oggi.. cioè oggi

è stata una di quelle giornate della serie "ma quant’è bella la vita?"  ..sorrido.. tante piccole cose.. tanti piccoli gesti..  e poi, perchè portarsi in palestra l’ipod con la pila scarica può avere i suoi vantaggi ;o)  .. ma anche, perchè una mail arrivata poco prima d’andare a casa può stamparti un sorriso grande coooosì

"ciao mo’, non combinare macelli e fai la brava"

riiiido ancora :-D  ..perchè oggi, cioè oggi, c’era pure lui.. mister sole in persona.. te sei fatto desiderà eh?! e mo guai a te se te movi :-p

scorci d’infanzia

perchè ne parlavamo l’altra sera.. perchè è bello ricordare e perchè tuttoggi, mi chiedo tante cose.. – io da bambina ero una gran fifona (non è che oggi sia cambiato molto.. ma oggi le cose che mi fanno paura sono altre..) – ho appena chiamato mia mamma.. oraora.. non ricordavo quanti anni avevo quando caddi giù per la scala.. – ne avevo tre.. avevo appena tre anni quando rotolai giù una scala di cemento.. lunga.. – di quel giorno ho pochi ricordi.. giocavo con la bambola.. e poi mi sono ritrovata seduta sullo sgabello.. mi pulivano il viso.. sangue.. la lingua morsa a metà… il mento che sanguinava.. ricordo che ridevo mentre intorno erano tutti preoccupati ed agitati.. povera tata.. era terrorrizata.. – non ricordo il dottore, non ricordo come mi ci abbiano portata.. non ricordo i punti.. – oggi ho un segno sulla lingua ed una cicatrice sul mento.. – mia mamma dice che subbii uno scioc.. che da quel giorno iniziai a bagnare il letto.. in una notte anche tre letti.. addirittura i materassi nuovi di pacca dei nonni.. avevo paura.. paura di alzarmi.. paura di aprire gli occhi.. tiravo giù il pigiama, facevo.. lo ritiravo su.. poi chiamavo.. in lacrime.. finchè qualcuno non arrivava.. – ricordo un cartone animato.. una strega.. candele.. le vite.. che pian piano si spegnevano.. morivano.. e la strega sui loro letti.. per portar via l’anima.. quel cartone animato mi segnò.. io questo lo so per certo.. (ma come si fa a produrre una tale cosa e chiamarla cartone animato.. per bambini.. come?).. poi son cresciuta.. poco a poco.. sgomitando tra le mie paure.. (erano tante).. fino all’età di dodici-tredici anni.. li qualcosa cambiò.. solo che non ho un diretto nesso.. da li non ce n’era più per nessuno.. non sono cambiata in male, nono.. ma cresciuta.. tanto e velocemente.. piccola e ribelle „tu dici che la sai? allora io la so più di te“.. – ecco, io la so più di te.. – e ora mi sono persa.. trai ricordi e tra queste parole.. sono in sovrapensiero.. – perchè scrivo questo post?.. forse perchè so che non devo aver paura ora.. io so.. e ce la farò

shhhh..

quando fabio volo la mattina legge le poesie.. io metto su le cuffie, tutte e due.. e per un attimo.. per il mondo non ci sono.. ormai in ufficio lo sanno.. l’ora sacra.. quella dei ‘no meeting between nine and ten please’, l’ora del "no ascolta, la siga ce la fumiamo dopo, ti va?".. perchè se posso lo seguo.. perchè io in quell’ora canticchio.. mi emoziono e rido.. rido tanto

non so dove vado, ma so con chi vado
non so dove sono, ma so che sono in me
non so che cosa sia Dio, ma Dio sa che cosa sono
non so che cosa sia il mondo, ma so che è mio
non so quanto valgo, ma so non fare paragoni
non so cosa sia l’amore, ma so che godo della sua presenza
non posso evitare i colpi, ma so come sopportarli
non posso negare la violenza, ma posso negare la crudeltà
non posso cambiare il mondo, ma posso cambiare me stesso
non so che cosa faccio, ma so che sono fatto da ciò che faccio
non so chi sono, ma so che non sono colui che non sa

alejandro jodorowsky

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p.s. ecco.. alla domanda ‘chi vorresti incontrare un giorno?’.. io risponderei.. vabè.. la risposta è anche superflua ;o) 

