una canzoncina che si cantava all’asilo quando pioveva.. – sono le quattro e cinque.. fuori ancora piove.. oggi è una di quelle giornate nelle quali vorresti startene a casa a poltrire senza avere il minimo senso del dovere.. – invece sto seduta quì in ufficio e tra le tante cose che mi passano davanti.. ci stanno anche le nuvole e la nebbia.. pesanti eh.. (la parte meno bella dell’autunno).. ieri per lo meno, ogni tanto il cielo si schiariva.. facendo spazio anche a lui.. un arcobaleno meraviglioso.. era tanto che non ne vedevo uno dai colori così accesi.. bellissimo.. – questa è la stagione delle giornate corte.. intorno alle sei fuori è già buio.. vabè.. magari mi ricompro qualche tela.. spennellare un pò.. tenere attiva la fantasia.. la creatività.. – parlando di creatività.. ieri nel bosco abbiamo raccolto dei rami.. ora stanno in garage ad asciugare.. faremo un pò di bricolage (credo che avrei dato un ottima insegnante.. forse di elementari.. ma quel treno è partito da un pò.. non lo rimpiango..).. – ora mi torna in mente una frase letta prima in una mail.. (perchè tra l’altro si parlava di pittura).. la riporto quì perchè mi ha fatto tanto ridere.. “sono stato intrattenuto ben diciotto minuti da una telefonata di una responsabile amministrativa di una ditta che mi ha spiegato la teoria per cui le donne la danno poco… è perché il loro punto g è quello in fondo alla parola shopping“.. sorrido.. che poi a me non piace nemmeno fare shopping.. venerdì per esempio, aspettando un amico, avrei avuto tanto di quel tempo per svaligiare negozi.. invece mi sono rintanata nella libreria più grande della città ed ho gironsolato incuriosita.. sono uscita con due libri per le girls.. (sto giusto pensando all’ultima volta che ho “davvero” fatto shopping.. di quelle dove due mani per tenere tutte le buste sembrano non bastare.. ma una donna si sa.. se si tratta di queste faccende, è parecchio inventiva.. giusto, era a barcellona.. ecco.. forse sta li la differenza.. nella diversità.. forse) ..intanto tra una cosa e l’altra si sono fatte le quattro e ventiqualcosa.. piove ancora mentre il mio difronte ha appena detto “oggi è una giornata monocromatica“.. – carico la foto dell’arcobaleno.. un pò di luce.. – buoni colori mondobello

