credo di aver sognato poco prima del risveglio.. altrimenti non sarebbero così presenti.. ricordo poco eh.. – un mio amico musicista.. forse perchè giorni fa mi mandò un invito per il live di sua figlia.. – e poi.. ero in una casa.. anzi in una stanza.. una finestra, grandissima.. guardavo l’albero fuori.. enorme.. c’era il sole.. poi trai rami ho visto una piccola scimmia.. come quella di pippi calzelunghe.. era una baby scimmia.. ho chiamato gli altri.. mentre arrivavano, sull’albero sempre più chiare.. erano tante di loro.. forse tutta una famiglia.. grandi.. le ho percepite come minacciose.. stavamo attenti (che poi chi eravamo?.. forse mia sorella.. le mie nipoti.. non ricordo ora..) a non farci vedere.. lentamente stavamo tirando le tende.. adagio.. loro sembravano non vederci.. mi sono svegliata.. – se solo sapessi interpretarli i miei sogni.. – ventidue maggio.. son passate cinque settimane..
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alchimia
cercando la parola esce di tutto.. parlano anche di un certo giuseppe balsamo.. in arte cagliostro.. credo mia mamma sia solita a nominarlo.. nei giochi di parole.. – monologo mattutino.. giovedì sedici maggio.. cielo coperto.. mentre le albe ed i tramonti segnano il tempo..
nei miei sogni
qualche volta ti vedo.. come anche questa notte.. mi avevi scritto una lettera tra le pagine di una rivista.. triste risveglio..
ieri è finalmente arrivato il divano nuovo.. mi ci devo ancora abituare a vederlo li.. ancora non lo sento comodo come il suo predecessore.. che lui si.. di storie da raccontare ne aveva.. – ora mi manca il tavolino e la poltrona.. – ore ed ore sui siti (che di mobilifici davvero ne ho visti una marea) e non riesco ancora a trovare.. stile country o stile barocco? ho idee.. qualcosa la vedo anche.. ma poi.. come potrebbe essere altrimenti.. tanti se e però.. – vabè.. dicono che la pazienza è la virtù dei forti.. ed io di questi tempi.. alla scuola della vita.. mi trovo seduta nei primi banchi..
eh?
ventidueetrenta, cocciante con i suoi quattro ragazzi del live.. ha appena cantato hey jude dei beatles.. – il trenta marzo.. volendo parlare di riccardo io scrissi questo post..

si dice che..
“soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità”
voglio credere che sia così..
non ricordo..
ma credo che questo sia stato il primo sogno nel quale ho consciamente percepito odori in modo evidente.. – non era di buono.. il cattivo odore era legato ad una persona.. la sua casa.. – disagio.
intanto assumo overdosi di vitamina b e di magnesio.. “abbiamo fatto buone esperienze in questi casi”.. bene.. tutto tornerà sereno..
p.s. ho un lunghissimo graffio sulla gola.. mi sa che ho sognato anche altro stanotte
hey jude
don’t make it bad.. take a sad song.. and make it better.. – mi passa per la testa ora.. mentre volevo scrivere di tutt’altra canzone.. scrivere di quel piccolo grande uomo di nome riccardo.. il maestro.. – di come mi fa emozionare il giovedì sera.. vedere la sua energia negli occhi.. sul volto.. quando trai giovani cantanti c’è chi riesce a catturarlo.. – la prima serata rimasi quasi col cuore infranto dinanzi a chi non lo sceglieva come coach perchè in lui non riconosceva l’arte.. l’amore… la bravura.. – per me, su quelle quattro poltrone.. l’unico che come tale, merita di star seduto li – non tolgo niente agli altri tre.. che a modo loro sono bravi, senza dubbio.. ma non mi arrivano.. – mi fa sorridere la raffa.. un pò per la simpatia di quegli anni portati avanti.. portati bene.. e piero.. che mi diverte quando parla in toscano cercando di contendersi il cantante.. – no, non tolgo niente a nessuno.. nemmeno a noemi.. che mi sta antipatica.. sarà la sua risata plastica.. forse.. – io volevo parlare di ‘belle’.. che da giorni mi fa da colonna sonora.. l’ho ritrovata quando alla terza serata si è presentato lorenzo campani.. inutile dire la pelle d’oca.. – belle.. ma quanto transporto.. passione e dolore.. in poche righe.. infinite note..
“belle.. c’est un mot qu’on dirait inventé pour elle..
quand elle danse et qu’elle met son corps à jour, tel..
un oiseau qui étend ses ailes pour s’envoler..
celle .. qu’on prenait pour une fille de joie.. une fille de rien..
semble soudain porter la croix du genre humain..
oh notre dame oh laisse-moi rien qu’une fois..
pousser la porte du jardin d’esmeralda..
quand ses mouvements me font voir monts et merveilles..
sous son jupon aux couleurs de l’arc-en-ciel..”
sogni
un cielo gonfio di stelle.. quattro cadenti.. prima tre piccole poi una grande.. – il mare.. – sceneggiature diverse.. – una corsa in bicicletta.. rincorrendo.. – mentre all’orizonte si manifestava un aurora stupenda.. un sole enorme.. caldi colori..
vorrei..
sentirmi più in forma.. davvero
colpo di fulmine
stavo andando su le scale del mobilificio.. (centoventi chilometri per andare a vedere un divano.. uno solo.. uno in particolare).. l’ho visto lì in un angolo che mi dava le spalle.. – non era il mio prescelto.. un altro – e come spesso accade nella vita.. va a finire che t’innamori di chi prima non consideravi.. non conoscendone l’esistenza.. – entro i prossimi dieci giorni decido.. cioè.. ho già deciso.. ora vedo se riesco a procurarlo altrove.. altrimenti quello sia.. e chissenefregasecostapiùdiquantovolevospendere.. volere o volare.. io voglio.. perchè per volare già volo..