che succede?

mha.. niente di particolare.. – magari che ho tagliato i capelli.. ancora.. questa volta veramente cortissimi.. – poi c’è che mercoledì ho visto una stella cadente.. una sola.. (lo so.. niente di strano.. ma non posso raccontarvi il percome ed il perchè.. :-D ) .. e poi c’è che a volte scrivi qualcosa nel blog.. passa a leggere tua sorella.. e ti ritrovi ad ascoltare un suo racconto.. con i brividi sulla pelle e le lacrime negli occhi.. felice.. – ecco.. questo è un pò quanto è successo.. sfumature.. comme d’hab :o)

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la campana della merenda

dieci agosto, il grande giorno.. – mia sorella preparando le piccole mi fa "ale si è alzata con male al pancino".. io a ridere "e te credo, saranno due mesi che contiamo i giorni insieme a lei ripetendole del suo primo giorno d’asilo".. – oggi era un giorno di storia per le nini.. primo giorno d’asilo per la piccola, primo giorno di scuola per la grande.. – a volte lavorare mezza giornata per prescrizione medica è come un dono dal cielo.. perchè a scuola oggi ci sono andata pure io.. insieme ai tanti bambini.. mamme e papà.. – si è vero, ero l’unica zia.. ma non me lo sarei perso per niente al mondo.. e mentre la maestra salutava i genitori "salve, io sono la zia" e le ho regalato un sorriso a trentotto denti :-D .. – ero emozionata.. forse più dei piccoli che sembrava avessero imparato a memoria un copione nei due anni di asilo precedenti.. – erano tutti ai loro posti.. seduti per bene.. silenziosi.. la maestra spiegava le prime piccole cose.. e loro le facevano.. che bello che è stato.. quanti colori.. e quanta attrezzatura high-tech!

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io del mio primo giorno di scuola ricordo poco.. anzi, pochissimo.. ma di certo so che non c’erano macchine fotografiche.. video camere e cellullari super dotati.. sorrido.. – ho appena chiamato mia madre "mamma senti, ma io quando sono andata a scuola sapevo già scrivere il mio nome?" "certo ni, ve l’ho insegnato io a te e tua sorella".. ecco, non ricordavo nemmeno questo.. che cervello da colapasta.. – però una cosa la ricordo.. io a scuola sognavo.. m’imbambolavo.. avevo sempre posti vicino alla finestra e anzichè ascoltare l’insegnante io guardavo quanto succedeva fuori.. che poi non è che succedesse granchè, le finestre davano sul prato con alberi e cespugli.. ma c’erano gli uccelli.. le farfalle.. insomma.. lei parlava.. io distratta.. finchè un giorno non mi scrisse una nota nel quaderno per i miei genitori.. già.. fece venire papà a scuola.. perchè non andava bene che lei blaterasse ed io con la testa tra le nuvole.. – papà quella sera non mi disse granchè.. oddio si, mi rimproverò (perchè loro hanno sempre detto "prima la scuola, poi tutto il resto".. ma loro sapevano ed io infondo andavo bene.. – mi spostò di banco.. lontano dalle grandi vetrate.. ah povera signorina rottenmeier.. non capì che non si possono togliere i sogni e le fantasie ad un bambino facendogli cambiare banco.. – sospiro.. che bella storia la scuola.. – belli i ricordi.. se solo ne avessi di più.. ne ho molti, moltissimi.. ma tanti altri si sono persi.. crescendo.. – che poi.. uno si può mica ricordare ogni singolo giorno no? o si? e se vi dicessi che invece ricordo una cosa di quando avevo tre anni? una cosa che vidi.. in giardino.. e non ne ho mai parlato con nessuno.. – mi piacerebbe raccontarla a qualcuno che riuscisse a ‘vedere’ i miei pensieri nel racconto.. magari saprebbe dirmi cos’è che vidi..

se il buongiorno lo vedi dal sorriso

ero venuta quì per lasciare un immagine.. l’ho scattata ieri dopo un attimo di ordinaria creatività.. "guarda lori, che bel cuore s’è andato a creare.. aspe’ ora ci aggiungo qualche riga.." e fu così.. che anche il caffè mi sorrise.. così come ho sorriso io qualche momento fa.. trovando questo messaggio nei pvt del blog.. una carezza.. miele.. e lasciarlo li sarebbe un peccato.. perchè troppo bello.. grazie per esser passato da quì.. ma ancor’ di più per questo :o)

vagabondavo senza meta come un flàneur che va ovunque perdendosi nella folla alla ricerca dell’intimità del presente e mi sono fermato per un pò nel tuo luogo. ho aperto il cancello ed ho curiosato nel tuo giardino e mi sono sentito immerso in una dimensione piacevole e avvincente.

ho oziato per un pò in tua assenza e mi sembrava inelegante andarmene richiudendo il cancello senza lasciare un segno del mio passaggio.

il cielo ti appartiene.. la terra ti appartiene.. come sei ricca!

ciao. un sorriso. L

n’est-elle pas belle la vie? ..buona domenica mondo..

