come una bambina piccola che scuote i regali sotto l'albero per capire che c'è dentro.. stamane all'alba ho ascoltato i brani pubblicati sul sito.. pezzo per pezzo.. pochi secondi.. tanti quanti bastano per individuarne tre che mi hanno scossa in meno di niente.. apollo undici.. polvere e gabbiano.. ho ordinato il cd.. l'edizione limitata.. non l'ho trovato in negozio.. e ora.. aspetto.. non pazientemente.. perchè sinceramente.. sono tre anni che aspetto..
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se io apro queste mani non so quanto tempo servirà prima di alzarmi in volo
le mie ali anche senza piume taglieranno il cielo in due
le mie braccia sono arrese mentre vivo sulla pelle mutazioni attese
la mia bocca perde i denti allungandosi farà il tuo nome ai quattro venti
mi trasformerò in gabbiano e porterò da te
i temporali di un inverno che alle porte soffia forte
e soffia il vento e l'odio che ha già dentro
io lo griderò dal becco per salvare te da quest'inverno che già c'è..
perdo carne dalle gambe come niente
restano soltanto zampe stanche a rallegrarmi se io salto
e no, non cado sopra il mondo
potrò stare in aria convincendomi a volare
mi trasformerò in gabbiano e porterò da te
i temporali di un inverno che alle porte soffia forte
e soffia il vento e l'odio che ha già dentro
io lo gridero' dal becco per salvare te da quest'inverno che già c'è..
spuntano le piume si fan spazio tra la pelle
mentre il cielo alle mie spalle si fa gonfio come un fiume
e aggrappato a questo ramo io lo sentirò arrivare poco prima di passare
sarà lui a farmi alzare dal mio ramo in volo
amore.. amore vincerò io questo temporale
ora sono quel gabbiano
e l'unico ricordo che conservo è ritornar da te..
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p.s. dire che li adoro.. forse è poco