“il viaggio che faremo oggi vi porterà ad incontrare voi stesse anziane”.. – ti ho incontrata.. ho incontrato me stessa.. quanta dolcezza sul tuo viso.. e quanto amore mentre mi abbracciavi.. i tuoi capelli legati alla nuca.. in quel giardino con le rose.. poi hai allungato lo sguardo.. “no, non è come temevi, non sono sola” ..ci sorrideva mentre lavorava il piccolo orto.. come lo conosco quel sorriso.. “non temere piccola mia… e abbi sempre fiducia” mi hai detto… – seduta su quella sedia stasera ho pianto tanto.. le lacrime correvano come un fiume in piena.. quante emozioni… “ora tornate nel quì e ora.. prendete carta e penna e scrivetevi una lettera.. a voi stesse.. alla persona che avete appena incontrato.. la leggerete tra vent’anni.. forse più…” la mia mano andava veloce.. scrivevo di getto mentre gli occhi si gonfiavano ancora.. ho preso una busta e sopra ho scritto 30 giugno 2015, lettera a me stessa.. leggila quando sarà il momento.. tra vent’anni o forse più.. – oggi ho incontrato una me bellissima.. mi amavo.. io mi amo.. mentre mi accarezzavi ed io ti abbracciavo.. – quanta luce, serenità e dolcezza ho incontrato in te.. in me.. amore di una vita.. amore per la vita.. l’Amore…. – dormirò profondamente.. grazie angelo mio per essermi stata accanto in quel giardino.. ci sei anche tu nella mia lettera.. ma questo già lo sai…
– c’è una luna bellissima nel cielo.. piango ancora.. dormirò profondamente.. notte d’oro e d’argento caro universo…
Monthly Archives: June 2015
soleluna
g. una volta cantava che avrebbe rubato per lei la luna… ora è lei che ha rubato il sole… – buonanotte mondobello… non smetterai mai di sognarci caro universo……… perchè tu sei infinito….
quel sorriso
che neanche il mare pensa di avere… mi nutro di musica.. tenendo stretto stretto in tasca il mondo…. proprio oggi che il cielo è azzurro.. e non c’è macchia gialla nemmeno a immaginarla… – sei e cinquantasei.. sto per arrivare..
kick it girl
quattro ore e rotte di sonno.. terapia alle sette e poi a fare commissioni.. mi squilla il cell “zia dove sei?” “in città ma sto rientrando, cosa ti serve?” “zia mi puoi scrivere sulla maglietta di calcio?” “certo.. arrivo tra mezz’ora” (il che era tardi ovviamente)… da li una corsa in macchina.. minuti contati.. era palese che mi sarei trovata il bus davanti.. il vecchietto prudente.. i pedoni ad ogni striscia e tutta la banda.. guidavo e ridevo… sembrava fatta apposta.. (“arriverò in tempo.. inutile piazzarmi ostacoli sulla via”‘).. “zia la b è piccola, scrivi più grande” “dove la piazzo la doppia l? il numero è il nove?”… sorrido.. – stasera niente ore piccole.. stanotte voglio sognare…
… _ _ _ …
ho così tanto lavoro che non so dove sbatter la testa.. così tanto che mi sembra di perdermi… e tra pochi giorni resto io a fare quanto ora si fa in due… – non mi perdo.. non voglio perdermi…
dodici anni
fino a quell’età era mamma che decideva come dovevamo portare i capelli.. in pratica lunghi.. il primo taglio scelto da me fu il caschetto.. da allora di tutto.. colori e lunghezze diverse.. – ma poi c’è quello col quale stai bene.. lo senti tuo… allora torni… dalla prima all’ultima ciocca…
sommersa
nei miei pensieri.. osservavo una bimba.. due anni.. forse tre.. strappava erba e arrabbiata sembrava volesse mangiarla.. poi ho abbassato lo sguardo.. d’un tratto me la trovo davanti.. in mano un piccolo fiorellino bianco.. si è abbassata e me lo ha donato… oh angelo mio…

tra cugini
“mo, chi la dura la vince”.. – prendo un antidolorifico e vado avanti… io la duro…