ssshhhhh

un fascino quasi mistico.. – a volte le guardo e mi ci disegno intorno le storie.. – storie fatte di persone.. piccole.. giovani.. anziane.. – quella di un bambino in gita scolastica.. che euforico va ad occupare il posto per lui ed i suoi amichetti.. che da li a poco avrebbero mangiato i panini che le loro mamme gli avevano preparato.. – o magari quella di un vecchietto che girovagando per i sentieri, a passo lento ma sicuro.. vi si è riposato, appaggiando un braccio sul suo bastone.. guardandosi intorno, spettatore consapevole.. – ma poi ci sarebbe anche quella di due giovani ragazzi.. che vi si sono fermati durante una passeggiata spensierata.. mentre lui le raccontava una storia.. fatta di altre storie.. e lei lo ascoltava affascinata.. gli occhi accesi.. loro due, mano nella mano.. – ..quanta vita seduta ed appoggiata delicatamente sulle gambe di una panchina.. – si potrebbe scriverne un libro.. magari di favole.. per bimbi.. o per i grandi.. quelli che dentro.. saranno sempre bambini..

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di sole.. di luna.. di baci.. e sorrisi

in settimana ci sono passata qualche volta.. era deserto.. quel piccolo quartiere che solitamente vive di urla di bambini.. di adulti che il caffè lo prendono per strada nelle tazzine di plastica, fatto con la moca da dodici se basta.. – in settimana allungata sulla sdraio nel giardino della sis mi faceva compagnia il libro.. i giri di un giovane rapace in cielo ed il canto delle cicale.. quiete.. – oggi quel piccolo quartiere è tornato a vivere.. sono rientrati tutti.. tra una settimana inizia l’asilo per i più piccolini e la scuola per le signorinelle.. (ricordo ancora il mio primo giorno di scuola.. mia sorella che mi correva dietro in lacrime, voleva venire con me.. ed io che la consolavo col cuore straziato "no nadia, tu non puoi venire.. ma io torno presto".. con in spalla una cartella quasi più grande di me.. già.. quella con su heidi) ..oggi quì era un giorno di festa.. la festa della fondazione di questo piccolo paese che si chiama indipendente.. ne vanno fieri della loro indipendenza.. che poi.. dietro le quinte.. vabè.. altra storia.. – ma io voglio raccontare la storia di oggi.. fatta d’italianità.. fatta di amicizia.. tra grandi e piccini.. di moche che andavano a gogò.. di giochi in giardino.. grigliate e vini casarecci.. quelli che mentre li bevi sembra di vedere ancora le persone a piedi nudi nelle grandi botti a pestare l’uva appena raccolta.. le ore sono volate.. passando da un giardino all’altro.. chiacchierando un pò qua.. sorridendo un pò più in là.. – le prime stelle.. ed il cielo ha iniziato a colorarsi.. fuochi d’artificio ovunque.. (credo che la prossima luna piena sarà uno spettacolo..) c’era un cielo stupendo.. si aggiungevano le stelle e con loro le bottiglie in tavola.. quasi maestrosamente i digestivi ed i vari liquori difendevano il territorio della tarda ora.. mentre sul tavolo s’era steso un velo.. quello dei colori di una partitina di poker.. tranquilla.. tipica di quel piccolo quartiere.. dove quando le sedie non bastano vai a prendere le panchine lunghe ed un tavolo viene aggiunto all’altro.. – oggi li è tornato il casino.. ma quello bello.. che pulsa.. che sa di vita :o) 

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avvolta da un velo magico

le ho passate così le ultime ore.. forse due.. forse tre.. ascoltando i miei amici in radio.. musica chill out che ti accarezza i sensi.. avvolta dalle note e sommersa nei colori ho continuato a dipingere lui.. – lentamente le cose cambiano dimensioni.. cambiano le relazioni.. mentre mescoli i colori.. mentre guardi sfumature crearsi.. attenta a non andare oltre.. i colori mescolati non li recuperi.. io almeno no.. perchè ci gioco.. così come dipingo.. giocando con le luci e le forme.. – sto seriamente pensando di fare un corso di pittura.. potrei imparare così tante cose.. vorrei fare così tante cose.. tantissime.. che io da sola a volte mi sembra non bastarmi.. ma ho tempo.. tanto tempo.. buona notte caro universo..