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ssshhhhh

un fascino quasi mistico.. – a volte le guardo e mi ci disegno intorno le storie.. – storie fatte di persone.. piccole.. giovani.. anziane.. – quella di un bambino in gita scolastica.. che euforico va ad occupare il posto per lui ed i suoi amichetti.. che da li a poco avrebbero mangiato i panini che le loro mamme gli avevano preparato.. – o magari quella di un vecchietto che girovagando per i sentieri, a passo lento ma sicuro.. vi si è riposato, appaggiando un braccio sul suo bastone.. guardandosi intorno, spettatore consapevole.. – ma poi ci sarebbe anche quella di due giovani ragazzi.. che vi si sono fermati durante una passeggiata spensierata.. mentre lui le raccontava una storia.. fatta di altre storie.. e lei lo ascoltava affascinata.. gli occhi accesi.. loro due, mano nella mano.. – ..quanta vita seduta ed appoggiata delicatamente sulle gambe di una panchina.. – si potrebbe scriverne un libro.. magari di favole.. per bimbi.. o per i grandi.. quelli che dentro.. saranno sempre bambini..

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di sole.. di luna.. di baci.. e sorrisi

in settimana ci sono passata qualche volta.. era deserto.. quel piccolo quartiere che solitamente vive di urla di bambini.. di adulti che il caffè lo prendono per strada nelle tazzine di plastica, fatto con la moca da dodici se basta.. – in settimana allungata sulla sdraio nel giardino della sis mi faceva compagnia il libro.. i giri di un giovane rapace in cielo ed il canto delle cicale.. quiete.. – oggi quel piccolo quartiere è tornato a vivere.. sono rientrati tutti.. tra una settimana inizia l’asilo per i più piccolini e la scuola per le signorinelle.. (ricordo ancora il mio primo giorno di scuola.. mia sorella che mi correva dietro in lacrime, voleva venire con me.. ed io che la consolavo col cuore straziato "no nadia, tu non puoi venire.. ma io torno presto".. con in spalla una cartella quasi più grande di me.. già.. quella con su heidi) ..oggi quì era un giorno di festa.. la festa della fondazione di questo piccolo paese che si chiama indipendente.. ne vanno fieri della loro indipendenza.. che poi.. dietro le quinte.. vabè.. altra storia.. – ma io voglio raccontare la storia di oggi.. fatta d’italianità.. fatta di amicizia.. tra grandi e piccini.. di moche che andavano a gogò.. di giochi in giardino.. grigliate e vini casarecci.. quelli che mentre li bevi sembra di vedere ancora le persone a piedi nudi nelle grandi botti a pestare l’uva appena raccolta.. le ore sono volate.. passando da un giardino all’altro.. chiacchierando un pò qua.. sorridendo un pò più in là.. – le prime stelle.. ed il cielo ha iniziato a colorarsi.. fuochi d’artificio ovunque.. (credo che la prossima luna piena sarà uno spettacolo..) c’era un cielo stupendo.. si aggiungevano le stelle e con loro le bottiglie in tavola.. quasi maestrosamente i digestivi ed i vari liquori difendevano il territorio della tarda ora.. mentre sul tavolo s’era steso un velo.. quello dei colori di una partitina di poker.. tranquilla.. tipica di quel piccolo quartiere.. dove quando le sedie non bastano vai a prendere le panchine lunghe ed un tavolo viene aggiunto all’altro.. – oggi li è tornato il casino.. ma quello bello.. che pulsa.. che sa di vita :o) 

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avvolta da un velo magico

le ho passate così le ultime ore.. forse due.. forse tre.. ascoltando i miei amici in radio.. musica chill out che ti accarezza i sensi.. avvolta dalle note e sommersa nei colori ho continuato a dipingere lui.. – lentamente le cose cambiano dimensioni.. cambiano le relazioni.. mentre mescoli i colori.. mentre guardi sfumature crearsi.. attenta a non andare oltre.. i colori mescolati non li recuperi.. io almeno no.. perchè ci gioco.. così come dipingo.. giocando con le luci e le forme.. – sto seriamente pensando di fare un corso di pittura.. potrei imparare così tante cose.. vorrei fare così tante cose.. tantissime.. che io da sola a volte mi sembra non bastarmi.. ma ho tempo.. tanto tempo.. buona notte caro universo..

