ci sto pensando..

se e cosa lasciare nero su bianco di questo weekend agli sgoccioli.. ho le immagini di un muro alto più di tre metri.. una corsa in ospeale.. un gesso con la fasciatura gialla – non il mio.. – dicono che alcune cose siano inevitabili..- menomale che c’era l’erba.. meno male che c’era l’angelo.. – poi ti chiedi.. ‘avrà alemno imparato qualcosa dall’accaduto?.. lo spero tanto.. 

ma come?

“ad ogni volta che vengo per tagliare le punte mi dici ‘allora, quando li tagliamo corti corti’, ed oggi che ti dico taglia, tu mi dici ‘nooo, che peccato, sono così belli’ ” – non li ho ancora tagliati cortissimi.. intanto mi va il caschetto.. e son partiti un diciotto centimetri.. allez!

ore sette del mattino.. e ‘loro’ non ne vogliono sapere di piega ;o)

e tu ti chiami?

oggi avevamo un ospite in radio.. una lei che scrive un articolo sulla nostra radio e sull’integrazione.. aveva scelto il nostro pogramma.. – all’inizio ero tranquilla.. “tanto..” pensavo.. poi però ho visto che prendeva un sacco di appunti mentre parlavamo.. prendeva appunti sulla musica.. chiedendo il perchè ed il per come.. sui nostri gesti (si che noi si gesticola come se avessimo delle webcam puntate addosso.. ma poi che avrà scritto lei?).. chiedeva a michele di tradurre dei miei pensieri metaforici – insomma.. alla fine.. quando ti impegni a fare bene va a finire che fai male.. che faccio partire il pezzo sbagliato.. vabè, non era la prima volta.. ma che ti sbaglio la coniugazione di un verbo.. elementare watson! eeeeh vabè.. chissenefrega.. – ah.. dopo c’era anche il fotografo.. io pensavo “giusto una foto”.. avevo pensato male.. tuttaunaseriedifotoemicaspontanee “mettetevi così.. guardate me.. guardate il microfono.. ridete.. ora fate finta di parlare”.. ed io parlavo “ma quando avrà finito di scattare foto che io gnà fò più e quì dentro ci saranno oltre trenta gradi e poi in foto fatte così vengo male e deciderà lui quale pubblicare ed io non le avrò nemmeno viste prima e bla bla bla”.. tanto lui non capiva :o) – l’articolo sarà pubblicato ad ottobre.. sono curiosissima..

p.s. lei dopo mi ha anche intervistata.. e.. mi ha lasciato un complimento.. – l’ho preso tutto e lo annaffierò ogni tanto.. così resterà raggiante.. così com’ero io in quel momento

avevo su per giù quattro anni

andavo all’asilo.. e tra l’altro facevo queste cosine quì.. su qualcuna la maestra poi ci aggiungeva il testo di canzoncine.. ero ancora piccolina per scrivere..

p.s. sapevo che mia nipote custodisse qualcosa della mia infanzia.. ma rivedere questo quaderno oggi.. emozioni.. “zia, vieni che ti voglio far vedere una cosa..”

p.p.s. che bel mondo colorato.. e l’angelo con l’abito con su i soli e le stelle.. sorrido..

addendum: quelle due bime in giallo.. a pelle direi che siamo io e la sis.. mentre il coniglio gigante.. vuoi vedere che ha a che fare con una visione che ebbi intorno ai due o tre anni? abitavamo a buchs in quel periodo.. ricordo che era un appartamento a piano terra (da un lato si poteva uscire in giardino.. l’altro era rialzato.. si perchè dall’altro una volta mia sorella cadde dalla finestra.. (come fa una bimba di un anno cadere dalla finestra?.. ehhh mia sorella già allora era un peperino).. mamma spesso ci racconta quell’episodio.. – io di quel periodo non ricordo niente.. tranne quella strana cosa che un giorno vidi in giardino.. e ricordo.. che rimasi pietrificata – papà tempo fa mi spiegò dov’era che abitavamo.. ma io non ho idea.. forse quelle case non ci sono neanche più.. non so.. magari tornandoci.. tornerebbe nitida anche quell’immagine..