuovi..” ho rai uno col concerto in sottofondo.. bello lui.. bravo senza dubbi.. joe una volta mi disse “secondo me lorenzo di notte sogna cose e poi le racchiude nelle canzoni”.. forse.. forse è un sognatore.. sto pensando a sue canzoni davvero significative.. testi colorati.. talmente tanto che sembrano davvero usciti fuori da un sogno.. – dicevo della valigia.. alla fine sono andata in cantina ed ho preso una borsa da viaggio.. (la sis si era spaventata vedendo la foto “che, ti porti quella ora?”) ..a dire il vero le mie cose ci starebbero anche.. ma l’ho presa per metterla in valigia.. uno perchè così mi fissa un pò il tutto.. e due perchè se davvero tornando avrò con me otto paia di converse (sei su ordinazione.. tre a dire il vero.. ma se le nini mi dicono “o queste o quelle” ed io le trovo tutte che faccio, le lascio lì? naaaaa).. bhe, in tal caso la borsa mi farà comodo.. tanto non devo portarla in spalla.. ma si.. who cares.. – ora lorenzo sta cantando ‘tutto l’amore che ho’.. quanto la amo.. una dichiarazione diversa.. talmente profonda.. ricordo quando la ascoltai la prima volta.. brividi.. – sono le dieci e diciotto.. tra blog.. jovanotti in concerto e whatsapp si sta facendo tardi.. spengo.. tra settandadue ore starò sorvolando l’atlantico.. sarà notte.. come ora.. la notte dei desideri.. posso toccare il cielo…
un nuovo giorno
pensavo che non sarei riuscita ad addormentarmi.. invece sono crollata in un sonno profondo.. un sogno mi ha svegliata.. non ho guardato l’ora.. – otto e zero otto.. sta finendo agosto.. buongiorno solemio bello..

p.s. ieri sera mentre ero seduta su una panchina lungo il campo sportivo mi si è fermato accanto un cane.. inizialmente non ho fatto caso.. poi l’ho osservato.. mangiava l’erba.. “buona sera.. scusi, ma sta davvero mangiando erba?” “sisi, è tipico di questa razza.. mangiano l’erba come altri cani mangiano la carne. è un cane pastore delle montagne dei pireneii, riesce a stare anche tre giorni mangiando solo erba e bevendo acqua”.. – poi mi ha raccontato altre caratteristiche di quell’ammasso di pelo grigioargento.. ma tu guarda.. non si finisce mai d’imparare..
thirteen
eleven e eighteen.. i tre numeri che non riusciva a ricordarsi.. – che bello che era fare i compiti d’inglese con la piccola.. – sis e cognato alla serata informativa per genitori ed io a casa con le girls.. – quand’ero piccola io (bhe.. mica poi tanto..) con l’inglese si iniziava alle medie.. ora invece in terza classe… come cambiano i tempi.. – sis e cognato stavano tardando.. e andare a letto in orario quando c’è zia non è la stessa cosa.. – ale fuori con lo skateboard, fabi sul divano con l’ipad.. sono uscita anche io.. le prime stelle in cielo.. “guarda zia, con questo piede riesco, m’insegni con l’altro?” ..mentre lei si esercitava io la interrogavo.. “ale, come si dice tredici?” “uffa zia”.. ridevo.. – me la sono comunque cavata senza grandi ribellioni.. quando sono rientrati le girls erano in pigiama, avevano lavato i denti.. e ale sapeva dirmi i numeri da uno a venti… well done zia..
sono le nove.. stasera corso di meditazione.. ci farà vedere una cosa nuova.. ha a che fare con energie.. sono davvero molto curiosa..
ogni volta un impresa
mi sono truccata.. poco.. giusto quel filo di colore per far sparire la stanchezza.. ho indossato la giacca sulla maglietta e monita di piccola fotocamera sono andata su dalla sis.. “fabi, mi fai qualche foto?” “come devono essere zia?” “tu scatta tranquillamente, non ti preoccupare.. dopo le guardiamo insieme.” ..eh, ne ha fatte davvero tante.. guardate tutte.. due passabili.. ma anche quelle alla fine non mi convincono.. due borse sotto agli occhi che ci avrei potuto fare la spesa.. altro che photoshop.. mica è miracoloso.. – non so.. magari riproviamo.. in un momento nel quale avrò un aspetto più fresh.. oppure chiamerò la fotografa che mi ha consigliato un amica.. – ho veramente bisogno di una foto nuova per il cv.. – palestra time (che anche quella di questi tempi la vedo col binocolo e mi sa pure che tra poco scade l’abbonamento).. nel pome la parte bella.. coffee for two e preparativi per new york.. abbiamo due guide diverse.. io con i miei, lei con i suoi appunti.. – devo ancora lavare le scarpe da tennis.. quelle comode.. ci sarà da camminare..
mami e papi
“sai monì.. papà aveva il motorino dal meccanico e allora tua cugina ci ha accompagnati in posta. volendo rientrare abbiamo perso la corriera e allora siamo dovuti tornare a piedi, alle due del pomeriggio! però a metà strada ci siamo fermati da paolo per un rinfresco.”
“e come è andata mamma? ce l’hai fatta a camminare?”
“si si, ma non ti dico i vestiti una volta arrivati a casa, li potevi strizzare.”
“bene mammi, dovreste camminare un pò di più tu e papà.. vi farebbe bene.”
