my saturday mornings

"sai, l'altra sera mi hanno chiesto quanto avrei voluto per uno dei miei disegni.."  –  "e tu che gli hai detto?"  –  "non ero preparata alla domanda.. gli ho detto che non è vendibile"  –  mi guarda e sorride.. –  "io non so se riuscissi a vendere le mie tele.. ci sono dentro così tante emozioni che credo non riuscirei a separarmene"  –  "lo so, conosco.. ma è una cosa che col tempo imparerai a fare.. se vuoi"
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quando inizio una nuova tela sono sempre come una bambina euforica.. poi, man mano arriva il timore che non riesca a riportare quanto nella mia mente ho già visionato.. dipinto.. – sono allo step two, ovvero al 'man mano'.. mentre vorrei che questa tela diventasse bellissima..

una tavolata di donnine..smacchiatori e cioccolatini

non ero mai andata a questi 'party' dove ti fanno vedere i miracoli di certi stracci-straccetti & co. per pulire.. – tutte entusiaste.. tutte fedeli.. io lo saprò dire più in là.. ho ordinato un paio di cosine utili.. tanti soldini (certo che l'industria dell'igiene, che sia per la persona o per la casa.. non andrà mai in fallimento, poco ma sicuro).. – e mentre compilavamo i moduli d'ordinazione è tornato anche il discorso new york.. vuoi vedere che..
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ho guardato le stelle.. lo sguardo perso nell'immenso.. quante erano.. brividi

non posso non scriverne

l'ho fatto quando ancora era tra noi.. in questa dimensione.. lo faccio ora.. mentre spero che sia riuscito a varcare la soglia.. perchè dove andrà.. come scriveva la sua compagna nelle righe che mi sono giunte.. sarà un uomo sano.. senza dolori.. felice e libero..  – mi si stringe il cuore.. l'ho pensato tanto in questi mesi nei quali non andavo più da lui a farmi punzecchiare l'orecchio.. – mi piace ricordarlo sorridere.. mentre mi squadrava attraverso i suoi occhialini.. come un padre premuroso.. un insegnante che controlla se hai fatto i compiti.. – gli piaceva prendermi in giro.. io ridevo divertita.. quanto ridevamo insieme – io sdraiata su quel lettino che gli raccontavo del mondo.. della vita attraverso i miei occhi.. mentre lui mi raccontava del suo di mondo.. delle sue visioni.. della natura e dei suoi credo.. – era un uomo saggio.. – mi ricordo la mia amica che mi disse "quando lo vedrai la prima volta non ti spaventare".. – sorrido.. era simpatico con i suoi capelli grigiobianchi legati a codino.. la lunga barba folta.. la figura alta ed esile.. – mi accoglieva col sorriso.. sempre.. smetteva di ridere solo quando mi rimproverava.. quando gli aghi mi facevano sobbalzare dal dolore – allora diventava serio.. si perchè lui non aveva bisogno di chiedermi come stavo.. – a dicembre l'ho visto l'ultima volta in studio.. non stava bene ed io ero preoccupata.. – poi l'ho visto credo sia stato a maggio.. al balcone di casa sua.. – è stato un attimo.. e ancora speravo.. ancora più forte.. che sarebbe guarito.. che ce l'avrebbe fatta a combattere il male.. – è andato.. il mio caro.. carissimo e dolce omeopata.. maestro di vita.. piccolo sciamano che mi ha lasciato tanti bei ricordi.. se n'è andato.. – e anche se ora piango.. io lo ricordo sorridendo..