mentre le albe ed i tramonti scolpiscono il tempo..
c’era una volta…
un piccolo bosco.. poco distante da dove lavoro.. – l’ultima volta che ci andai a passeggiare era durante una pausa pranzo nell’estate del duemila e dieci (o undici.. ora non ricordo bene.. ma forse più dieci..) – oggi passando in macchina con la coda dell’occhio ho visto una scultura.. incuriosita ho fatto inversione.. ho posteggiato e fatto un pò di via a piedi.. – sono tornate immagini.. ricordo la mia borsa appesa al ramo di un albero.. la penombra estiva.. – momenti.. di una pausa pranzo passata diversamente..
e nel weekend?
eh.. nel weekend di tutto.. un sabato indaffaratissimo.. tra consolato e caccia al bikini nuovo (che ovviamente non ho trovato) e durante un attacco di senso del dovere ho anche pulito tutti i vetri di casa.. complice la radio a palla ho poi sistemato anche cose rimaste in sospeso da fin troppo tempo.. – fare le pulizie aiuta a distrarsi.. lo riconfermo.. – poi però c’erano anche grigliate per strada.. un raclette notturno in terrazza in pieno luglio (c’è sempre una prima volta, anche quella del formaggio fuso in estate).. ed un buffet di dolci che non finiva mai.. – oggi ho riassaporato il gusto dell’ozio.. gambe distese sulla sedia.. all’ombra del giardino.. con un leggero venticello trai capelli.. la pace dei sensi.. – osservavo i giochi d’acqua delle nini.. me ne sono stata talmente pacifica che non ho nemmeno preso in mano il libro che mi ero portata.. ho preferito riempire i palloncini d’acqua.. mangiare il gelato.. preparare dei caffè ogni qual tanto.. (il primo della stagione in ghiaccio).. – è passato un altro weekend.. altri due alle vacanze.. mm..
parole e messaggi
avevo acceso la tele per un attimo.. cocciante mi stava cantando.. margherita.. – poi ha recitato queste parole di panella.. sono corsa a prendere un pezzo di carta per scrivere.. frammenti su di un bigliettino.. le ho ritrovate stamane.. bellissime.. nel poco il tutto…
vivere per amare, amare quasi da morire
morire dalla voglia di vivere.
amare, dare l’anima alla vita.
morire dalla voglia di vivere con la voglia di vivere
sogno lampo.. prima di svegliarmi.. un messaggio “ciao… sto ancora lavorando”..
come formiche
la città è la regina.. lei chiama alla festa.. ed il popolo.. le lavoratrici.. affluiscono.. – che poi non è che ‘quante più ne sono, tante più ne conosci’.. perchè sono così tante che solo giorni dopo “ah ma c’eri anche te?!”.. – fatto giri.. salutato e parlicchiato con conoscenti ed amici.. resta sempre bello rivederne alcuni che magari trovi solo in occassioni del genere.. (trovi per modo di dire.. che se non era che mi sentivo chiamare.. io mica li vedevo – monianelpaesedellemeraviglie..) – ..mangiare lo spiedo tipico della serata era d’obbligo, farlo senza sporcarsi, un successo! un drink, uno solo (per motivi di bisogni femminili in momenti poco appropriati.. ed ovviamente perchè di più non reggo.. – una sola margarita ed ero flashiata).. sono rientrata che in testa avevo un concerto heavy metal ed alzarsi stamane.. una tortura.. – ora eccomi quì.. seduta a questa scrivania.. aspettando che si facciano le cinque (sono solo le otto.. luuuunga la storia)

musical-mente
arrivare dal medico con mezzora di anticipo (e il traffico stamane dov’era?)… scendere dalla macchina e sentire jovanotti che dagli altoparlanti canta “la terra degli uomini”… non ha prezzo.. – ore sette e trenta.. sono seduta in macchina in un silo sotterraneo.. ora aggiorno… mentre i negramaro cantano “tra nuvole e lenzuola” (ma che radio ascoltano in questo centro?)… credo andrò ad annusare quest’aria di pioggia fresca…
in una sera di luglio..
tranquilla-mente..
e mentre scrivo.. in mente battisti (in questi giorni chiodo fisso…) “io lavoro e penso a te.. torno a casa e penso a te.. io telefono e intanto penso a teeee…” ..vabè.. penso che andrò a letto.. ventidue e ventidue.. manco a farla apposta.. :o)

ancora..