quella bambina era forte

la forza della vita.. il coraggio di un leone.. una difesa che solo se ferito il cuore poteva cedere.. eterno ritornello.. anima.. cuore.. forza.. battaglie.. come quella.. che infondo non aveva scelto.. che infondo aveva deciso di non voler combattere.. – non si era arresa.. lei no.. lei mai.. quella battaglia sarebbe stata dura.. lunga.. sofferta.. lei l’avrebbe anche affrontata.. lei non si sarebbe tirata indietro.. ma non aveva gli alleati.. l’unione fa la forza dicono.. – giovanna d’arco aveva dietro un esercito.. che la seguiva con la stessa forza d’animo che lei stessa aveva.. la seguivano col cuore.. – giovanna morì al rogo.. sola.. – quella bambina forse era più saggia.. perchè il tempo le fu un gran’ maestro.. lei non voleva morire.. non in battaglia.. non per una guerra che sapeva di non poter vincere.. perchè era sola.. perchè non era ad armi pari.. – gettò la spada "perdono signore, ma questa volta non posso lottare.. ma tu questo forse già lo sapevi.." (ma forse anche no.. perchè quanto si poteva sapere fin da prima? perchè le cose possono cambiare.. la storia mutare.. non quella passata.. ma quella da scrivere..) – madre teresa di calcutta disse che la sconfitta più grande era lo scoraggiamento.. – quella bambina era forte, lei sapeva di non essersi arresa.. aveva solo scelto di non lottare.. aveva scelto la vita.. – perchè può capitare.. che se tu non lotti.. qualcun altro lotti per te.. – come nelle favole.. come in questa.. che ho appena raccontato..

quando una parola è poca e due sono troppe

..decidi di non dire niente di tuo.. lasci giusto un copia-incolla di quanto invece dice rob brezny della bilancia in questi giorni..

"vedere quello che abbiamo davanti al naso spesso richiede continuo impegno", scriveva george orwell. mentre questo è vero per la maggior parte di noi, scommetto che la prossima settimana tu sarai l’eccezione alla regola. ti accorgerai che è più facile del solito sfuggire dal trance della routine quotidiana. di conseguenza, dei segreti ovvi che finora non riuscivi a vedere ti batteranno delicatamente sulla fronte e ti diranno: "guardami!". dopo lo stupore iniziale sentirai un sollievo da una tensione che non percepivi neanche portarti addosso, seguito da una calda e soffice esplosione di speranza.

perchè a polemizare siamo bravi tutti

noi italiani per primi.. – ma quanti hanno veramente ascoltato le parole del brano di povia, quanti? quanti spento per un attimo il cervello ed ascoltato con il cuore? forse pochi, forse tanti, ma meglio andare con la massa che urla allo scandalo.. rischi meno di dare all’occhio.. meglio urlare contro povia che canta nient’altro che d’amore.. di confusione e di dolore.. che in questo mondo ci fa da padrone.. – quanti hanno urlato contro ad albano che pubblicamente ha detto che lui un figlio gay lo rinnegherebbe, quanti? praticamente non s’è sentito.. – e allora.. fatemi il piacere.. per lo meno, andatevi a leggere il testo se il titolo vi da tanto fastidio.. – e se vogliamo dirla proprio tutta.. di povia e di questa sua canzone parleranno anche tra qualche anno.. mentre oggi, io non ricordo nemmeno il titolo del pezzo di carta.. – ah, lui avrebbe vinto sanremo.. – e se state ancora leggendo.. su youtube c’è il brano della vincitrice dei giovani.. – ecco.. io a sanremo farei cantare giusto i giovani.. perchè loro di cose da dire ne hanno ancora tante.. in tutta la loro semplicità.. con tutta la loro ‘sincerità’

per loro abbatterei i muri

sono rientrata da poco.. dopo un giornata nella quale al centro c’erano loro.. le nini.. all’asilo durante la ‘giornata dalle porte aperte’.. truccandole come delle vere signorinelle.. al corteo di carnevale per bambini.. raccogliendo da terra caramelle e coriandoli (che i loro li avevano finiti prima ancora che iniziasse il tutto).. – che sabato.. ora ‘dedico’ del tempo a me.. ovvero.. alle pulizie e quant’altro.. perchè questo, signore e signori, è un one-man-show.. di quelli inesauribili ;o) ..e stanotte.. dormirò da dio.. altro che torcicollo :-p

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