thirteen

eleven e eighteen.. i tre numeri che non riusciva a ricordarsi.. – che bello che era fare i compiti d’inglese con la piccola.. – sis e cognato alla serata informativa per genitori ed io a casa con le girls.. – quand’ero piccola io (bhe.. mica poi tanto..) con l’inglese si iniziava alle medie.. ora invece in terza classe… come cambiano i tempi.. – sis e cognato stavano tardando.. e andare a letto in orario quando c’è zia non è la stessa cosa.. – ale fuori con lo skateboard, fabi sul divano con l’ipad.. sono uscita anche io.. le prime stelle in cielo.. “guarda zia, con questo piede riesco, m’insegni con l’altro?” ..mentre lei si esercitava io la interrogavo.. “ale, come si dice tredici?” “uffa zia”.. ridevo.. – me la sono comunque cavata senza grandi ribellioni.. quando sono rientrati le girls erano in pigiama, avevano lavato i denti.. e ale sapeva dirmi i numeri da uno a venti… well done zia..
sono le nove.. stasera corso di meditazione.. ci farà vedere una cosa nuova.. ha a che fare con energie.. sono davvero molto curiosa..

ogni volta un impresa

24ago13mi sono truccata.. poco.. giusto quel filo di colore per far sparire la stanchezza.. ho indossato la giacca sulla maglietta e monita di piccola fotocamera sono andata su dalla sis.. “fabi, mi fai qualche foto?” “come devono essere zia?” “tu scatta tranquillamente, non ti preoccupare.. dopo le guardiamo insieme.” ..eh, ne ha fatte davvero tante.. guardate tutte.. due passabili.. ma anche quelle alla fine non mi convincono.. due borse sotto agli occhi che ci avrei potuto fare la spesa.. altro che photoshop.. mica è miracoloso.. – non so.. magari riproviamo.. in un momento nel quale avrò un aspetto più fresh.. oppure chiamerò la fotografa che mi ha consigliato un amica.. – ho veramente bisogno di una foto nuova per il cv..  – palestra time (che anche quella di questi tempi la vedo col binocolo e mi sa pure che tra poco scade l’abbonamento).. nel pome la parte bella.. coffee for two e preparativi per new york.. abbiamo due guide diverse.. io con i miei, lei con i suoi appunti.. – devo ancora lavare le scarpe da tennis.. quelle comode.. ci sarà da camminare..

e come diceve calimero

1377116536436“è un ingiustizia però”.. il doma cafè ha traslocato.. (tu pensa la notorietà acquisita negli ultimi anni.. se lo cerchi su google ti esce subito.. piccolo bar, punto di ritrovo di tanti italiani grazie alla foto in copertina del libro.. -> fu’.. e dire che me l’ero anche segnato, 17 perry street, west village.. in un altro posto è tutta un altra cosa.. pazienza.. niente di perso.. – credo mi farò prestare la valigia dalla vicina (stasera parlando dei tanti ‘places to go’ mi ha offerto di prestarmi la sua valigia.. per lo più per motivi di sicurezza) ..avrei comunque portato una valigia più grande questa volta, l’avrei presa dalla sis.. si perchè la mia è piccolina e mi sa tanto (ma tanto tanto) che ho bisogno di una un pò più grande.. non per le cose che mi porto io da quì.. ma per quelle che mi porterò da lì.. (avevo mai detto che in famiglia siamo dei converse-fan?)

mami e papi

“sai monì.. papà aveva il motorino dal meccanico e allora tua cugina ci ha accompagnati in posta. volendo rientrare abbiamo perso la corriera e allora siamo dovuti tornare a piedi, alle due del pomeriggio! però a metà strada ci siamo fermati da paolo per un rinfresco.”
“e come è andata mamma? ce l’hai fatta a camminare?”
“si si, ma non ti dico i vestiti una volta arrivati a casa, li potevi strizzare.”
“bene mammi, dovreste camminare un pò di più tu e papà.. vi farebbe bene.”
“quando farà meno caldo si ragionerà anche meglio.. abbiamo detto che andremo a fare la spesa a piedi. anche le gambe sono meno gonfie.. il piede sinistro si è sgonfiato e la crema ora la metto solo ancora la sera.”