non riesco a dormire.. è come a novembre dell’anno scorso.. il tempo dell’attesa.. non trovo riposo.. anche se il sonno è tanto.. – in compenso ho fatto trentamila cose nel finesettimana.. magari stanotte dormo.. magari anche più di cinque ore.. – domani arriva luglio.. e con luglio arrivano anche le mie vacanze.. è da un anno che le aspetto.. – ieri abbiamo anche prenotato il volo per n.y. a settembre ..pian pianino le cose riprendono la loro forma.. infondo la macchina non si era mai fermata.. avevo giusto rallentato.. un pò come canta lucio.. “rallentando per poi accelerare” ..
p.s. a ottobre torna volo in radio.. e a novembre esce il suo nuovo libro.. la storia di due fratelli.. e di un padre.. bene, perchè ora posso anche tornare a leggere..
sto osservando il bigliettino autografato da lorna b. (l’autrice di ‘un angelo tra i capelli’).. ce l’anno dato ieri alla fine dell’intervista.. “preghiera degli angeli guaritori.. portata a noi da dio.. attraverso l’arcangelo michele”.. è stato interessante osservare le persone.. ascoltare le parole di lei.. che in un certo senso.. mi erano così familiari.. – spesso la notte quando non riesco a dormire canticchio la canzone delle bambine.. capita poi.. che riesca a spegnere i pensieri.. capita anche.. che poi mi addormenti.. “com’è più bella questa preghiera.. è più profonda è più sincera……..”
in bilico
infondo lo dico da quando sono venuta ad abitare quì.. mi manca tanto un balcone.. potermi sedere fuori.. stare all’aria aperta stando a casa mia.. – durante gli ultimi mesi la situazione mi è pesata davvero tanto.. così tanto che spesso studiavo in giardino dalla sis.. anche col cattivo tempo.. pur di non stare chiusa in casa.. – fatto sta che stanno costruendo proprio a duecento metri da quì.. ho visto la piantina degli appartamenti.. stupendi.. con balcone.. eccetera eccetera.. – ho chiamato per informarmi.. – inutile.. se sei single.. e non guadagni ottomila franchi al mese, certi appartamenti non te li puoi permettere.. bisogna essere in due.. – io magari ci starei anche a pagare un tale affitto.. e non per lo stipendio.. ma perchè crescendo ho imparato a fare a meno di tanti lussi delle tante mode del momento.. meno posseggo e più mi sento leggera e libera.. – ma fatto sta che poi.. forse.. (anzi, sicuramnte) non potrei più concerdermi le piccole cose inaspettate.. per me.. per i miei cuori.. – non lo so.. davvero non lo so.. ci penso su ancora un pò.. (e magari mi faccio due conti in tasca.. vedi mai che poi mi tornano?) – mi andrebbe di richiamarlo il tipo.. e chiedergli “senta, non è che avete agevolazioni per single?”
p.s. quanto mi piace la pub della tinsemal.. “grazie mamma”.. mi fa tenerezza.. – stasera ho riacceso la tv.. dopo non so quanto.. e stasera ho anche cucinato la cena.. (cose normalissime per chiunque.. non per me.. da tanto tempo.. piano piano.. torno alla normalità.. – che poi, cos’è la normalità?).. vabè.. meglio spegnere.. sorrido.. ho davvero ritrovato tempo.. – tempo.. quanto mi sei mancato.. – mm…
sedici giorni
di attesa ora.. non so se ho fatto bene.. in alcune cose si.. in altre proprio non capivo cosa volevano sentirsi dire.. spero comunque di avere fatto abbastanza bene da passare.. – intanto mi sono tolta un grandissimo peso da dosso.. mi sento talmente alleggerita che barcollo.. – dopo gli esami sono andata direttamente direzione radio.. mi sono catapultata di nuovo nella mia realtà.. avevo oltre un ora.. così.. tutta per me.. senza dover rileggere materie che sapevo a memoria.. senza alcun “dovere” che mi tormentava.. – ero seduta su una panchina nel parchetto affollato dietro alla biblioteca.. sorseggiavo un caffè ghiacciato mentre il sole mi scaldava.. sapore di libertà.. – sono sobbalzata quando ho sentito qualcosa trai capelli.. (io e le mie fobie degli insetti).. – loro ridevano divertite.. mentre io avrei pianto per la gioia di vederle.. mia sorella e mia nipote.. avrei baciato anche il cielo.. gratitudine.. – ventidue e dodici.. serenanotte mondobello..