avvolta da un velo magico

le ho passate così le ultime ore.. forse due.. forse tre.. ascoltando i miei amici in radio.. musica chill out che ti accarezza i sensi.. avvolta dalle note e sommersa nei colori ho continuato a dipingere lui.. – lentamente le cose cambiano dimensioni.. cambiano le relazioni.. mentre mescoli i colori.. mentre guardi sfumature crearsi.. attenta a non andare oltre.. i colori mescolati non li recuperi.. io almeno no.. perchè ci gioco.. così come dipingo.. giocando con le luci e le forme.. – sto seriamente pensando di fare un corso di pittura.. potrei imparare così tante cose.. vorrei fare così tante cose.. tantissime.. che io da sola a volte mi sembra non bastarmi.. ma ho tempo.. tanto tempo.. buona notte caro universo..

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‘giorno

stavo leggendo una cosa prima che mi ha fatto ricordare uno di quei discorsi che ti ritrovi a fare svariate volte nella vita.. con amici.. al lavoro.. con te stessa (si lo so è presto ed io già ‘stavo leggendo una cosa’.. la solita mattina di ‘ai, m’han buttata giù dal letto’).. sto parlando del "ma te.. se ti ritrovassi diciamo cento milioni.. che ne faresti?" – ricordo una volta che dissi ad un signore in pensione "ma sai che ti dico, io non li vorrei nemmeno tutti quei soldi.. credo farei difficoltà a gestirli".. e lui, quasi dandomi della povera scema, mi rispose "ma he tu disci..ma dalli a me dalli, he saprei io home gestirli" (già.. un toshano… sorrido).. – ci ripensavo prima.. oggi ho le idee più chiare.. io i cento milioni li prenderei pure.. saprei che farne (tante cosine belle) e forse.. dico forse.. non basterebbero nemmeno.. eppure chi sa.. per comprare un bel casolare in una campagna toscana, di quelli vecchi ben tenuti.. con le finestre alte con le persiane, col giardino alberato, tanti fiori e vista sui vigneti.. uno di quelli che la cucina è immensa, con in centro un tavolo luuuungo lungo ed il pavimento in pietra.. uno di quelli stile i film ‘french kiss’ oppure ‘a good year’.. ecco.. dicevo.. per comprare uno di quelli.. mica ti servono cento milioni no? ..io mi ci vedrei.. ma tanto.. – che poi, dovessi un giorno vincere tanti soldini (cosa poco probabile, visto che non compro nemmeno i gratta e vinci, figuriamoci giocare al lotto se poi mi scordo pure di controllare i numeri..) ..bhe.. io farei contenta tanta gente, (che in pensiero la sto pronunciando in toshano.. riiido).. inclusa me.. ovviamente.. vabè va.. terra chiama monia..

p.s. eppure… ;o)

il ventidue a me è sempre piaciuto

ore undici e trenta "ciao, stasera ci sei? se possibile mi assenterei, potrei andare in vacanza un paio di giorni approfittando di un passaggio. fammi sapere." – era michele.. il mio amico di battaglia.. ovvero uno dei tre moschettieri della radio.. – "si certo, non ti preoccupare, tu divertiti" .. ero sola in studio stasera.. ma sola solo fisicamente.. – ho ancora il cuore in festa.. – perchè loro c’erano.. i miei cari.. amici.. parenti.. c’erano tutti.. hanno condiviso.. mandando sms e chiamando la diretta.. – ore diciannove e venti "mo’, gli zii sono in lacrime" (anche se a mio zio minghi non glie l’ho messo :-/ ).. questo è un periodo che ci vede tutti un pò più uniti.. e loro questa sera mi hanno ascoltata per la prima volta.. lo zio con l’orecchio attaccato alla radio portatile come si faceva una volta.. me lo immagino.. la zia commossa durante la telefonata che arrivava dal mare, le nini.. – io non so chi era in ascolto questa sera, ne da dove o in quanti erano.. la nostra è una radio nonprofit e non abbiamo dati di ascolto.. e sinceramente non importa.. non contano i dati.. ma quello che fai tu e come lo fai.. io ci ho messo il cuore e l’anima.. impappinandomi leggendo le notizie.. sbagliando un congiuntivo (e me ne sono pure accorta.. ma la gaffe.. meglio sorvolarla).. lasciando il mic aperto mentre farfugliavo trai ciddì.. sorridevo.. sorridevo e m’illuminavo ad ogni messaggio.. ad ogni chiamata.. emozionandomi, cantando e ballando con i pezzi della scaletta che avevo preparato prima della diretta.. – piccola pasticciona.. o impasticcata (come vengo anche chiamata di questi tempi).. sto quì che scrivo beata.. bello il ventidue.. proprio bello.. – domani torno in palestra.. mi è mancata.. c’è chi dice che se mi azzardo ad andarci.. bhe.. che mi farà fare fitness a furia di calci nel sedere.. – ma c’è che ho il lascia passare.. "basta che non vada incontro al dolore, poco peso ed io non le dico di no, anzi".. ecco.. e se l’uomo del monte ha detto si ed io sento veramente il bisogno di andarci.. allora direi proprio che il semaforo è passato al verde.. – mentre quì, io ora spengo tutto.. anche perchè non c’è quasi più traffico.. shhhhh.. buona notte :o)

