ero andata in libreria senza trovare quanto stavo cercando.. avevo rovistato trai miei libri ‘ancora da leggere’ ma niente – questa sera però rientrando in macchina pensavo ad un libro che anni fa lesse il mio omeopata.. ‘il piccolo nero’ lo aveva chiamato lei (la sua compagna mi aveva dato il titolo tempo fa quando lo volli ordinare) ..stava a casa sulla scrivania.. – questa sera l’ho messo in borsa e sono andata in giardino da mia sorella.. sapevo che sarei stata sola.. – ho letto le prime diciotto pagine (è scritto piccoliiiiiiissimo).. riprendo domani in pausa pranzo.. – essere.. semplicemente essere.. ne più.. ma soprattutto.. ne meno.. – notte serena caro universo..
Monthly Archives: July 2013
post-pranzo
vasco sta cantando “sto pensando a te” ..bellissima.. e te credo che lo sta appena dicendo anche la speaker.. si avvicina a quella di battisti (rido).. – speakerando ieri con michele in radio eravamo di nuovo una cosa sola.. finalmente.. dopo due mesi nei quali in studio facevo giusto ‘presenza’.. – ieri c’ero.. stanca morta ma nel mio elemento (che il sonno a me fa venire la parlantina e la ridarella – e mentre scrivo ricordo una telefonata “quanto mi era mancata questa tua parlantina”) – ..ultime ore.. domani alle otto e un quarto potrò chiamare per informarmi sull’esito degli esami.. – e c’è chi dice che dopo di che e dopo le vacanze vedrò tutto con occhi diversi.. – hmm.. che mi si definisca ‘tutto’.. – intanto ho deciso di portare il laptop in vacanza.. inizialmente non volevo.. niente computer, niente fotocamera.. per una volta niente di niente.. – ho cambiato idea.. in vacanza avrò tempo per informarmi un pò.. organizzarmi insomma.. fare l’abbonamento al motore di ricerca per lavoro.. aggiornare il mio curriculum.. piccole cose che non prendono molto tempo.. che però quì nel mio quotidiano.. mi pesa fare. giù sarà diverso.. star seduta a tavola.. la mattina presto.. sorseggiando il caffè.. mentre nelle altre stanze ancora c’è silenzio e fuori si sente giusto il rumore di scooter che sfrecciano e qualche venditore ambulante.. ecco.. in quei momenti lì.. sarà un leggero fare.. – ho anche ricaricato la mia piccola sony.. non mi piace l’idea di restare incantata da un immagine e non poterla immortalare.. (lo so, oggigiorno con i cellulari, cioè, mini computer con i quali in più telefoni.. non c’è più bisogno delle fotocamere.. ma vedi mai un attimo di maldestrezza.. non sarebbe la prima volta che faccio cadere il cell.. meglio evitare.. costa meno la fotocamera!) .. – mi è appena arrivato un messaggio dalla sis “ho messo due foto nuove su instagram”.. beeelle le mie stelle.. sono dal parrucchiere con la sis.. c’è chi taglia e chi lascia crescere.. io ora sono nel secondo gruppo.. periodo di taglio transitorio il mio.. quello ‘bruttino’.. quello che dopo averli portati cortissimi poi non vedi l’ora che passi.. – come le tante altre cose che non vedo l’ora che passino.. davvero..
aspetto..
mentre le albe ed i tramonti scolpiscono il tempo..
c’era una volta…
un piccolo bosco.. poco distante da dove lavoro.. – l’ultima volta che ci andai a passeggiare era durante una pausa pranzo nell’estate del duemila e dieci (o undici.. ora non ricordo bene.. ma forse più dieci..) – oggi passando in macchina con la coda dell’occhio ho visto una scultura.. incuriosita ho fatto inversione.. ho posteggiato e fatto un pò di via a piedi.. – sono tornate immagini.. ricordo la mia borsa appesa al ramo di un albero.. la penombra estiva.. – momenti.. di una pausa pranzo passata diversamente..
e nel weekend?
eh.. nel weekend di tutto.. un sabato indaffaratissimo.. tra consolato e caccia al bikini nuovo (che ovviamente non ho trovato) e durante un attacco di senso del dovere ho anche pulito tutti i vetri di casa.. complice la radio a palla ho poi sistemato anche cose rimaste in sospeso da fin troppo tempo.. – fare le pulizie aiuta a distrarsi.. lo riconfermo.. – poi però c’erano anche grigliate per strada.. un raclette notturno in terrazza in pieno luglio (c’è sempre una prima volta, anche quella del formaggio fuso in estate).. ed un buffet di dolci che non finiva mai.. – oggi ho riassaporato il gusto dell’ozio.. gambe distese sulla sedia.. all’ombra del giardino.. con un leggero venticello trai capelli.. la pace dei sensi.. – osservavo i giochi d’acqua delle nini.. me ne sono stata talmente pacifica che non ho nemmeno preso in mano il libro che mi ero portata.. ho preferito riempire i palloncini d’acqua.. mangiare il gelato.. preparare dei caffè ogni qual tanto.. (il primo della stagione in ghiaccio).. – è passato un altro weekend.. altri due alle vacanze.. mm..
parole e messaggi
avevo acceso la tele per un attimo.. cocciante mi stava cantando.. margherita.. – poi ha recitato queste parole di panella.. sono corsa a prendere un pezzo di carta per scrivere.. frammenti su di un bigliettino.. le ho ritrovate stamane.. bellissime.. nel poco il tutto…
vivere per amare, amare quasi da morire
morire dalla voglia di vivere.
amare, dare l’anima alla vita.
morire dalla voglia di vivere con la voglia di vivere
sogno lampo.. prima di svegliarmi.. un messaggio “ciao… sto ancora lavorando”..
come formiche
la città è la regina.. lei chiama alla festa.. ed il popolo.. le lavoratrici.. affluiscono.. – che poi non è che ‘quante più ne sono, tante più ne conosci’.. perchè sono così tante che solo giorni dopo “ah ma c’eri anche te?!”.. – fatto giri.. salutato e parlicchiato con conoscenti ed amici.. resta sempre bello rivederne alcuni che magari trovi solo in occassioni del genere.. (trovi per modo di dire.. che se non era che mi sentivo chiamare.. io mica li vedevo – monianelpaesedellemeraviglie..) – ..mangiare lo spiedo tipico della serata era d’obbligo, farlo senza sporcarsi, un successo! un drink, uno solo (per motivi di bisogni femminili in momenti poco appropriati.. ed ovviamente perchè di più non reggo.. – una sola margarita ed ero flashiata).. sono rientrata che in testa avevo un concerto heavy metal ed alzarsi stamane.. una tortura.. – ora eccomi quì.. seduta a questa scrivania.. aspettando che si facciano le cinque (sono solo le otto.. luuuunga la storia)

musical-mente
arrivare dal medico con mezzora di anticipo (e il traffico stamane dov’era?)… scendere dalla macchina e sentire jovanotti che dagli altoparlanti canta “la terra degli uomini”… non ha prezzo.. – ore sette e trenta.. sono seduta in macchina in un silo sotterraneo.. ora aggiorno… mentre i negramaro cantano “tra nuvole e lenzuola” (ma che radio ascoltano in questo centro?)… credo andrò ad annusare quest’aria di pioggia fresca…
in una sera di luglio..
tranquilla-mente..
e mentre scrivo.. in mente battisti (in questi giorni chiodo fisso…) “io lavoro e penso a te.. torno a casa e penso a te.. io telefono e intanto penso a teeee…” ..vabè.. penso che andrò a letto.. ventidue e ventidue.. manco a farla apposta.. :o)