shhhh…

come in un gran pentolone
e dentro c’erano tutte le mie emozioni.. la felicità per quello che mi aspetta.. il senso di leggerezza.. il senso di libertà.. ma poi ho trovato anche la tristezza.. l’insicurezza e l’incertezza.. tutte quante li, mischiate tra di loro.. – il mio capo mi ha abbracciata quando gli ho detto che avevo dato le dimissioni.. “andiamo a prenderci un caffè” mi aveva detto.. oggi parlo col mio team.. uno per uno.. e quanto sarà dopo.. non starà più in mano mia..
ieri sera mi sono ritrovata con un gruppo di persone per un corso di meditazione.. ho avuto alcuni déjà-vu.. potuto vedere cose nuove.. ascoltare suoni nuovi.. una danza sciamanica col tamburo.. – nel mio piccolo ho rivisto quanto mi bastava per ritrovare la leggerezza d’animo che in giornata avevo perso da qualche parte.. – nel grande.. sorrido.. fate voi.. io continuerò a cercare diversamente..
trentuno ottobre.. ultimo del decimo mese.. domani non lavoro.. andrò alla ricerca di un tavolino.. ancora mi manca.. e si sta davvero facendo desiderare..
p.s. che belle che erano le farfalle.. rosa e celesti.. svolazzavano come se stessero ballando…
la felicità
in un pugno di attimi.. – aveva detto che mi avrebbe chiamata nel pomeriggio.. – alle due un numero stava lampeggiando sul mio cellulare.. lo conoscevo.. “questa sera apra una bottiglia di vino” mi aveva detto.. poi, un ora dopo la conferma via mail.. – sono corsa nell’ufficio personale ed ho presentato le mie dimissioni – da gennaio questo mio cammino prenderà nuove sfumature.. colori che fin da oggi, tornano a splendere forti.. – ho aspettato tanto.. la vita mi aveva messa a dura prova.. mesi combattuti.. sacrifici e sofferenza.. fino alla ricompensa.. – sono infinitamente grata.. – trenta ottobre.. cinque e trenta.. il mondo ancora si culla nel sonno.. nell’aria il sereno.. è un buongiorno.. e stasera ho un corso che so già, mi regalerà nuove emozioni.. sorrido..
e fra..
un mercatino autunnalle.. foto scattate tra l’arancione ed il giallo di questo ottobre.. caffè con torta.. compiti d’inglese ed un messaggio arrivato per dirmi che questa sera c’è volo da fazio.. è passato anche quest’ultimo finesettimana del decimo mese.. quattro giorni a novembre.. saranno intensi.. tra le cose da fare.. e quelle da dire.. – domani ventotto.. il compleanno del mio papi.. sorrido.. serena seratina mondobello.. io mi metto comoda.. ho la schiena che fa i capricci..
uazzap
“siiiii.. dio s’è bella la vita”..
“fino alla ricompensa amica mia.. più aspetti e più alta sarà”
ventiquattro ottobre.. da ieri sera nel mio mondo si è aggiunto un sapore nuovo.. lo sto assaggiando.. lentamente.. con i pensieri che vagano.. le immagini davanti agli occhi.. sa di buono.. credo mi piacerà…
promemoria
ogni tanto devo ricordarmene.. come anche ora..

due settimane
mi hanno detto.. – domani esce in italia.. quì non so quando.. intanto l’ho ordinato..
“Marco non ha mai scelto, perché ha paura che una scelta escluda tutte le altre. Non ha mai dato retta a nessuno, solo a se stesso. Sembra dire a tutti: amatemi pure, ma tenetevi lontani. – Andrea, suo fratello maggiore, ha deciso da subito come doveva essere la sua vita, ha sempre fatto le cose come andavano fatte. È sposato con Daniela, una donna sobria ed elegante. Insieme avrebbero potuto essere perfetti.
Marco invece ha molte donne, e Isabella. Lei è stata la sua prima fidanzata. Con lei ha passato quelle notti di magia in cui la bellezza dilata il tempo e la felicità strappa le promesse. – Ma neanche con lei è mai riuscito a decidersi, a capire che la libertà non è per forza mancanza di responsabilità. E così continua a vivere in folle, senza mai mettere una marcia, fare una scelta. – Se non che a volte la vita che hai sempre tenuto sotto controllo inizia a cadere a pezzi.
Il nuovo romanzo di Fabio Volo racconta la storia di due fratelli che gli eventi costringono ad avvicinarsi, a capirsi di nuovo. E di un inconfessabile segreto di famiglia che li segue come un fantasma. Racconta una grande e tormentata storia d’amore che attraversa gli anni, e come tutte le grandi storie d’amore ha a che fare con le cose splendide e con quelle terribili della vita. Racconta il dolore che piega in due e la felicità che fa cantare inventandosi le parole. Ci fa ridere, commuovere, emozionare.”
dulcis infundo
eeeh bhe :o)

sabato pomeriggio
starsene in giro per il parco.. lungo il fiume.. libera-mente.. – ricevere un messaggio “siete ancora li?” per poi essere raggiunte e passeggiare insieme.. – bello il sabato senza le pulizie, la spesa, il bucato.. – ho cucinato le lenticchie con le carote.. avvolgendo casa in un profumo che sa di buono.. (come sempre ne ho fatte troppe.. parte il sis-fattorino).. – è proprio autunno.. e sei bello sei..