e.t. telefona casa oppure briciola chiama passero

e se ti va male pure i piccioni.. :o) ma dal tronde.. i nostri passerotti sono pure un pò viziati.. ecco.. loro son convinta non sanno cosa sia la fame nel terzo mondo (che poi.. altro che terzo mondo.. tutto il mondo è paese..) – vi è mai capitato di alzarvi la domenica mattina ed accorgervi che è rimasto giusto il caffè per una mini tazzina? prima regola, niente panico.. basta rovistare la cucina.. niente caffè.. seconda regola, niente panico.. la terza regola stamane non c’era.. in un batter d’occhio ho optato per starbucks.. messo in borsa il libro (esatto, quello del mai dire mai) e via.. sono rimasta li un oretta e più.. gente che passava.. che si sedeva.. che leggeva.. bella la domenica mattina col vento che ti disfa i capelli e gira le pagine al posto tuo.. i passerotti comunque.. anche oggi.. l’hanno avuta vinta.. che poi.. meglio se il muffin se lo sono mangiato loro ;o)

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p.s. la voglia di caffè era tanta.. o tanto..
insomma.. il pacchetto rende la dimensione..
la marca.. bhe, non fateci caso

tempo di mezz’estate

tempo di partenze, ma anche di ritorni.. oggi sono partiti anche i miei amori.. due settimane.. e io quest’anno non potrò sguazzare in acqua insieme a loro.. nuotandogli sotto le gambe facendogli fare i tuffi.. – dovrebbe esser tornato il mio orsacchiotto (già, perchè se mettessi quì la sua foto capireste.. parlo del mio amico del cuore.. sorrido.. per lui sarà stata la prima vacanza al mare con valentina.. domani lo chiamo.. – tempo di lunghe passeggiate.. già.. e non solo perchè me lo ha consigliato il medico.. ma proprio perchè mi piace.. e forse.. anche un pò perchè ora ho tempo per farlo.. – tempo di conoscenze.. questa sera un giovane ragazzo riufugiato dell’afganistan.. – e su questo mi soffermo.. passeggiavo.. solito fiume.. ma altro luogo.. ero tornata un pò direzione ‘le mie origini’.. l’avevo già notato sulla panchina.. incrocio di sguardi.. ho proseguito.. spensierata.. – io queste serate così le adoro.. le otto e mezza e giri ancora con la magliettina a cannottiera.. non c’è afa.. ma quel calore che ti avvolge in modo piacevole.. – li ho sentiti i suoi passi che si avvicinavano.. mi sono bloccata.. fingendo di cercare le sigarette.. mi passa accanto si gira e in un tedesco un pò alle prime armi mi fa ‘tu ci vai mai con gli skates?’ ‘no, non ancora.. perchè me lo chiedi?’..bhe.. alla fine abbiamo passeggiato in due.. per una volta non mi sono sentita madre teresa che ascolta anche le zanzare.. (già perchè io attiro estranei che in un batter d’occhio mi raccontano la vita, morte e miracoli).. si parlava del più e del meno.. della guerra nel suo paese.. dei genitori lasciati li.. di come passa le sue giornate.. – abbiamo parlato del suo allah.. indicandomi gli alberi mi fa ‘vedi, tutto questo è opera sua’.. ‘lo so’ gli ho risposto.. e per un pò siamo andati in silenzio.. – mi ha chiesto di lasciargli il mio numero.. (e già lo sapevo).. ci ho messo quasi tutta la via del ritorno a spiegargli ‘come funziono’ io e la mia vita.. e.. la cosa più importante.. che non dipendeva da lui il mio non volerglielo dare.. ma da me.. e dal mio senso di sentirmi poi in ‘dovere’ di aiutare.. già.. una volta ero peggio.. parecchio.. (il mio capo d’apprendistato, a sedici anni mi disse ‘monia, tu dovresti lavorare nel settore sociale’).. dico peggio perchè io so che non potrei mai lavorare nel sociale.. faccio miei i problemi degli altri.. me li porto a casa.. non ci dormo.. cercando vie e mezzi per aiutarli.. ci sto male e soffro nel veder soffrire.. e questo.. non è bene.. non fa bene a me.. e se non sto bene io, non posso far star bene chi mi circonda.. poi però crescendo impari a distinguere.. a selezionare.. dividi.. decidi.. in me c’è sempre quella piccola madre teresa.. ma oggi ci convivo quasi pacificamente.. – ‘ti prometto che non ti chiamerò.. non sarò uno stress per te.. tu, se vorrai, se ti trovi da queste parti.. a passeggiare.. o per berti un caffè.. mandami un messaggio.. che io ti raggiungo’.. l’ho guardato.. era sincero.. io un attimo titubante (‘e tutto quel sacrosanto discorso che ti ho appena fatto?’) ci siamo scambiati i numeri.. tranquillamente.. io so che non mi chiamerà.. forse userò quel numero.. forse no.. sempre tranquillamente.. perchè per quel ragazzo.. rivolgermi la parola questa sera.. è stato un atto di coraggio.. ecco.. questa direi che è una certezza.. – un pò come la mia bolla al piede ;o)