“quando farà meno caldo si ragionerà anche meglio.. abbiamo detto che andremo a fare la spesa a piedi. anche le gambe sono meno gonfie.. il piede sinistro si è sgonfiato e la crema ora la metto solo ancora la sera.”
mi sorrideva il cuore sentire mamma che raccontava.. nella sua voce un pizzico di felicità ed orgoglio.. – quando ero giù avrei tanto desiderato che venisse a passeggiare con me lungo il mare.. mi sarei alzata anche all’alba quando ancora l’aria era respirabile.. pur di farla camminare un pò.. un pò di più.. – poi vedi la vita.. che per forza di cause maggiori ti porta a fare le cose giuste.. mi rasserena il suo racconto di ieri.. – io desidero che loro stiano bene.. oggi, domani ed in futuro.. – sorrido come una figlia può sorridere ai propri genitori.. sorrido come una mamma può sorridere ai propri figli.. mami e papi.. i miei eroi..
martedì venti agosto.. alzarsi la mattina per venire al lavoro quì.. sta diventando una prova di coraggio.
l’intenzione c’era
io la poltrona la volevo comprare.. davvero.. – ma poi arrivi li e ti rendi conto che il colore visto in rete non è uguale a quello esposto.. io la volevo bianca.. non di un bianco sporco (che non mi centra proprio) e allora niente.. – parlando con mamma “monì, io non capisco perchè ti vuoi arredare casa alla arlecchino (il suo termine per mobili che non sono uguali) ma perchè non prendi la poltrona dello stesso modello del divano?” ..ecco, credo che questa volta abbia ragione mamma.. – li ho girati in lungo ed in largo i mobilifici.. ed anche i siti.. mi sarei anche un attimino stancata.. allora ho mandato una richiesta di prezzo per la poltrona uguale al divano.. – mi sa che hai ragione tu mamma.. sorrido..
addendum: ho appena ricevuto la proposta prezzo.. stanno fuori.. uff..
niu tecnologi
l’aggiornamento di whatsapp a me garba parecchio… anzichè mandare messaggi chilometrici pieni di tipos (inglese per “ma sei capace a digitare senza errori”?) ora qualche volta mi ritrovo a mandare un messaggio vocale… come anche gli auguri di compleanno di poco fa (cantati, si capisce).. si che a voce non devo badare ai punti ed alle virgole… ma soprattutto non devo scusarmi per i messaggi mandati.. che a volte chi li riceve deve giocare di fantasia per decifrarli… – tredici agosto.. c’è vento ma il cielo ha dei bei colori.. io da due giorni in uno strano mood.. mha bho…
una lacrima
tra una chiacchierata e l’altra s’era fatto buio “oh, oggi è la notte di san lorenzo. ci stanno le stelle cadenti.” mi sono alzata e messa al centro del giardino col naso all’insù.. dopo di me si sono alzati anche gli altri.. se qualcuno c’avesse filmato.. facevamo ridere un pò eh.. – non ho dovuto attendere tanto e l’ho vista.. era bellissima.. in cielo ha segnato una lunga scia bianca.. pelle d’oca.. un desiderio espresso.. uno solo..
prima, mentre stavo facendo delle cose.. coi pensieri spenti.. d’un tratto un nome per la testa.. caronte.. – strano.. ho guardato su wikipedia.. – non trovo il nesso con quanto sostiene la mitologia greca.. e sinceramente nemmeno con l’ anticiclone africano di luglio.. perchè quì finalmente siamo tornati a temperature simpatiche.. – buona domenica mondobello.. io oggi mi piazzo in giardino ed aggiorno il mio curriculum..
segni
“non è che ora mi prendi per una svitata?”
“aaaah amica mia, lo chiedi proprio a me? sai cosa ti consiglierei di fare? un viaggio sciamanico.”
casualità? (caso vuole).. che proprio la sera prima su un sito avevo visto un evento.. incuriosita avevo letto di cosa tratta e poi inviato una mail per chiedere se era possibile partecipare anche da principiante.. – ebbene si, si può. mi sono iscritta. non so cosa mi attenderà in quelle tre ore.. ma sono curiosa.. “mi piacerebbe potere andarci insieme a te, solo che l’indomani ho un dj-set, ti faccio sapere”.. – sto leggendo un libro.. e mentre lui parlava e mi raccontava mi sembrava di ascoltare il riassunto di quanto sto leggendo.. – sorrido.. è un grande. – “perchè ti sei fissata una data per smettere di fumare?”, “così.. mi è passata per la mente.. è un bel numero, me ne ricorderò”, “se proprio vuoi smettere, fallo ora, indondizionatamente”.. ora rido.. infondo ha ragione.. – ad ogni uno la sua.. come anche mel, che in un messaggio mi diceva “prenditi tutto il tempo che serve.. anche se non ce la fai alla prima non farne un dramma, non devi dimostrare niente a nessuno.. ce la farai”.. – io so che è tutta questione di ‘testa’.. non ho mai detto che sarà facile.. ma neanche difficile.. non so come sarà.. non avevo mai provato a smettere.. a ver..
venerdì nove agosto.. la mia tintarella sta sbiadendo e la prima settimana lavorativa è quasi andata (e menomale).. oggi tra un mese il mio risveglio sarà nella città che non dorme mai.. – come me daltronde.. che ancora non ho ripreso i ritmi ma mi trovo ancora in modalità vacanza..