mi sorrideva il cuore sentire mamma che raccontava.. nella sua voce un pizzico di felicità ed orgoglio.. – quando ero giù avrei tanto desiderato che venisse a passeggiare con me lungo il mare.. mi sarei alzata anche all’alba quando ancora l’aria era respirabile.. pur di farla camminare un pò.. un pò di più.. – poi vedi la vita.. che per forza di cause maggiori ti porta a fare le cose giuste.. mi rasserena il suo racconto di ieri.. – io desidero che loro stiano bene.. oggi, domani ed in futuro.. – sorrido come una figlia può sorridere ai propri genitori.. sorrido come una mamma può sorridere ai propri figli.. mami e papi.. i miei eroi..

martedì venti agosto.. alzarsi la mattina per venire al lavoro quì.. sta diventando una prova di coraggio.

per la serie

“una nostra domenica diversa da altre”.. – un pò di fiatone all’inizio (alcuni punti dell’ascesa erano davvero ripidi).. ripagato poi però dalla veduta mozzafiato..
ventuno e ventisette.. mi è volato via un finesettimana.. troppo veloce.. – fuori dalla finestra splende una luna enorme.. mercoledì la piena.. – stanotte mi sa dormirò bene..
noi

tanti giri

e tanti discorsi.. – mezzanotte e mezza.. sono rientrata da poco.. poco come anche il sonno.. allora scarico due foto dal telefonino.. scarabocchio qualche pensiero quì.. e magari digerisco anche la cena.. – belle le seratine così.. grigliando sulla terrazza di lilly e perdersi in foto e racconti fino a tarda ora.. – mercoledì sera riprendo in mano la fotocamera.. piccolo shooting lungo il fiume “questa volta mi dici quanto vuoi”.. non ce la faccio a chiederle soldi.. “mi offrirai una pizza e va bene così”.. – abbiamo deciso di iscriverci ad un corso di photoshop.. lunedì vedo se riesco a trovare qualcosa di abbordabile..

i giri oggi sono stati davvero tanti.. prima per il regalo di compleanno di fabi.. questa volta ha scelto lei.. e nonostante la sua indecisione (credo che in questo abbia preso dalla zia), abbiamo trovato in poco tempo.. – poi altri e tanti giri per una nuova bici ed un casco per ale.. che l’ha finalmente spuntata con lo skateboard (e anche questo ‘sa tanto di zia’..ero in quarta o quinta classe.. portai a casa lo skateboard di un compagno di classe.. lo tenni così a lungo che alla fine me lo regalò.. era verde fluo.. lo tenevo sotto al letto o in cantina.. mamma non voleva ci andassi “è da maschi e poi ti puoi fare male”.. invece ero bravissima ad andarci).. nel negozio infatti le ho fatto vedere come andarci (non la più bella delle figure ma ok “ziiiia guarda, ora riesco a fare le curve!” sorridevo..imieiangeli17ago13_blog

domani si vorrebbe andare in montagna.. la meteo non porta molto bello.. io spero che le nubi proseguano il loro viaggio.. mi piacerebbe andare passeggiando tra le mhuu e le mhhhee.. – una meno cinque.. meglio andare a farmi cullare da morfeo.. – parlando di angeli.. stanotte ne ho sognato uno per certo.. aveva lunghi capelli marroni, un pò ondulati.. era al mio fianco.. mi diceva delle cose.. non le ricordo.. o forse non riuscivo a capirle nemmeno in sogno.. magari mi torna in sogno stanotte.. magari riuscirò a capire.. nottedoromondobello

l’intenzione c’era

io la poltrona la volevo comprare.. davvero.. – ma poi arrivi li e ti rendi conto che il colore visto in rete non è uguale a quello esposto.. io la volevo bianca.. non di un bianco sporco (che non mi centra proprio) e allora niente.. – parlando con mamma “monì, io non capisco perchè ti vuoi arredare casa alla arlecchino (il suo termine per mobili che non sono uguali) ma perchè non prendi la poltrona dello stesso modello del divano?” ..ecco, credo che questa volta abbia ragione mamma.. – li ho girati in lungo ed in largo i mobilifici.. ed anche i siti.. mi sarei anche un attimino stancata.. allora ho mandato una richiesta di prezzo per la poltrona uguale al divano.. – mi sa che hai ragione tu mamma.. sorrido..

addendum: ho appena ricevuto la proposta prezzo.. stanno fuori.. uff..