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‘giorno

stavo leggendo una cosa prima che mi ha fatto ricordare uno di quei discorsi che ti ritrovi a fare svariate volte nella vita.. con amici.. al lavoro.. con te stessa (si lo so è presto ed io già ‘stavo leggendo una cosa’.. la solita mattina di ‘ai, m’han buttata giù dal letto’).. sto parlando del "ma te.. se ti ritrovassi diciamo cento milioni.. che ne faresti?" – ricordo una volta che dissi ad un signore in pensione "ma sai che ti dico, io non li vorrei nemmeno tutti quei soldi.. credo farei difficoltà a gestirli".. e lui, quasi dandomi della povera scema, mi rispose "ma he tu disci..ma dalli a me dalli, he saprei io home gestirli" (già.. un toshano… sorrido).. – ci ripensavo prima.. oggi ho le idee più chiare.. io i cento milioni li prenderei pure.. saprei che farne (tante cosine belle) e forse.. dico forse.. non basterebbero nemmeno.. eppure chi sa.. per comprare un bel casolare in una campagna toscana, di quelli vecchi ben tenuti.. con le finestre alte con le persiane, col giardino alberato, tanti fiori e vista sui vigneti.. uno di quelli che la cucina è immensa, con in centro un tavolo luuuungo lungo ed il pavimento in pietra.. uno di quelli stile i film ‘french kiss’ oppure ‘a good year’.. ecco.. dicevo.. per comprare uno di quelli.. mica ti servono cento milioni no? ..io mi ci vedrei.. ma tanto.. – che poi, dovessi un giorno vincere tanti soldini (cosa poco probabile, visto che non compro nemmeno i gratta e vinci, figuriamoci giocare al lotto se poi mi scordo pure di controllare i numeri..) ..bhe.. io farei contenta tanta gente, (che in pensiero la sto pronunciando in toshano.. riiido).. inclusa me.. ovviamente.. vabè va.. terra chiama monia..

p.s. eppure… ;o)

il ventidue a me è sempre piaciuto

ore undici e trenta "ciao, stasera ci sei? se possibile mi assenterei, potrei andare in vacanza un paio di giorni approfittando di un passaggio. fammi sapere." – era michele.. il mio amico di battaglia.. ovvero uno dei tre moschettieri della radio.. – "si certo, non ti preoccupare, tu divertiti" .. ero sola in studio stasera.. ma sola solo fisicamente.. – ho ancora il cuore in festa.. – perchè loro c’erano.. i miei cari.. amici.. parenti.. c’erano tutti.. hanno condiviso.. mandando sms e chiamando la diretta.. – ore diciannove e venti "mo’, gli zii sono in lacrime" (anche se a mio zio minghi non glie l’ho messo :-/ ).. questo è un periodo che ci vede tutti un pò più uniti.. e loro questa sera mi hanno ascoltata per la prima volta.. lo zio con l’orecchio attaccato alla radio portatile come si faceva una volta.. me lo immagino.. la zia commossa durante la telefonata che arrivava dal mare, le nini.. – io non so chi era in ascolto questa sera, ne da dove o in quanti erano.. la nostra è una radio nonprofit e non abbiamo dati di ascolto.. e sinceramente non importa.. non contano i dati.. ma quello che fai tu e come lo fai.. io ci ho messo il cuore e l’anima.. impappinandomi leggendo le notizie.. sbagliando un congiuntivo (e me ne sono pure accorta.. ma la gaffe.. meglio sorvolarla).. lasciando il mic aperto mentre farfugliavo trai ciddì.. sorridevo.. sorridevo e m’illuminavo ad ogni messaggio.. ad ogni chiamata.. emozionandomi, cantando e ballando con i pezzi della scaletta che avevo preparato prima della diretta.. – piccola pasticciona.. o impasticcata (come vengo anche chiamata di questi tempi).. sto quì che scrivo beata.. bello il ventidue.. proprio bello.. – domani torno in palestra.. mi è mancata.. c’è chi dice che se mi azzardo ad andarci.. bhe.. che mi farà fare fitness a furia di calci nel sedere.. – ma c’è che ho il lascia passare.. "basta che non vada incontro al dolore, poco peso ed io non le dico di no, anzi".. ecco.. e se l’uomo del monte ha detto si ed io sento veramente il bisogno di andarci.. allora direi proprio che il semaforo è passato al verde.. – mentre quì, io ora spengo tutto.. anche perchè non c’è quasi più traffico.. shhhhh.. buona notte :o)