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‘giorno

stavo leggendo una cosa prima che mi ha fatto ricordare uno di quei discorsi che ti ritrovi a fare svariate volte nella vita.. con amici.. al lavoro.. con te stessa (si lo so è presto ed io già ‘stavo leggendo una cosa’.. la solita mattina di ‘ai, m’han buttata giù dal letto’).. sto parlando del "ma te.. se ti ritrovassi diciamo cento milioni.. che ne faresti?" – ricordo una volta che dissi ad un signore in pensione "ma sai che ti dico, io non li vorrei nemmeno tutti quei soldi.. credo farei difficoltà a gestirli".. e lui, quasi dandomi della povera scema, mi rispose "ma he tu disci..ma dalli a me dalli, he saprei io home gestirli" (già.. un toshano… sorrido).. – ci ripensavo prima.. oggi ho le idee più chiare.. io i cento milioni li prenderei pure.. saprei che farne (tante cosine belle) e forse.. dico forse.. non basterebbero nemmeno.. eppure chi sa.. per comprare un bel casolare in una campagna toscana, di quelli vecchi ben tenuti.. con le finestre alte con le persiane, col giardino alberato, tanti fiori e vista sui vigneti.. uno di quelli che la cucina è immensa, con in centro un tavolo luuuungo lungo ed il pavimento in pietra.. uno di quelli stile i film ‘french kiss’ oppure ‘a good year’.. ecco.. dicevo.. per comprare uno di quelli.. mica ti servono cento milioni no? ..io mi ci vedrei.. ma tanto.. – che poi, dovessi un giorno vincere tanti soldini (cosa poco probabile, visto che non compro nemmeno i gratta e vinci, figuriamoci giocare al lotto se poi mi scordo pure di controllare i numeri..) ..bhe.. io farei contenta tanta gente, (che in pensiero la sto pronunciando in toshano.. riiido).. inclusa me.. ovviamente.. vabè va.. terra chiama monia..

p.s. eppure… ;o)

il ventidue a me è sempre piaciuto

ore undici e trenta "ciao, stasera ci sei? se possibile mi assenterei, potrei andare in vacanza un paio di giorni approfittando di un passaggio. fammi sapere." – era michele.. il mio amico di battaglia.. ovvero uno dei tre moschettieri della radio.. – "si certo, non ti preoccupare, tu divertiti" .. ero sola in studio stasera.. ma sola solo fisicamente.. – ho ancora il cuore in festa.. – perchè loro c’erano.. i miei cari.. amici.. parenti.. c’erano tutti.. hanno condiviso.. mandando sms e chiamando la diretta.. – ore diciannove e venti "mo’, gli zii sono in lacrime" (anche se a mio zio minghi non glie l’ho messo :-/ ).. questo è un periodo che ci vede tutti un pò più uniti.. e loro questa sera mi hanno ascoltata per la prima volta.. lo zio con l’orecchio attaccato alla radio portatile come si faceva una volta.. me lo immagino.. la zia commossa durante la telefonata che arrivava dal mare, le nini.. – io non so chi era in ascolto questa sera, ne da dove o in quanti erano.. la nostra è una radio nonprofit e non abbiamo dati di ascolto.. e sinceramente non importa.. non contano i dati.. ma quello che fai tu e come lo fai.. io ci ho messo il cuore e l’anima.. impappinandomi leggendo le notizie.. sbagliando un congiuntivo (e me ne sono pure accorta.. ma la gaffe.. meglio sorvolarla).. lasciando il mic aperto mentre farfugliavo trai ciddì.. sorridevo.. sorridevo e m’illuminavo ad ogni messaggio.. ad ogni chiamata.. emozionandomi, cantando e ballando con i pezzi della scaletta che avevo preparato prima della diretta.. – piccola pasticciona.. o impasticcata (come vengo anche chiamata di questi tempi).. sto quì che scrivo beata.. bello il ventidue.. proprio bello.. – domani torno in palestra.. mi è mancata.. c’è chi dice che se mi azzardo ad andarci.. bhe.. che mi farà fare fitness a furia di calci nel sedere.. – ma c’è che ho il lascia passare.. "basta che non vada incontro al dolore, poco peso ed io non le dico di no, anzi".. ecco.. e se l’uomo del monte ha detto si ed io sento veramente il bisogno di andarci.. allora direi proprio che il semaforo è passato al verde.. – mentre quì, io ora spengo tutto.. anche perchè non c’è quasi più traffico.. shhhhh.. buona notte :o)